Giovanni Marras


 

Formazione - Negli anni ottanta, allo IUAV, tra noi studenti Semerani aveva la fama di "uomo difficile"... si può dire che, controcorrente, ci obbligasse a occuparci di quella componente del progetto di architettura, difficile da circoscrivere e identificare, che in quegli anni si tendeva a localizzare nella sfera del linguaggio, che in anni di accademia persuasa veniva definita con la nozione di carattere e che noi oggi - forse - possiamo riferire al valore simbolico dell'opera di architettura... Architetture che mi dicevano di una distanza di queste forme dal suo pensiero che a me allora sembrava imperscrutabile. Anche se Semerani non è mai stato maestro di forme, indagare questa distanza e questa relazione complessa è sempre stato ed è ancora oggi uno dei momenti che più stimolano il mio modo di guardare al suo lavoro.
Insegnamento - Non esiste progetto di architettura che non contenga in se una componente di natura teorica. Essendo il progetto prefigurazione, necessità di strumentazione teorica per la tematizzazione compositiva. Il progetto per definizione è teoria. La prassi è prassi di questa teoria. Non credo che si posso pensare a una contrapposizione polare tra prassi (attività costruttiva, cantiere, burocrazia, ecc.) e teoria (pensiero, forma, interpretazione, ecc.). Ci si allontana dall'architettura se si perde di vista la natura eminentemente teorica del progetto.
Apprendistato - Il tema della mediterraneità ha caratterizzato una fase significativa delle esperienze progettuali e di ricerca condivise con Luciano Semerani e in particolare alcuni sviluppi del razionalismo italiano riconsiderati dal punto di vista della contaminazione linguistica che ha percorso e percorre le culture del Mediterraneo, sono stati al centro di riflessioni teoriche e sperimentazioni linguistiche
Professione - Non ho mai sperimentato il rapporto tra Università e professione nei termini della aporia. L'attività progettuale che svolgo dal 1992 con Roberto Beraldo è stata un susseguirsi di occasioni professionali e di ricerca dentro e fuori l'Università... L'esperienza della realtà è casuale, imperfetta, caotica e gli standard editoriali delle riviste patinate più accreditate colgono aspetti molto parziali e selettivi di questa esperienza quotidiana dell'architettura. Oggi gli spazi del progetto di architettura nei processi di costruzione e trasformazione della città e del paesaggio sono oggetto di continue negoziazioni con altre forme di progettualità. Tuttavia credo che in ogni occasione sia sempre possibile ogni volta delimitare e ingaggiare una lotta per difendere questi spazi. Ci sono battaglie vinte e battaglie perse.

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