Impianto citofonico e videocitofonico

Autore testo: Manuela Ena

Impianto di portiere elettrico
L'impianto di portiere elettrico è composto da:
posto esterno di conversazione con pulsantiera di chiamata;
serratura elettrica;
apparecchio citofonico, che realizza il posto di conversazione interno con comando della serratura elettrica.
Gli apparecchi possono essere predisposti per il comando di altri servizi, come ad esempio di un eventuale temporizzatore luce scale.
Gli impianti di portiere elettrico prevedono generalmente linee di montante a 5 conduttori comuni (3 per fonia e alimentazione, 1 per elettroserratura, 1 per luce scale) più n conduttori di chiamata.
 
Impianto portiere elettrico con centralino di portineria con commutazione giorno/notte al posto esterno
L'impianto portiere elettrico con centralino di portineria con commutazione giorno/notte al posto esterno è costituito da:
posto esterno di conversazione con pulsantiera di chiamata;
serratura elettrica;
apparecchio citofonico che realizza il posto di conversazione interno con possibilità di chiamata del centralino durante le ore di servizio e con comando diretto della serratura elettrica durante le ore di chiusura della portineria;
centralino di portineria per comunicazione con gli apparecchi interni con possibilità di chiamata e conversazione reciproca con segreto di conversazione: esso è dotato di un dispositivo di commutazione che permette di predisporre le comunicazioni dagli apparecchi interni con la portineria o, durante le ore di chiusura della stessa direttamente con il posto esterno.
Gli impianti di portiere elettrico con centralino prevedono invece linee di montante a 2 conduttori comuni (1 per alimentazione e fonia, 1 per chiamata al centralino o comando elettroserratura) più 2 x n conduttori di conversazione e chiamata selettiva dal centralino.
 
Portiere elettrico videocitofonico
Il portiere elettrico videocitofonico è composta da:
posto esterno con pulsantiera di chiamata e telecamera per ripresa;
serratura elettrica;
apparecchio videocitofonico costituito da monitor per la ricezione dell'immagine ripresa dalla telecamera e da sistema citofonico per ricezione fonica che realizza il posto di conversazione e visione interno, con comando della serratura elettrica e di eventuali altri servizi (come ad esempio, il temporizzatore luce scale o giardino).
Gli impianti di portiere elettrico video prevedono generalmente linee di montante con 1 cavo coassiale per il segnale video, più conduttori comuni per alimentazioni e segnali fonici (ad esempio 7 nel caso di apparecchi tivideo) e n conduttori di chiamata.
 
Criteri realizzativi dell'impianto
Le condutture sono solitamente del tipo in tubo sotto traccia, totalmente indipendenti da quelle pertinenti alle linee di energia.
E' opportuno prevedere tracciati che risultino i più brevi e rettilinei possibili opportunamente distanziati dalle tubazioni degli impianti di riscaldamento, dell'acqua e dalle canne fumarie. Sono ovviamente da tenere presenti tutte le regole generali di impiego delle tubazioni.
La sezione dei conduttori deve essere accuratamente stabilita in relazione alla lunghezza della linea e al valore delle correnti che percorrono i vari circuiti (vedere tabelle seguenti).
 
Vedi la tabella per la scelta dei conduttori per impianti citofonici

Vedi la tabella per la scelta dei conduttori per impianti videocitofonici

Per la trasmissione dei segnali video negli impianti videocitofonici utilizzare cavi coassiali a basso coefficiente di attenuazione e invecchiamento e con impedenza di 75 ohm (es. RG59 B/U); per distanze tra telecamera e monitor superiori a 200 metri, avvicinare l'alimentatore al posto esterno, per evitare conduttori con sezione troppo elevata, e prevedere un amplificatore video per compensare l'attenuazione del cavo coassiale.
L'alimentazione dei circuiti viene di norma effettuata a bassissima tensione mediante appositi alimentatori. Questi ultimi devono essere conformi alla Norma CEI 92-1
 
Sistema SELV e sistema PELV o FELV
Gli impianti citofonici e videocitofonici sono generalmente sistemi di categoria 0 (zero), poiché alimentati a tensione nominale minore o eguale a 50V~. Ai fini della sicurezza delle persone contro i contatti diretti e indiretti i sistemi di categoria 0 si classificano in due categorie, radicalmente differenti pur essendo uguali le tensioni in gioco: sistemi a bassissima tensione di sicurezza (SELV) e sistemi a bassissima tensione funzionale (FELV).
 
Sistema SELV
Affinché sia realizzato un sistema SELV devono essere soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
l'alimentazione deve avvenire mediante un trasformatore di sicurezza, conforme alla Norma CEI 14-6;
tra il sistema SELV ed altri circuiti si dovrà realizzare una separazione elettrica non inferiore a quella dei trasformatori di sicurezza, ovvero i conduttori devono essere posti in canalizzazioni separate, o avere una guaina isolante supplementare, o essere almeno isolati per la massima tensione in gioco, la separazione elettrica di cui sopra deve essere assicurata tra le parti di componenti come relè e altri ausiliari di comando verso altri circuiti elettrici;
le parti attive dei circuiti SELV non devono essere collegate elettricamente a terra, né a parti attive né a conduttori di protezione di altri circuiti;
le masse non devono essere collegate né a terra, né a conduttori di protezione o alle masse di altri sistemi elettrici, né a masse estranee.
 
Sistema PELV e FELV
Se viene a mancare uno qualsiasi dei requisiti richiesti per i sistemi a SELV, il sistema di categoria 0 assume la denominazione di Sistema a bassissima tensione PELV o FELV. In particolare se il trasformatore di alimentazione non è di sicurezza, o se tra le parti attive del circuito e quelle di altri circuiti non è assicurata l'idonea separazione elettrica, si realizza un sistema FELV e la protezione contro i contatti indiretti deve essere assicurata collegando le masse dei componenti alimentati a FELV al conduttore di protezione del circuito primario. Se l'alimentazione è realizzata mediante trasformatore di sicurezza, ma i circuiti secondari sono collegati a terra, il sistema viene denominato PELV.
 
Bibliografia:
G. Bellato, Impianti elettrici negli edifici civili, Consted S.r.l. Edizioni Tecniche, Milano, 1993.
V. Gieri, Organizzazione e costruzione, Il sole 24 ore S.p.a. Pirola, Milano, 1999.
V. Carrescia, Fondamenti di sicurezza elettrica, Hoepli, 1984.

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