Laboratorio Italia – A Poviglio, vicino a Reggio Emilia, Laboratorio Architettura Ingegneria porta a termine l'ampliamento del Nido d'infanzia “Gianni Rodari”.

Il progetto propone una soluzione planovolumetrica articolata su due livelli con la costruzione di nuovi volumi in ampliamento a quelli esistenti, comprendenti tre nuove sezioni dotate di spazio mensa, atelier, dormitorio e bagni, una sala polivalente per feste e spazio incontri da usarsi anche ad asilo chiuso, spazi per insegnanti e personale ausiliario, spazi di servizio e una nuova centrale termica.
Le nuove sezioni sono state progettate per essere versatili, affinchè possano mutare nel tempo e divenire nel seguito, qualora se ne presentasse la necessità, scuola dell’infanzia. L’intervento facendo propri i principi della bioarchitettura, vuole essere rispettoso dell’intorno, riprendendone e rileggendone alcuni aspetti qualificanti pur mantenendo carattere e personalità propri. In modo particolare sono stati presi in considerazione gli aspetti bioclimatici relativi al sito e all’edificio, il contenimento dei consumi energetici, l’uso di energie alternative, un’adeguata ventilazione, un corretto smaltimento dei rifiuti liquidi, solidi e aeriformi, l’utilizzo di materiali atossici, sicuri e confortevoli, il più possibile naturali. La nuova costruzione, è a due piani con altezza variabile tra i 4 e i 10 m, caratterizzata da un alternarsi di volumi, parti intonacate e tinteggiate e altre in mattoni facciavista, da tetti inclinati (per consentire una buona ventilazione estiva) e ampi porticati. Un plesso scolastico, a forma di L, articolato su volumi diversi aiuta a connotarne la funzione nonché a consentire, un domani interventi differenziati, senza necessariamente dover agire su tutta la struttura.
Per ottenere un maggior effetto di raffrescamento si è scelto di inclinare gli edifici rispetto alla direzione dei venti dominanti, sfruttando maggiormente i vantaggi offerti dalle brezze estive.
Il progetto si articola su quattro corpi di fabbrica nuovi tra loro collegati:
- 1. L’ingresso con sala polivalente. La struttura con pianta a ellisse presenta verso l’ingresso un portico e un corridoio di collegamento per creare un luogo di scambio e di relazione tra il personale e gli utenti. La sala polivalente è dotata di soppalco con balconata ed è illuminata da finestre e portafinestre. I paramenti esterni sono in mattoni facciavista, il tetto ha struttura in legno lamellare con copertura ventilata in rame.
- 2. Le sezioni. La struttura ha una pianta quasi rettangolare con elementi aggettanti in prossimità delle sezioni, che sono costituite da spazio mensa, dormitorio, atelier, bagni e ripostiglio, oltre che da un eventuale soppalco in cui trasferire eventualmente il dormitorio e il ripostiglio. La struttura in legno-cemento intonacata e tinteggiata è dotata di un portico in legno con copertura in rame per ogni sezione. Il tetto a due falde è interrotto al colmo al fine di realizzare delle finestrature che consentano un adeguato ricambio d’aria e illuminazione nelle zone centrali più buie.
- 3. La centrale termica. La struttura, in legno-cemento intonacata e tinteggiata, si sviluppa in altezza assumendo il ruolo di piccola torre che porta sul tetto, opportunamente inclinato, i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.
- 4. La connessione vecchio-nuovo. L’edificio esistente è collegato al nuovo da un corridoio vetrato che accoglie anche un ripostiglio e parte della nuova lavanderia. La struttura, in legno-cemento intonacata e tinteggiata, ha il tetto ad una falda orientata verso sud per accogliere i pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria. Le pareti perimetrali sono state costruite ad alto spessore e, così come il tetto, provviste di un sistema di ventilazione per limitare il surriscaldamento estivo. I materiali utilizzati per le strutture sono tutti naturali, con prevalenza di legno, calce, pietra, fibra di legno, linoleum, alluminio e rame. Si è optato per una scelta di materiali e colori di tinteggio diversificata con tinte pastello per far identificare immediatamente la funzione dello spazio e per rispettare le preferenze dei bambini per i colori chiari. Il progetto prevede alcuni spazi dedicati a ricordare la figura di Gianni Rodari attraverso opere che sono da intendersi non come “monumenti inamovibili” ma come facenti parte integrante della scuola.
A riguardo si è chiesto il contributo di Nani Tedeschi, artista affermato a livello internazionale, ed Elena Viappiani, giovane artista locale. Nani Tedeschi ha suggerito, relativamente al cancello carrabile e pedonale nuovi, un disegno realizzato in acciaio zincato e verniciato che ricordi e illustri la poesia di Gianni Rodari “Una scuola grande come il mondo”.
Elena Viappiani ha proposto di dipingere sulla torre un brano della filastrocca di Rodari “Una nuova invenzione” e di realizzare una fontana, da collocarsi all’interno della struttura di fronte alla sala polivalente, che riprende il contenuto della filastrocca sopracitata (con un occhio rivolto verso il cielo) pur mantenendo una funzione d’uso per i bambini (bere e fare manipolazioni con acqua in una vasca bassa). Inoltre, su indicazione del corpo docente e della pedagogista, è stata installata un’ulteriore opera anche in prossimità dell’ingresso, ispirata alla filastrocca “Il sole nero”.

scheda progetto

Luogo: Poviglio (RE)

Progettista: Nando Bertolini architetto

Collaboratori: Paolo Magnani, Alberto Bocchi, Alberto Iotti, Lorenza Allari

Progetto strutture: Sonia Bellocchi, Davide Carra

Progetto elettrico: Luigi Braglia

Progetto impianti sanitari: Carlo Cantoni

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