Opificio Industriale Racotek  

Progettista: Arch. Giovanni Vaccarini (ESA studio)
Consulente: Ing. Pierantonio Cascioli
Collaboratori: Arch. Alterio Calcioli, Arch. Alessandro Tursi
Committente: RacoteK
Località: Bellante, Teramo, Strada Statale 80
Datazione di progetto: 1999
Inizio realizzazione: marzo 1999 (Fasi significative di realizzazione: Aprile 2000 inizio montaggio pareti ventilate in cotto)
Consulente e coordinatore: arch. Guido Giacomo Bondielli - Sannini Impruneta spa
Strutture prefabbricate: Sicap spa
Strutture ed impianti: Ing. Antonio Giorgini
Opere edili: Impresa Antonio Piccioni
Posa in opera pareti ventilate: Impresa Sterlicchi Nicola
Piano di sicurezza: Esa Studio
Lotto: mq 1400
Superficie realizzata: mq 1138
Superficie coperta: mq 522
Destinazione d'uso: Opificio Artigianale per la produzione di sistemi sigillanti per l'edilizia

Il sito è posto a lato di una grossa arteria di comunicazione in un lotto in declivio ai margini tra campagna ed aree produttive di nuova espansione.
A livello insediativo il progetto tenta di definire una strategia di insediamento che medi spazi, segni, allineamenti con un territorio di fatto principalmente segnato dai tracciati agricoli.
L'edificio, recepisce le premesse insediative e tenta di tradurle in "figure" che dialoghino anche con l'unica emergenza ambientale: la strada di scorrimento.
Il sistema di fasce che organizza la pianta dell'edificio, estende fasce geometriche anche alla sistemazione degli spazi esterni definendo accessi e parti lastricate.
L'idea in pianta della costruzione per fasce (per strati), si ritrova anche in alzato, in cui fasce di calcestruzzo colorate e rigate si intervallano a parti in cemento faccia a vista e parti con frangisole metallici.
Gli interni sono costruiti per assemblaggio, "montaggio" di materiali industriali (policarbonato, lamiera, ferro zincato,) a tentando di costruire delle sovrapposizioni muntiple che descivano i vari strati con cui l'intero edificio è costruito.
Lo schema planimetrico dell'edificio è a blocco
Il volume est dell'edificio è rivestito con un involucro e una parete ventilata in cotto montato a secco, dunque,il più tradizionale dei materiali, viene sottoposto ad una vera e propria operazione di manipolazione in cui lo stesso pezzo viene montato in posizioni e con passi diversi, in modo da formare una "pelle" di facciata che può apparire parzialmente chiusa (come nelle pareti continue) o parzialmente aperta a costituire un sistema frangisole .
Un sistema complesso che disegna tutto il prospetto est e sud-est con una trama di mattoni disgiunti da fughe di circa due centimetri; un sistema che garantisce un'ottimizzazione della resa termica delle pareti est e sia fortemente esposta al soleggiamento estivo.

Ubicazione degli archivi cartacei o fotografici: i disegni sono conservati presso lo studio dell'autore in Giulianova (TE) Corso Garibaldi n.°24
Tel 085.8028625
0329.8626587

Bibliografia
COSTRUIRE n.°212 Gennaio 2001
1910-2001, catalogo generale, pag.222-223
CASABELLA n°681 Settembre 2000, primo piano
"Giovani Architetti Europei" Premio Europeo di Architettura "Luigi Cosenza" 2000, Clean Edizioni, Napoli
Alfonso Acocella, INVOLUCRI IN COTTO sistemi innovativi per il rivestimento in architettura, Febbraio 2000

Prospetto ovest Pianta Particolare della facciata Scorcio della facciata

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