Museum of Modern Art Luigi Bailo, Treviso – Studiomas

Il progetto di Studiomas è un intervento volumetricamente misurato e, al contempo, incisivo nei confronti del contesto. La volontà di rileggere e di mettere in relazione i molti elementi della storia di Treviso ha restituito alla città non un semplice spazio museale ma un luogo in cui identificarsi attraverso l’architettura, la scultura e l’istituzione.
(©Marco Zanta)

Il museo Civico di Treviso, intitolato al suo fondatore Luigi Bailo, si trova nel Borgo Santi Quaranta, entro le mura della parte storica della città di Treviso. Il complesso, attualmente composto da corpi di epoche diverse, ebbe differenti destinazioni nel corso dei secoli, subendo rimaneggiamenti, aggiunte e demolizioni durante i due conflitti mondiali. Il primo nucleo dell'edificio fu costruito all'inizio del XIV secolo come convento. Nel corso del XIX secolo subì profonde modifiche: fu aggiunto un secondo chiostro, simile per proporzioni a quello Cinquecentesco; i fabbricati divennero proprietà del Comune di Treviso e la Chiesa di Ognissanti fu sostituita, nel 1871, dalla biblioteca; dal 1888 ospitò il Museo Trivigiano. Nel 1944-45 l'edificio subì un pesante bombardamento, che lo privò del lato sud, rivolto sulla strada principale. Nel 1952 il museo riaprì, dopo una sommaria ricostruzione delle parti danneggiate, per chiudere nel 2002, in attesa dei lavori di restauro.

(©Marco Zanta)

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Il concorso richiedeva il rinnovamento dei percorsi espositivi, il consolidamento statico, il restauro conservativo degli elementi originali rimasti e l'allestimento della collezione, il cui nucleo principale è una cospicua parte dell'opera di Arturo Martini. La mancanza di un prospetto rappresentativo dell'istituzione museale sul fronte stradale, la rilettura degli elementi architettonici storici come parte del percorso, il rapporto tra le opere scultoree di Martini e la città, sono i temi che Studiomas ha sviluppato durante il percorso progettuale. La restituzione del ruolo urbano del museo inizia attraverso il dialogo con la chiesa di Santa Agnese. L'arretramento della facciata, racchiusa tra la biblioteca e gli edifici allineati al filo stradale, un "atrio urbano" che accoglie il visitatore e fa da contraltare al sagrato della chiesa, anch'esso leggermente sopraelevato rispetto al piano stradale.

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Il cuore del progetto è l'intervento sul lato sud del complesso che, a causa dei bombardamenti, aveva perduto identità spaziale e qualità architettonica. Tre sono gli elementi che lo compongono: galleria, facciata e finestra del chiostro. La nuova galleria, che si inserisce in uno stretto cavedio esistente, è un elemento strutturalmente indipendente, di calcestruzzo bianco lisciato gettato in opera, poggiato su quattro pilastri; lungo 28 m, largo 4 e alto 12 m, è illuminato principalmente da luce zenitale e serve da atrio e nucleo distributivo longitudinale. La proiezione verticale della galleria emerge sulla facciata sud, per segnalare l'ingresso e ricalibrare, con la sua altezza, il rapporto con gli edifici limitrofi (la biblioteca e la chiesa). Il corpo preesistente, del dopoguerra, è stato modificato chiudendone le piccole aperture e aprendo due grandi finestre in corrispondenza del chiostro e della zona di accoglienza. Finito in marmorino bianco, come la chiesa antistante, l'edificio sud diventa il fondale su cui si staglia la nuova controparete in grandi lastre di pietra artificiale bianca, microforata. La forma a croce del nuovo elemento allude alla disposizione dei corpi di fabbrica retrostanti.

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La grande finestra che si apre sulla facciata in corrispondenza del chiostro Cinquecentesco permette di traguardare dalla piazza alcune opere di Arturo Martini, in particolare il gruppo di Adamo ed Eva caro alla città di Treviso, che lo acquistò con sottoscrizione popolare. Le superfici, sia nuove sia esistenti, sono trattate con intonaco di calce: a marmorino bianco per gli esterni, a stucco di calce rasato gli interni; l'omogeneità delle superfici rende fluido il passaggio tra le sale e la luce che entra dalle aperture sui chiostri e dalla galleria permea gli ambienti e le sculture, suggerendo una continua relazione tra lo spazio esterno e quello interno, tra il museo e la sua città. La demolizione delle partizioni interne secondarie permette una spazialità più ampia e consente di traguardare opere e architettura simultaneamente.

(©Marco Zanta)

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Il progetto di Studiomas è un intervento volumetricamente misurato e, al contempo, incisivo nei confronti del contesto. La volontà di rileggere e di mettere in relazione i molti elementi della storia di Treviso ha restituito alla città non un semplice spazio museale ma un luogo in cui identificarsi attraverso l'architettura, la scultura e l'istituzione.

(©Marco Zanta)

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Scheda progetto
Progetto architettonico: Studiomas
Committente: Città di Treviso
Periodo di costruzione: Ottobre 2011 - Ottobre 2015
Superficie: 1.780 mq
Costo: 3,9 million € (construction)

Questo articolo è tratto da Arketipo n.100 - Marzo 2016 - ITALIA.
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