Restyling – Illuminazione mirata, ambiente dai colori caldi, opere d'arte del Sol Levante: come rinnovare un ristorante orientale strizzando l'occhio ai clienti occidentali

Nel cuore di Roma, un intervento di restyling e ampliamento di un noto ristorante giapponese (Hamasei) si esprime in un progetto articolato su alcune linee guida essenziali, dall'evoluzione delle prime scelte strategiche alla definizione di ogni singolo dettaglio.
I progettisti hanno voluto mantenere la forte connotazione giapponese dell'ambiente, preservandone identità e caratteristiche salienti, ma sviluppando una lettura più legata alle tendenze contemporanee, con una leggera influenza d'impronta occidentale.

La modularità
Questa impostazione si concretizza nel concetto di modularità, tipico dell'architettura e della filosofia giapponese. Un esempio è la collocazione e l'affiancamento dei pannelli di legno wengè staccati dalle pareti, o di quelli fonoassorbenti appesi al soffitto come in una sorta di scatola scomponibile. I pannelli ripropongono, come nella sala giapponese tradizionale, la modularità tipica del tatami, scomponendosi nelle tre dimensioni spaziali.
L'utilizzo del legno e di tinte cromaticamente vicine ai colori della terra, garantisce un effetto di calore e raffinata eleganza.

Nel complesso intervento di ridefinizione dello spazio, i progettisti hanno dovuto tener conto delle nuove esigenze del locale. La strutura originaria di circa 300 mq è ampliata con nuovi spazi destinati alla sala e alla cucina, per altri 250 mq.
Tra le nuove soluzioni c'è un “tavolo single” in legno lamellare, largo 40 cm e lungo quasi 6 metri, con dodici postazioni, variamente componibili, la cui superficie bianca lucida contrasta con il controsoffitto a volta rivestito in rame. È un tavolo dedicato a chi si trova a mangiare da solo, con la possibilità di accomodarsi in qualsiasi punto del tavolo.

L'importanza della luce
Grande attenzione è stata poi rivolta alla gestione della luce, considerata dai progettisti elemento architettonico fondamentale per definire l'identità dello spazio. Si è allora cercato di calibrare intensità e direzione della luce in maniera specifica su ogni postazione o dettaglio. Nella prima sala, un'opera calligrafica giapponese, stampata su un pannello di carta di riso retroilluminato, è messa in risalto dal rivestimento in grès porcellanato nero semilucido, diventando una preziosa quinta scenica per i tavoli e il divano bianco che corre lungo tutta la parete.

Nel bagno, invece, l'ambiente contemporaneo è dominato dall'immagine di una maschera in stile Edo dello storico teatrino giapponese, serigrafata su un vetro 300 x 200 cm, che padroneggia la scena nella imponenza, riflettendosi nel grande specchio. Il progetto proseguirà con la ristrutturazione della parte di “old hamasei”, in cui è previsto un bancone sushi bar e un nuovo ingresso.

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