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"Mi domandi perché sono laconico. Per più di una ragione.
Primo, per necessità, poiché scrivo in uffi cio, sottoposto al febbrile ritmo
della
produzione industriale che governa e modella i nostri pensieri. Poi per
elezione stilistica, cercando per quanto possibile di tener fede alla
lezione
dei miei classici. Poi per indole, in cui si perpetua il retaggio dei
miei padri liguri, schiatta quant'altre mai sdegnosa d'effusioni.
E ancora,
soprattutto per convincimento morale poiché lo credo un buon metodo per
comunicare e conoscere, migliore di ogni espansione incontrollata
e
ingannevole. Eppure - aggiungerei - per polemica ed apostolato, perché io vorrei
che tutti a questo metodo si convertissero: e quanti
parlano della propria
faccia o dell'anima mia si rendessero conto di dire cose vane e
sconvenienti."

Italo Calvino, 1954

Realismo visionario

La meraviglia, lo stupore, sono gli elementi propri della poetica italiana e
del suo territorio.
In letteratura il "modo mimetico-realistico" utilizza una
catena concettuale che collega Mìmesis-verosimile-universale-identifi
cazione-piacere/catarsi-conoscenza, ovvero una serie di passaggi emotivi, legati
alla possibilità di identifi cazione, che generano un'esperienza di conoscenza
della realtà estremamente effi cace, come F. Amigoni ha sintetizzato con effi
cacia e rapidità (Ferdinando Amigoni, Il modo mimetico-realistico, Laterza, Bari
2001). Ovviamente il tema della mimesi, dell'imitazione, è tema complesso e
rischioso. Nel fi lm "Zelig" (1983), di W. Allen, la forma psicotica del
protagonista lo porta alla somiglianza fi sica e mentale con ciò che lo
circonda, per raggiungere lo scopo della sparizione, del conformismo,
dell'assenza come unica forma di integrazione possibile.
Il modo
mimetico-realistico parte dal tema della mimesi per raggiungere lo scopo opposto
alla sparizione e al conformismo: la poetica realisticomimetica ha come
obiettivo il disvelamento del reale, ovvero la creazione di una macchina poetica
di meraviglia e stupore capace di divenire macchina della percezione e della
visione della realtà stessa.
Il nodo è il passaggio dalla mimesi alla
meraviglia che l'oggetto poetico (l'architettura, un edifi cio nel nostro caso)
produce, creando le condizioni della conoscenza.
L'architettura italiana ha
ancora desiderio di produrre meraviglia e stupore? Ovviamente questa poetica di
realismo visionario implica modalità e gradazioni differenti, specifiche
invenzioni, specifici linguaggi, per luoghi, momenti e circostanze
specifiche.

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