Armando Dal Fabbro


 

Formazione - Una delle specificità di cui sono debitore a Polesello, fin dalle prime frequentazioni come studente poi come giovane assistente, è il modo di insegnare l'architettura attraverso l'architettura. Per certi versi era il metodo aldorossiano dell'analogia come tecnica operativa, ma ciò che lo distingueva era la capacità di trasfigurare l'insegnamento verso una dimensione limite (astratta) che privilegiava l'operatività della conoscenza, la capacità di coglierne l'essenza prima di tutto, per cui il "saper fare" si connaturava al "voler fare", e lo spazio vuoto, il ritmo e le figure della composizione (in una parola i materiali dell'architettura) erano l'oggetto stesso del cercare, erano il progetto... Il legame fra figure significanti e paradigmi compositivi antichi è cruciale, credo fondamentale nella sua opera. Il progetto per Polesello è memoria vitale che si alimenta continuamente di novitas... È la modernità del classico che ritorna trasfigurata nei progetti, nei modi di cogliere l'architettura antica e di trasmetterla.
 
Insegnamento - Non condivido la condizione "debole" con cui dovrebbe convivere l'insegnante di architettura nel trovarsi allo stesso tempo troppo lontano dalla pratica e troppo lontano dalla teoria.
L'architetto docente dovrebbe avere la levatura e la responsabilità di insegnare ciò che fa... Una cultura del progetto che va oltre il professionismo dei costruttori (famosi) e si tiene lontano dalla dittatura dell'attualità. Impegnarsi nell'insegnamento vuol dire avere, come del resto ripeteva spesso Rossi iniziando i corsi e parlando della propria architettura, coerenza civile oltre che intellettuale... E nonostante possa sembrare scontato, la capacità di trasmettere un'idea, una progettualità, si misura anche sulle occasioni che ognuno di noi ha di mettersi alla "prova", in altre parole di compromettersi, in una propria dimensione progettuale fortemente coinvolgente e sperimentale (di tendenza), senza rinunciare, allo stesso tempo, al confronto dialettico con la tradizione, con il nostro bagaglio culturale e formativo, insomma, per quello che mi riguarda, con l'identità storica della scuola di Venezia.

Professione - Il progetto per una biblioteca nel Campus dei Licei a Schio e il progetto per un Palazzo della Musica sull'isola del Tronchetto a Venezia prendono le mosse da un'idea "a priori", un'idea che trova riscontro, principalmente, nella mia formazione fortemente condizionata da una cultura architettonica di matrice veneziana. Sono momenti di una ricerca architettonica e figurativa il cui fondamento va ricercato piuttosto che sulle scelte di carattere funzionale, nel valore formale dato all'idea di "archetipo" e alla sua usabilità e contaminazione spaziale.

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