Progetti – L'impianto di Caldaro (Bolzano) presenta un piano sospeso a 5 metri dal suolo proteso verso il lago; l'aquarium è invece inferiore e coperto

La piscina che si affaccia sul lago di Caldaro, in provincia di Bolzano, opera dello studio austriaco the next ENTERprise architects richiama, a prima vista, il fotomontaggio di Hans Hollein Aircraft Carrier in the Landscape (1964) dove, contro un dolce paesaggio collinare, fra campi arati e coltivati, si staglia violenta e serafica una gigantesca portaerei, arenata da chissà quanto tempo. È possibile che l'immagine abbia agito sottotraccia nell'ideazione del progetto, considerata la sua notorietà e considerato il fatto che Marie-Therese Harnoncourt ed Ernst J. Fuchs, fondatori dello studio, hanno sempre dichiarato la loro ammirazione per Wolf D. Prix, co-fondatore, insieme a Helmut Swiczinsky, di Coop-Himmelb(l)au, che, negli anni Sessanta, aveva preso parte ai movimenti radicals capeggiati da Hans Hollein. Proprio lui, insieme a Walter Pichler, in alcuni passi di “Architettura assoluta”, scrive: «L'architettura è elementare, sensuale, primitiva, brutale, terribile, potente e dominante. Ma è anche incarnazione delle più sottili emozioni, annotazione sensitiva degli stimoli più raffinati, materializzazione dello spirituale» e poi, ancora, «L'architettura domina lo spazio. Lo domina guizzando verso l'alto, scavando la terra, stando sospesa sulla terra con un grande aggetto, estendendosi in tutte le direzioni. Lo domina con la materia e con il vuoto per mezzo dello spazio. In architettura non è questione di bellezza. E se vogliamo la bellezza non è certo quella della forma, della proporzione, ma una bellezza materiale di violenza elementare».

Il sun-deck
Le architetture di the next ENTERprise architects corrispondono ai caratteri sopra descritti: hanno una carica espressionista fortemente connotata nel senso della ricerca plastica e morfologica potente, dura, violenta, brutale, aguzza, acuminata, in alcuni casi frammentata e impostata sui contrasti chiaroscurali. Un'architettura che toglie il respiro ed emoziona. La Piscina a Caldaro è fortemente ancorata alla terra e si distende, con un'unica colata di calcestruzzo armato, in tutte le direzioni grazie a potenti aggetti che si slanciano verso il vuoto. Questi, sospesi lungo la dorsale di una collina che scivola nel lago di Caldaro, organizzano due livelli: il sun-deck e l'aquarium. Il sun-deck è un terreno artificiale, sospeso a cinque metri dal suolo, che ospita due piscine, la reception-biglietteria-pronto soccorso e un bar. Da qui si può scendere al livello sottostante seguendo due percorsi: da una scala dopo la reception si accede direttamente all'aquarium, dove sono collocati gli spogliatoi, le docce, i depositi, le stanze per il personale e gli spazi per le attrezzature tecniche, oppure attraverso una tribuna che termina sul prato in prossimità del lago. Le gradinate sono pensate per un doppio scopo: come panchine su cui distendersi per prendere il sole o come posti a sedere di fronte a un palco allestito in occasione di spettacoli e concerti.

L'aquarium
Se il sun-deck è il regno del sole e dell'abbronzatura, l'aquarium è un mondo sotterraneo, ombroso, con improvvise accensioni di luce filtrata dove i pavimenti sono di vetrocemento e in corrispondenza di tre oblò di vetro posizionati sul fondo della piscina. La loro trasparenza mette in comunicazione i due livelli: permette di vedere le persone che nuotano sopra e proietta sulla pavimentazione sottostante il reticolato di fili di luce che si forma quando i raggi del sole attraversano l'acqua. Ciò che maggiormente caratterizza l'aquarium è la variegata copertura, un origami di calcestruzzo armato in cui spessore e piegature sono studiati in funzione della sezione minima resistente e delle diverse profondità della piscina soprastante. Il manto è sostenuto da un blocco resistente, contenente gli alloggiamenti tecnici, e da sei “cuori” di calcestruzzo armato (whirpool, rain-room, whispering rock, glow room, quello degli spogliatoi e quello della stanza per il personale).

La rain-room
Due di questi elementi scultorei attraversano l'edificio per arrivare al sun-deck: il whirpool e la rainroom. Il loro profilo seghettato richiama quello delle montagne circostanti, sembrano iceberg, isole o relitti affioranti dall'acqua. Nelle cavità pieghettate del whirpool è predisposta un'ampia vasca idromassaggio illuminata sia artificialmente sia da luce naturale che piove dall'alto. All'interno della rain-room sono collocati spruzzatori, azionati automaticamente al passaggio delle persone, che creano divertenti giochi d'acqua. Da entrambe le stanze è possibile vedere squarci di cielo ed essere in contatto con l'esterno. L'impressione, quando ci si trova immersi nell'acquario, non è di essere in uno spazio angusto e buio, bensì in un luogo dove è piacevole ripararsi nelle calde giornate estive, sperimentare l'avventura di inoltrarsi fra sculture di calcestruzzo sempre diverse e di camminare su una superficie che sembra muoversi per i riflessi cangianti dell'acqua, o semplicemente guardare il paesaggio scenograficamente inquadrato da gigantesche cornici di calcestruzzo faccia vista.

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