Prima di tutto dal punto di vista produttivo, visto che è stata una delle prime aziende europee ad utilizzare fonti rinnovabili di energia e a valorizzare ogni momento della filiera produttiva in termini di impatto ambientale. La ricerca di soluzioni tecnologiche che aiutino il consumatore a ottimizzare la risorsa Acqua è di fatto la mission del marchio Hansgrohe che l’azienda ha dedicato esclusivamente allo sviluppo di linee di rubinetterie e docce di qualità.
“E’ importante utilizzare al meglio l’acqua che abbiamo a disposizione, imparare a risparmiarla e a rispettarla, senza perdere di vista il benessere e il confort che ci regala”, spiega Maurizio Lunardi, Amministratore Delegato Hansgrohe Italia. “L’acqua è un lusso e deve essere vissuta come tale, anche rendendoci conto quotidianamente del privilegio che viviamo e dell’importanza di salvaguardare l’ambiente in cui viviamo”

Tra i dispositivi che Hansgrohe mette a disposizione di progettisti e utenti per rispondere a una sempre più diffusa coscienza ecologica anche nella gestione delle risorse idriche presentiamo Pontos Aquacycle.

Hansgrohe Pontos Aquacycle
Il rivoluzionario sistema di riciclo dell’acqua

Pontos AquaCycle è il primo sistema modulare di riciclo dell’acqua ideato da Hansgrohe per applicazioni in ambito pubblico e privato.
La gamma di prodotti, certificata dal TÜV (un importante ente indipendente di certificazione tedesco) comprende sistemi con capacità di riciclo tra i 600 e i 30.000 litri di acqua al giorno.
Ciò significa che i sistemi AquaCycle possono essere impiegati per soddisfare le richieste dei più svariati progetti e possono essere adattati a differenti impieghi: in unità abitative singole e condomini, in ostelli e strutture alberghiere, hotel e locali commerciali.
I sistemi Pontos AquaCycle purificano simultaneamente l’acqua di scarico da docce e vasche utilizzando un processo brevettato basato su metodi meccanici e biologici senza additivi chimici. L’acqua prodotta in questo modo è igienicamente pulita ed adatta per essere impiegata in tutte le applicazioni che non richiedono acqua potabile.
Il trattamento prevede un primo passaggio dell’acqua attraverso uno speciale filtro che elimina le principali impurità meccaniche; l’acqua viene poi convogliata in una camera di pre-riciclaggio dove viene ulteriormente filtrata e –con un terzo passaggio- nella camera di riciclaggio principale.
Qui una lampada a raggi ultravioletti elimina i batteri e purifica l’acqua rendendola inodore, perché possa essere conservata a lungo.
L’acqua viene infatti immagazzinata nella cosiddetta “camera delle acque chiare” fino al riutilizzo.
Una pompa a pressione trasporta l’acqua chiara depurata e favorisce il risciacquo automatico del filtro. Questo serbatoio di acqua riciclata –da cui attingeranno scarichi dei bagni, lavatrici, sistemi di irrigazione del giardino ecc… è dotato di una funzione di reintegro automatico con acqua dolce quando l’acqua necessaria non sia sufficiente.
I costi accessori diminuiscono insieme al consumo di acqua potabile così come il volume di acqua di scarico prodotta. In base a statistiche sul consumo medio, la qualità dell’acqua derivante da docce, lavamani e vasche è sufficiente al fabbisogno per le pulizie, l’irrigazione dei giardini e altri utilizzi domestici.

Il risparmio idrico infatti  non è solo sinonimo di rispetto per l’ambiente e senso civico, ma può anche rappresentare una fonte di risparmio economico, specie in vista di sensibili aumenti a livello Europeo.
Il consumo italiano di acqua potabile di una famiglia media è di circa 200 m3 l’anno, ma solamente una minima parte è utilizzata effettivamente per bere e cucinare. A livello europeo ci distinguiamo negativamente per quantità di acqua potabile consumata, non solo altri paesi sono più attenti di noi a non sprecare l’acqua potabile, ma consumano per usi non alimentari acqua non potabile (ad es. gli scarichi del wc).

Riciclare acqua e calore

L’ultima evoluzione del sistema Pontos Aquacycle di Hansgrohe unisce al riciclo dell’acqua anche il recupero di energia termica. Gli ultimi impianti utilizzano infatti l’energia dell’acqua calda proveniente da docce o bagni per riscaldare altra acqua utilizzabile, implementando le normali fonti di calore. 
La combinazione di riciclo termico e riciclo delle acque grigie non solo contribuisce a un utilizzo dell’acqua ecologicamente ed economicamente sostenibile, ma contribuisce a diminuire il fabbisogno energetico delle unità abitative e a ridurre le emissioni di CO2.

