Palazzo dello sport



Palazzo dello sport  
Progettista: Pier Luigi Nervi
Datazione del progetto: 1958
Datazione realizzazione: 1960
Destinazione d’uso: manifestazioni sportive, eventi ricreativi e culturali
Tamponature: La parete esterna delle gallerie è costituita interamente da volumi di cristallo. Anche alcune partizioni interne, in particolare le separazioni tra le gradinate e le gallerie perimetrali, sono realizzate con vetrate di cristallo temperato, che permettono la libera visuale della sala.
Coperture: La cupola è costituita da una struttura ondulata completata superiormente da una soletta continua dello spessore di cm 9. Le ondulazioni sono formate da elementi prefabbricati, sette in senso radiale, resi solidali tra loro e con la soprastante soletta mediante armature metalliche poste nel cavo e nel colmo delle onde e successivo getto in opera di conglomerato ad alta resistenza. Si formano in tal modo delle nervature collegate tra loro dalle pareti degli elementi prefabbricati, che con la soletta creano il sistema resistente.Il sistema così ottenuto è iperstatico: la cupola può trovare una situazione di stabilità sia come membrana sia come serie di nervature-archi atti a resistere, per effetto della loro intrinseca rigidità, al peso proprio e alle azioni esterne. (Paoli E., Gli edifici sportivi. Quaderni vitruvium n. 5, pp. 1-11)
Finiture: La faccia superiore interna delle onde della copertura è rivestita da materiale fonoassorbente, mentre nelle pareti sono disposte larghe aperture che servono per la fuoriuscita dell’aria di condizionamento e per il passaggio delle vibrazioni sonore, che saranno poi assorbite dalle superfici fonoassorbenti sopra ricordate. In corrispondenza del cavo delle onde e nell’interno di esse è disposta una sorgente luminosa che, attraverso le aperture situate nelle pareti, conferisce una luminosità diffusa ad una larga zona anulare di cupola. (Paoli E., Gli edifici sportivi. Quaderni vitruvium n. 5, pp. 1-11)

