Mostre – Mostra-omaggio dedicata allo studio fotografico Ballo: la storia del design italiano e non solo, attraverso le immagini degli oggetti e dei protagonisti

La fotografia col tempo è diventata design, ma ha creato anche i designer, o meglio, il loro mito.
La foto non-figurativa ha conosciuto un rapido excursus storico in Europa nei primi decenni del '900. Il nuovo concetto di produzione artistica, promosso dalla Bauhaus, che vedeva l'arte non più come mera rappresentazione della bellezza, ma strettamente legata al concetto di utilità e fruibilità della bellezza formale nella quotidianità della vita, faceva della fotografia un mezzo e uno strumento espressivo estremamente elastico e innovativo nei confronti di tale produzione.
“L'illetterato del futuro sarà colui che non conosca l'uso della macchina fotografica come quello della penna” scriveva quarant'anni orsono Moholy-Nagy; una profezia che, pure nella sua retorica, si è realizzata nel rapido evolversi delle vicende della nostra società.
Fotografare significa scegliere quindi vedere (non solo guardare) brani di realtà, oggetti e persone secondo libere, soggettive angolazioni prospettiche. Una lingua sapientemente utilizzata da Aldo Ballo e Marirosa Toscani Ballo fondatori di un laboratorio-bottega milanese, punto di riferimento dei più importanti designer dagli anni Cinquanta.
Con un allestimento sperimentale studiato da Enrico Boleri e Luigi Baroli, il PAC ospita (fino al 7 giugno) una grande mostra-omaggio dedicata allo studio fotografico Ballo, dove è raccontata la storia del design italiano e non solo, attraverso le immagini degli oggetti e dei protagonisti.
Il Novecento è stato il secolo delle cose: l'accelerazione industriale, la crescente mercificazione, la nascita delle scuole di design hanno concorso alla produzione di ogni tipo di oggetto industriale ad ogni livello di qualità e con qualunque destinazione, da quella funzionale a quella puramente estetica. Questo “materialismo delle cose” e la loro onnipresenza nella vita dell'uomo contemporaneo ci parlano del nostro rapporto con il mondo e delle condizioni stesse del mondo.
L'avevano ben capito Aldo Ballo e Marirosa Toscani Ballo quando hanno dato vita, dagli anni '50 a oggi a un punto di riferimento dei più importanti designer, nel periodo più affascinante e vivace del design mondiale, grazie a un'attività incessante che prosegue, anche dopo la morte di Aldo Ballo avvenuta nel 1994, tutt'ora.
Aulenti, Boeri, Vigo, Sottsass, Castiglioni, Rossi, Bellini, Starck, per citare solo alcuni nomi, hanno scelto lo Studio Ballo per la professionalità, l'intelligenza, l'ironia, l'eleganza, la creatività, e così molte delle loro fotografie con gli oggetti design da loro disegnati sono entrate nell'immaginario comune e tutt'oggi pubblicate come immagini di riferimento.
Intitolata austeramente ballo+ballo questa mostra all'ingresso apre con una gigantografia in bianco e nero scattata da Oliviero Toscani, il fratello terribile di Marirosa.
La fotografia doveva essere liscia, gradevole, splendente, perfetta, assolutamente perfetta, doveva rappresentare la "realtà" come se la realtà fosse una verità, anzi fosse una verità comunque gradevole.
Una sfida della mente e dei sensi, cominciata quando i due ragazzi, quasi coetanei, si sono conosciuti. “Io frequentavo Brera, Aldo, iscritto ad architettura, mi aiutava a studiare” dice Marirosa. “Siamo cresciuti insieme” racconta Marirosa che ancora oggi parla al presente di Aldo, “e insieme abbiamo deciso di dedicarci al mondo di oggetti che stava nascendo in quegli anni”.
Non una semplice mostra fotografica dunque, ma il tentativo di proporre al pubblico il racconto di un lavoro, di un gruppo, di un laboratorio di idee, una fucina di immagini in tutta la sua complessità. Oltre alle tante immagini fotografiche (dagli still life ai ritratti) ai visitatori è offerta una parziale ricostruzione dello studio fotografico tradizionale e all'avanguardia insieme. Da non dimenticare le molte testimonianze di personaggi come Alessandro Mendini, Nanda Vigo e Mario Botta raccolte in video che si possono godere in un apposito spazio.

Informazioni

Titolo: ballo + ballo

Date: fino al 7 giugno 2009

Luogo: PAC Padiglione D’Arte Contemporanea - via Palestro 16/14, Milano

Telefono: 02 76009085

www: www.balloeballo.it

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