mostra – Dal 16 luglio al 26 settembre 2010 il MACRO di Roma ospiterà la mostra MACROwall: Eighties are Back!.

Gli anni ottanta ritornano!
Il MACRO, uno dei poli dell'arte contemporanea a Roma, ci accoglie ancora con qualcosa di nuovo: MACROwall, il progetto che si propone di rileggere l'arte italiana degli anni Ottanta attraverso un ciclo di mostre personali di dieci artisti rappresentativi. Ogni artista è invitato ad esporre su un'unica parete, "The Wall", due opere, una storica ed una recente. Le opere sono accompagnate da schede redatte da due critici d'arte, generazionalmente lontani: un "giovane", che interpreterà l'opera storica e un "vecchio", quella contemporanea. L'intento di questa iniziativa e riscoprire gli anni ottanta, "malvisti" artisticamente perché ricordati soprattutto per lo sviluppo indiscriminato del mercato dell'arte e costruire finalmente una lettura filologica del periodo, fin'ora assente. (Curatore: Ludovico Pratesi)

MACRO: il "multi museo"
In questa nuova iniziativa si coglie lo spirito dell'eclettico Luca Massimo Barbero, direttore del museo. "Macro come un multisala, dove però non girano gli stessi film! Un museo aperto, in movimento, dove ruotano opere sempre diverse per offrire sempre una nuovi spunti ai cittadini e nuove opportunità a diversi artisti", questo ha dichiarato il direttore elencando le nuove iniziative. A settembre riprenderanno ogni martedì i Video Drink (gratuiti) e le iniziative con le scuole, nonché la collaborazione con l'altro polo museale MACRO Testaccio, per la sezione fotografica. Il direttore ha anche annunciato che a fine 2010 aprirà la nuova ala della sede museale, già ultimata, che permetterà al museo di fornirsi di nuove aree di accoglienza.

Luigi Carboni
Il secondo appuntamento di MACROwall: Eighties are Back! vede protagonista il pittore e scultore Luigi Carboni (Pesaro 1957), nella sua prima esposizione "romana". Sul "muro" a lui dedicato, sono esposte due opere: Prima Prova (1989), e Nero ombrato (2004 - 2008), appartenenti a diversi momenti della sua vita. Entrambe i dipinti sono legati da uno stesso filo conduttore caratterizzato dalla sovrapposizione di pattern di matrice figurativa o astratta, tipica degli anni ottanta e dall'uso monocromo del colore come elemento unificante.

Prima Prova
Per documentare i risultati pittorici raggiunti da Carboni negli anni Ottanta è stato scelto Prima Prova, un dittico, una doppia tela color grigio argento animata da un pattern composto da immagini diverse, soprattutto lettere, in diversi formati e stili, sistemate in una trama talmente stretta da renderne impossibile una decifrazione precisa. Il quadro è un fitto codice linguistico aperto a molteplici interpretazioni.

Nero ombrato
Nero ombrato è un lavoro ricco ed essenziale allo stesso tempo. Il quadro descrive un paesaggio immaginato: letteralmente "poggiati" sulla sua superficie troviamo una lucertola, una donna appartenente al nostro passato con un vaso in testa, foglie, rami, parole, mappe di città, tutti elementi diversi riuniti magicamente dal colore nero che crea relazioni misteriose e sofisticate tra tutte quelle immagini cariche di suggestioni simboliche. Un'illustrazione densa di argomentazioni, un'opera elegante che evoca la tecnica dei disegni fatti a china e una natura primitiva e notturna. L'opera si arricchisce poi di un elemento in aggetto, una mensola sulla quale è poggiato un dado da gioco, dove provocatoriamente appare il numero 9.

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