EDITORIALE
Prima conoscere, poi criticare -
- www.d-architettura.it/forum

Giovanni Leoni

... Oggi sembra necessario prima di tutto, ben prima dell'esercizio di una azione critica, conoscere e comprendere ciò che sta accadendo, nelle scuole, nelle amministrazioni cittadine, nella professione, nella produzione, ovunque si compiano processi legati alla trasformazione dello spazio. Occorre una azione di natura storica, per quanto di "storia istantanea" secondo la definizione Jean Lacouture, ed è questa l'ambizione, il compito, assai più difficile di quanto possa apparire, che la rivista D'A si è proposto. Difficile perché esiste uno scarto forte tra l'architettura che accade e l'architettura riconosciuta come colta e degna di pubblicazione, uno scarto che, in aggiunta, corrisponde sempre meno a una netta e chiara distinzione di campo: da un lato l'architettura, erede più o meno felice di una precisa tradizione, dall'altro l'edilizia priva di qualità.

   Esistono infiniti territori grigi, sempre ammesso che l'architettura non sia tutta un territorio grigio, in cui domina un fenomeno ben descritto da Mies già nel 1926 con una analisi che oggi potremmo forse applicare ai linguaggi architettonici lasciatici dal secolo scorso: "La forma esteriore delle cose, la cristallizzazione dei processi vitali, continua a esistere e a esercitare la propria influenza molto tempo dopo che il suo nucleo fondamentale é ormai minato. Anche quando non se ne percepisce più il significato, si continuano a utilizzare queste forme; si continua a screditarle, allontanandole sempre più dalla loro precedente destinazione. Ciò che un tempo era un'altissima espressione di vita, gradualmente si deteriora nella banalità di un'applicazione priva di senso, se prima non si trova... la forza e la grandezza di dare una nuova espressione ai mutati contenuti della vita."

   D'A si propone, quindi, di svolgere una doppia azione sulla condizione italiana: da un lato comprendere i destini dei diversi linguaggi, non solo quando tali linguaggi sono convincenti - altre riviste hanno l'autorità e i gradi di nobiltà per compiere una azione critica in tal senso - ma anche quando essi semplicemente hanno svolto o svolgono un ruolo significativo, positivo o negativo, nella architettura che accade; dall'altro cercare di cogliere, senza pregiudizi e con spirito di conoscenza, l'accadere della architettura in tutta la complessità dei suoi processi.

   Per rendere tale indagine più efficace e più capillare, e per sottoporre il lavoro che stiamo svolgendo a una discussione per quanto possibile aperta e ampia, in grado di correggerlo e alimentarlo, da oggi la rivista è affiancata da un forum condotto su internet, localizzato nel nuovo sito www.d-architettura.it. Il forum, coordinato da un redattore e periodicamente sintetizzato in una newsletter, ha la stessa struttura della rivista e intende raccogliere interventi di commento ma anche notizie su progetti, su architetture da valorizzare e salvaguardare, su archivi da tutelare, su ricerche in corso, insomma su tutto quanto ha a che vedere con programmi di tutela e miglioramento della qualità dell'ambiente naturale e costruito...

CONDIVIDI
Articolo precedenteNuova sede SPW
Articolo successivoNumero 25