La nuova struttura dello storico Orto Botanico di Padova intende focalizzare l’attenzione del visitatore sulle variegate forme di vita vegetale presenti sul pianeta e sulla loro presenza basica per la vita terrestre. Il progetto è fondato su una forma d’insularizzazione atmosferica che ricrea, in un padiglione a serra, l’ideale sezione climatica del Globo.
L’idea espositiva suddivide le circa 1.300 specie previste in mostra in diversi ambiti omogenei per umidità e temperature; sono, infatti, rappresentate e ricreate le aree tropicali, le sub umide, le temperate, le aride e le artiche. Lo schermo vitreo continuo, lungo 100 metri e alto 18, messo a punto attraverso un sistema di fissaggio a sospensione delle lastre, privo di profili esterni ed elementi passanti, appare all’improvviso, dopo essere stato celato allo sguardo dalla fitta vegetazione esterna, e bordeggia uno spazio aperto, frammisto di acqua, verde e percorsi lineari, pensato come vero e proprio luogo urbano, parte integrante del tessuto cittadino.

(Photo by VS Associati)
(Photo by VS Associati)

La “teca della biodiversità” si raccorda poi, ad angolo, al bianco e razionale edificio di servizio, portando la percezione visiva del fruitore ad associare, con effetto sorpresa, l’immagine dell’ampliamento al complesso monumentale di Santa Giustina che si staglia sullo sfondo.

(Photo by VS Associati)
(Photo by VS Associati)

Il rapporto con l’orto antico di Padova non è stato ricercato dai progettisti di VS associati nella riproposizione di forme specifiche, ma è piuttosto definito dall’interpretazione attuale delle regole compositive che hanno determinato la crescita della parte cinquecentesca. In particolare, è ricorrente il tema dell’acqua, attraverso affacci a sbalzo sul canale Alicorno, un rivolo di confine tra l’orto antico e la parte nuova, le cascate e i piccoli bacini che separano ogni “bioma” (sezione espositiva) dall’altro.

(Photo by VS Associati)
(Photo by VS Associati)

Il complesso di Padova è stato pensato e realizzato in funzione del contenimento del suo impatto ambientale, cosicché la forma, l’articolazione degli spazi e il funzionamento della parte impiantistica all’interno della serra sono ottimizzati per sfruttare l’apporto dell’energia rinnovabile proveniente dal sole. L’edificio svolge, in questo senso, un ruolo attivo, compiendo un’azione positiva di trasformazione dell’ambiente circostante attraverso le soluzioni tecnologiche che lo caratterizzano, quali: il recupero delle acque meteoriche in una vasca di posta e la loro integrazione attraverso un pozzo artesiano a una temperatura costante di 24° C, vitale per le piante acquatiche tropicali; la produzione di energia elettrica con pannelli fotovoltaici che alimentano in autonomia gli ambienti; il rivestimento delle superfici opache interne ed esterne con un composto fotocatalitico, per cui la pelle dell’edificio si comporta, in rapporto ai gas atmosferici, come una foglia d’albero; le superfici di copertura verdi a basso spessore; il risparmio energetico attuato con l’accumulo, e viceversa la dispersione, del calore generato dai raggi solari, laddove, nella fase invernale, l’energia solare è accumulata nella massima parte dell’edificio che la restituisce durante la notte con uno sfasamento prestabilito, mentre i tendaggi riparano dal sole estivo o costituiscono un cappotto interno quando la temperatura esterna scende eccessivamente; infine, la copertura è composta da cuscini di ETFE che raccolgono il calore solare, riducendo le dispersioni per irraggiamento nelle fasi notturne.


La proposta di questo frammento biosferico si caratterizza quindi per un doppio sistema di relazioni ambientali: la sua efficace collocazione formale e percettiva nel luogo dell’orto botanico urbano, da una parte, la formazione di un habitat autosufficiente all’interno del padiglione dei biomi, attraverso un’impiantistica integrata che consenta la conservazione della vita vegetale, dall’altra.

(Photo by VS Associati)
(Photo by VS Associati)

Il sistema computerizzato di controllo che dalle piante insediate porta alla movimentazione della macchina architettonica verrà anche esteso a livello di “orto virtuale” via web. Ciò consentirà di allargare la possibilità di diffusione delle conoscenze disponibili nel sito reale di Padova e di supportare il visitatore prima, durante e dopo la visita al percorso espositivo.

(Photo by VS Associati)
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