luoghi di transito – Un arco reticolare asimmetrico di tubi bianchi, teso sopra la ferrovia, è tornato a collegare due quartieri storici di Roma divisi dagli anni venti, Garbatella e Ostiense.

Il nuovo ponte dell'Ostiense, inaugurato lo scorso 25 giugno, passa sulla linea della metro B e la Roma-Lido di Ostia ricucendo finalmente le parti del quartiere, finora tagliate in due dalla ferrovia.
Lo sviluppo complessivo dell'arteria è di circa 500 metri, la lunghezza complessiva del cavalcaferrovia è pari a circa 240 metri di cui circa 125 totalmente sospesi. Il ponte è composto da due carreggiate separate, ciascuna con due corsie per senso di marcia, ed una pista ciclabile per senso di via. Il nuovo collegamento permette di ridurre drasticamente i tempi per spostarsi tra via Cristoforo Colombo e viale Marconi.


Il cavalcaferrovia serve ora 3 diverse aree: una caratterizzata da insediamenti abitativi (la Circonvallazione Ostiense e Garbatella), una intermedia che vede la presenza della ferrovia e della linea metropolitana, e infine, quella a valle, caratterizzata dal complesso degli ex Mercati Generali. Si tratta di aree con differenti caratterizzazioni funzionali, insediative ed altimetriche: la realizzazione del ponte ricuce l'attuale cesura.


L'opera è inserita tra i progetti di riqualificazione delle viarie infrastrutture dell'Ostiense, la vecchia zona industriale di Roma a lungo abbandonata e oggi trasformata in un grande laboratorio di sviluppo. Le prossime tappe di riqualificazione riguarderanno le immediate vicinanze del ponte: il complesso di Campidoglio Due e la Città dei Giovani progettata da Rem Koolhaas.


Un po' di storia


L'esigenza della realizzazione di un collegamento viario tra Garbatella e Ostiense si era evidenziata già nel dopoguerra e la sua previsione fu inserita nel Piano Regolatore Generale del 1962 . Previsto nuovamente nel nuovo Piano regolatore della città, lavorarono allo studio di fattibilità del ponte e al progetto preliminare l'architetto Luca Braguglia con la Blue Office Architecture di Bellinzona e la Passera & Pedretti Consulting Engineers di Lugano.
L'impulso definitivo per la realizzazione dell'opera arrivò nel 2006 con il nuovo "Piano di Interventi di Riqualificazione delle Infrastrutture Viarie e per la Mobilità" con il quale il progetto preliminare divenne oggetto dell'appalto concorso bandito nel marzo 2008.


Il progetto ed il cantiere


Il ponte è stato realizzato dalla società Solidus, fondata da Francesco Del Tosto e Romano Tucci nel 2011 e operante principalmente nel settore delle infrastrutture (ponti, viadotti, porti, piattaforme marittime).
Il cantiere è durato due anni: dal giugno 2010 al giugno 2012. L'opera è costata in tutto 15 milioni 390 mila euro.


L'ispirazione per l'opera è di origine spagnola. L'Ingegnere Francesco del Tosto, progettista esecutivo della struttura, ha seguito criteri molto simili a quelli del ponte de la Barqueta di Siviglia e dei ponti ad arco dell'Architetto Santiago Calatrava, Ponte Alameda a Valencia e Ponte di Alamillo a Siviglia. Il ponte riprende comunque anche le forme reticolari del Gazometro che si intravede dietro la campata.
L'arco asimmetrico appoggia su due pile sul lato di via Ostiense e su una pila sul fronte opposto e si integra perfettamente nel panorama delle archeologie industriali del quartiere come appunto i vecchi gazometri e la centrale Montemartini, museo comunale.


Particolare attenzione è stata dedicata all'illuminazione, molto suggestiva, progettata da Francesco Bianchi.


Scheda progetto

luogo: Roma

cliente: Comune di Roma

progetto architettonico: Francesco Del Tosto

impresa di costruzione: Solidus s.r.l.

tempi di realizzazione: 2 anni

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