Casa unifamiliare  

Località: Abbiategrasso (MI)
Committente: privato
Progettista: Cino Zucchi
Collaboratori: Andrea Vigano, Annachiara Moranti
Progetto strutture: Bianchi e Ducci Studio associati, Abbiategrasso
Datazione realizzazione: 1996
Impresa costruttrice: Cooperativa Arte Edile, Abbiategrasso
Destinazione d'uso: Edificio residenziale
 
Il luogo è quello a cui abbiamo ormai abituato lo sguardo, la città diffusa ai margini della campagna, ove si distendono ampie zone in cui case si susseguono a case, ove nessun segnale è in grado di mostrare le relazioni tra le parti, i percorsi e le direzioni, ciò che è pubblico e ciò che non lo è. Un lotto stretto e profondo, orientato nella direzione nord-sud tra due margini differenti ' ad ovest alcune villette, ad est due palazzine di quattro piani ' contribuisce a definire la forma del rapporto che in questa casa si intrattiene tra interno ed esterno.
In questo progetto non vengono volutamente ricercate soluzioni figurative o spazi interni originali, ma è piuttosto il rapporto tra spazio domestico e spazio esterno il tema dominante della composizione, nel tentativo di rileggere il legame, che nel tempo si è andato perdendo, tra casa unifamiliare e spazio di pertinenza.
Un luogo conviviale immerso nel verde del giardino, uno spazio aperto dai caratteri unitari si incunea nel lotto e ad esso fa riferimento la casa. Una serie di basse partizioni a terra delimitano lo spazio aperto all'interno del lotto, accolgono il riposo e l'incontro ' una lunga panca ed un piccolo deposito attrezzi vi si appoggiano ' definiscono l'ambito destinato alla rampa che conduce al garage interrato, articolando il rapporto tra lo spazio interno della casa e l'esterno.
Questa geometria di partizioni, atta a suddividere e misurare lo spazio esterno, è sovrastata da un grande portico, di ascendenza rurale, che nelle membrature mostra la propria lievità: le esili colonne in ferro, il rivestimento in rame della copertura e quello in tavole di lance dell'intradosso sono tutti indizi di questa volontà di articolazione e nel contempo di distinzione tra le parti. Questo portico è difatti una costruzione in sé finita, mentre nel contempo è segno di quella astrazione a cui perviene la ricerca figurativa che sa guardare alle forme della tradizione esercitando una sorta di dimenticanza delle origini e delle cause prime, e rivelando così la soglia dell'invenzione.
Il  portico scavalca il lungo spazio esterno e si distingue dagli altri elementi: le colonne si avvicinano alle partizioni a terra e la copertura sfiora il corpo della casa, ricevendo all'intradosso la luce radente del mattino. Il ritmo delle colonne si giustappone alla domestica casualità delle aperture e agli scavi del volume nel lato ovest della casa, determinando un felice contrappunto.
Il  portico rivela così pienamente il proprio carattere, situato a metà tra il proteggere e l'aprire, luogo di sosta e di riparo e insieme spazio dal quale si dischiudono allo sguardo ed al percorso altri spazi. La casa è un parallelepipedo nel quale la composizione è svolta per sottrazioni di volume che riescono a temperare l'altrimenti rigida stereometria. L'elementarità della scelta volumetrica e tettonica di base è confermata dall'unità materica con cui è trattato il corpo della casa: mattoni a vista la cui tessitura orizzontale ' marcata nel lato del portico da file alterne aggettanti, in una sorta di non finito che, oltre a ricordare le facciate di alcune chiese, costituisce uno dei temi ricorrenti dell'autore ' viene scandita dalla cadenza di ombre portate delle esili colonne del portico. Nella scelta di privilegiare alcuni aspetti dell'abitare ' il rapporto tra spazio domestico e spazio esterno, il processo di astrazione e trasfigurazione di alcuni elementi dell'architettura rurale 'questa casa si pone come occasione per riflettere sulle condizioni insediative presenti nella pianura padana, e in particolare sul molo che l'abitazione unifamiliare riveste nella definizione e caratterizzazione degli spazi ai margini della città, dove i violenti cambiamenti dovuti a nuovi usi e significati e insieme le vuote riaffermazioni del vernacolo hanno seppellito qualsiasi struttura figurativa e riconoscibilità dei luoghi.

(Area n° 29 nov/dic 1996, Federico Motta Editore, Milano)

Plastico di studio Plastico di studio Prospetto est in fase di costruzione Vista fronte esterno i fase di costruzione Prospetto ovest
Prospetto est Pianta secondo livello

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