“Si tratta propriamente di un moderno anfiteatro coperto, destinato alle competizioni sportive e facilmente adattabile alla scherma, al pugilato, alla lotta greco-romana, al sollevamento pesi, al tennis, alla pallacanestro e, eccezionalmente, anche a spettacoli teatrali e audizioni musicali. I posti a sedere, che sono 16.000, si dispongono su due ordini di gradinate, alle quali il pubblico accede attraverso le 12 scale esterne, che mettono alla prima galleria perimetrale e al primo ordine, e, attraverso altre scale interne, al secondo ordine.
La cupola, a calotta sferica, ha un diametro di circa m 100, essa si scarica sulle fondazioni attraverso i 48 pilastri di cemento armato inclinati secondo la risultante dei carichi. La cupola è formata da nervature radiali prefabbricate in cemento armato aventi sezione a V completata da una soletta superiore dello spessore di cm 9. Il complesso forma un sistema resistente iperstatico, poiché la cupola può teoricamente trovare una condizione di stabilità sia come membrana, sia come insieme di nervature-archi capaci di assorbire isolatamente le sollecitazioni esterne. Calcoli di verifica hanno asseverato la prevalenza del comportamento a membrana. La cupola è illuminata naturalmente da un lucernario centrale. La parete d’ambito, cilindrica, è interamente vetrata. Per l’anfiteatro P. L. N. aveva pure studiato una copertura piana su travi radiali, soluzione scartata perché economicamente più onerosa di quella a cupola. Le opere in cemento armato sono state eseguite dalla Ingg. Nervi e Bartoli”. (Pica A., Pier Luigi Nervi, Editalia, Roma, 1969, pag. 35)
“L’elemento determinante di tutto l’organismo strutturale e della sua architettura è costituito dalla necessità di coprire l’ambiente circolare, di quasi 100 metri di diametro, senza pilastri intermedi. E’ stata scelta la copertura a cupola, che però comportava il problema di come equilibrare le rilevanti azioni orizzontali formantisi al piano di imposta di essa. Data la presenza di un ottimo terreno di fondazione formato da banchi compatti di pozzolana, la soluzione più naturale ed economica sembrò quella di riportare, attraverso opportune strutture, le spinte della cupola direttamente al terreno. I pilastri della grande galleria, alla quota di 46 mt., sono inclinati esattamente secondo la risultante della spinta della cupola e della reazione verticale data dal peso della copertura anulare esterna, che costituisce una struttura a sé stante, resa indipendente dalla cupola mediante un giunto anulare”. (Paoli E., Gli edifici sportivi. Quaderni vitruvium n 5, pp. 1-11)
“L’impiego della struttura in vista è stimolo alla ideazione di forme che tendono a liberarsi dal vincolo della planarità delle superfici. E’ a questo punto che Nervi pensa alla utilizzazione di superfici rigate, e ne fa il primo impiego nei pilastroni inclinati della tribuna superiore del Palazzo dello Sport a Roma. Le facce esterne di questi pilastri sono superfici rigate riconducibili a porzioni di paraboloide iperbolico: il vantaggio delle superfici rigate è che esse sono ottenibili ‘ al negativo della cassaforma ‘ con doghe di legno di larghezza variabile da un minimo di 3 cm ad un massimo di 6/7 con una torsione graduale attorno all’asse longitudinale, che resta rigorosamente rettilineo per ognuna delle doghe. L’esecuzione della cassaforma diviene un’opera di vera e propria falegnameria di qualità, ma non è in contrasto con i criteri di economia, se vi è un numero sufficiente di elementi strutturali uguali, che consentano molteplici reimpieghi successivi di una medesima forma’. (Desideri M., La tecnica del costruire, in AA.VV. (a cura di Ramazzotti L.), Nervi oggi, Kappa, Roma, 1983, pag. 79).
“L’elemento in cui è concentrata la specifica, originale qualità dell’architettura di Nervi è la superficie: la superficie delimitante lo spazio. Il cemento armato è la pietra artificiale ‘più duttile di qualsiasi pietra naturale’. La sua lavorabilità consente di conferire agli elementi conformazioni variate, ricostituendo nell’assemblaggio la continuità dell’insieme. Questa caratteristica apre un vasto campo per la ricerca progettuale; campo che trova il proprio centro nella conformazione delle superfici. Un campo di ricerca affatto originale se si considera che l’introduzione del cemento armato (e dell’acciaio) ha influito in misura determinante sulla tendenza, opposta, a separare sempre più nettamente il telaio rispetto alle superfici di chiusura e divisione. La centralità della superficie nell’architettura di Nervi si coglie dall’interno dell’edificio. Il Palazzo dello Sport di Roma è uno degli anonimi edifici rivestiti di curtain wall, dei quali l’Eur offre un vasto campionario. I sedici simmetrici ingressi introducono nella galleria circolare a doppia altezza. Attraverso la galleria si accede, finalmente, alla sala centrale. Solo qui si coglie, improvvisamente, la cifra inconfondibile dell’architettura nerviana. All’invaso delle gradinate si contrappone la grande cupola: una trama di nervature radiali di sezione triangolare, impostata su una serie di ventagli, confluisce, gradualmente più densa e minuta, al lucernario in sommità. Solo dall’interno l’immagine è percepita nel suo giusto verso. Rispetto ad essa, l’esterno appare come il ‘rovescio’, la galleria di smistamento come uno spazio di risulta.
L’edificio rovescia all’interno la sua immagine più significativa; e questa si identifica nella superficie che delimita lo spazio. E’ vero che questo motivo principale appare con maggiore evidenza e immediatezza, laddove il tema progettuale è quello della grande copertura: le aviorimesse di Orvieto, le sale del Palazzo delle esposizioni di Torino, il palazzo dello sport di Roma, la cattedrale di San Francisco, la sala delle udienze pontificie, ecc. Ma il fatto che la sperimentazione di Nervi si incentri sulla conformazione della superficie ha una portata più generale: trova riscontro nella sua intera produzione” (Poretti S., Considerazioni sull’opera di Pier Luigi Nervi, in AA.VV., (a cura di Ramazzotti L.) Nervi oggi, Kappa, Roma, 1983)

Bibliografia:
Pica A., Pier Luigi Nervi, Editalia, Roma, 1969
Paoli E., Gli edifici sportivi. Quaderni vitruvium n. 5

A cura di Francesca Rosa


Il palazzo in costruzione Pianta Sezione Sezione Particolare della struttura delle gradinate
Particolare della struttura portante del deambulatorio superiore Sezione trasversale della galleria e della cupola Particolare del deambulatorio circolare superiore Particolare del deambulatorio circolare inferiore Veduta interna: particolare della cupola

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