Consigli sul risparmio idrico
L’ecologia come gesto quotidiano
Quando ci si lava le mani e i denti o ci si rade, evitare di far scorrere l’acqua inutilmente. A seconda del tipo di rubinetteria si sprecano dai 7 ai 20 litri al minuto.
Chiudere il rubinetto fino al momento del risciacquo o lavarsi i denti usando l’apposito bicchiere. Per la rasatura “bagnata” è sufficiente far scorrere prima una piccola quantità d’acqua nel lavandino.

Una doccia attenta all’ambiente
Fare il bagno completo significa consumare circa 140 litri d’acqua. La quantità d’acqua necessaria per la doccia, invece, è notevolmente inferiore.
Chi non può utilizzare i collettori solari per riscaldare l’acqua, ricorre bene o male all’uso di energia fossile. Ciò significa che risparmiando acqua calda, si evita anche di produrre anidride carbonica nociva per il clima. Con l’aiuto delle docce a ridotto consumo idrico una famiglia di quattro persone riesce a evitare fino a 700 kg di CO2 l’anno.

Non scaricare la responsabilità
Il 20% dei consumi domestici d’acqua – circa 35 litro pro capite al giorno– finisce nello scarico del bagno. Ogni volta che lo azioniamo se ne vanno almeno 10 litri d’acqua. Non utilizziamo il WC come un cestino della spazzatura: adottiamo scarichi ”intelligenti”, quelli a pulsante il cui flusso si può interrompere o quelli a doppio tasto. Spesso per i risciacqui più rapidi bastano 3 litri d’acqua. Così facendo è possibile risparmiare ogni anno fino a 10.000 litri d’acqua potabile pro capite.

Tecnologie intelligenti
Anche gli elettrodomestici come lavatrici e lavastoviglie consumano acqua. Quando si acquista un apparecchio nuovo, prestare attenzione alla classe di risparmio energetico, prediligendo i modelli di classe A o ancor meglio A+/A++.

Una manutenzione che non fa acqua
Un rubinetto che gocciola o un water che perde acqua non vanno trascurati; possono sprecare anche 100 litri d’acqua al giorno. Una corretta manutenzione o, se necessario, una piccola riparazione contribuiranno a fare risparmiare tanta acqua potabile altrimenti dispersa senza essere utilizzata.  Una perdita di 90 gocce al minuto corrisponde a circa 4000 litri/ anno. Per controllare, si può leggere il contatore alla sera prima di andare a dormire, non aprire i rubinetti tutta la notte e verificare il contatore il mattino successivo.

Riciclare l’acqua
Uno dei modi migliori per risparmiare l’acqua resta quello di utilizzarla due volte. Ecco alcuni esempi di come questo può essere fatto facilmente tutti i giorni:
• Raccogliere l’acqua piovana con delle bacinelle può consentire di usarla per innaffiare le piante successivamente.
• Se si fa scorrere l’acqua in attesa che diventi calda, sarebbe importante raccoglierla in una bacinella: anche in questo caso la si potrà utilizzare per cucinare, innaffiare, lavare i pavimenti, etc.
•Quando si lava la frutta e la verdura sarebbe meglio usare una bacinella e lasciarla in ammollo, in modo da usare l’acqua corrente solo per sciacquare. L’acqua che si raccoglie nella bacinella può essere poi riutilizzata.

Quando è possibile ristrutturare o costruire ex-novo un impianto sarà importante risolvere alla base il problema attraverso un impianto Hansgrohe Pontos Aquacycle per il riciclo delle acque grigie, che consentirà di depurare l’acqua utilizzata per il bagno o la doccia, trasformandola in acqua chiarificata da utilizzare, ad esempio, per il risciacquo del WC o l’irrigazione del giardino. Anche la raccolta di acqua piovana, con l’ausilio di un apposito deviatore inserito nella grondaia, può essere oltremodo utile.

Una spesa consapevole
Il risparmio idrico dipende anche dalle nostre abitudini di consumo. Produrre 1 kg di carta da cellulosa fresca, per esempio, significa generare 100 litri di acque reflue, mentre la carta riciclata,ottenuta da carta usata, necessita di soli 15 litri d’acqua per kg e consente così una migliore conservazione delle risorse. Quando si acquista carta igienica o carta per cancelleria, controllare quindi se è presente il marchio “Angelo Ambiente blu”.

Anche nell’industria alimentare si consumano ingenti quantità d’acqua. L’irrigazione artificiale delle piantagioni di verdura nelle regioni aride e poco piovose, per esempio, comporta l’insorgere di gravissimi problemi ambientali. Un’alimentazione basata sul consumo di prodotti stagionali e regionali è, al contrario, molto più ecologica e genuina.