Showroom B.P. Studio Compagnia della Lana e del Cotone  

Progetto: Arch.Claudio Nardi - Studio Claudio Nardi Architetto
Collaboratori: Arch. Beatrice Pierallini
Committenti: B.P. Studio Compagnia della Lana e del Cotone
Località: Osmannoro (Firenze)
Datazione: luglio 2000
Destinazione: Showroom
Impresa generale:
Consulente e coordinatore: Arch. Guido Giacomo Bondielli - Sannini Impruneta spa
Strutture prefabbricate: DO.CI.PA. srl
Progetto tecnico: Ing. Ennio Grassi - G.S. Iengineering srl
Posa in opera delle pareti ventilate: Eurogrup srl
Direttore dei lavori: Ing. Marco Passaleva
Piano di sicurezza: Arch. Simona Rinaldi
Superficie di rivestimento con elementi in cotto: mq 2200

Dalla produzione all'esposizione: sembra essere questo il principio che informa le recenti esperienze architettoniche attorno al tema della trasformazione e ristrutturazione degli edifici industriali. È il caso della fabbrica di tessuti BP Studio nei pressi di Firenze, dove Claudio Nardi non si limita alla sola ridefinizione funzionale degli spazi destinati all'attività manifatturiera, ma elabora un raffinato dispositivo le cui trame avvolgenti l'impianto originario attribuiscono un singolare valore rappresentativo alle qualità distintive della ditta. Oltre al riassetto funzionale, che prevede l'addizione di nuovi spazi al volume esistente, Nardi costruisce il nuovo involucro stabilendo un originale rapporto tra struttura, forma e immagine della rinnovata fabbrica.
Lo stabilimento non deve rispondere solo alle necessità funzionali, ma diviene veicolo di comunicazione di un'attività che mostra i propri processi produttivi e li dispone in una nuova sintesi tipologica, ovvero la fabbrica è il grande contenitore di produzione ed esposizione del prodotto lavorato. Non più luogo esclusivo della produzione, non solo un grande "interno", ma nella sua nuova veste architettonica lo stabilimento BP Studio estende e comunica la propria attività misurandosi con lo spazio esterno.
Situata al bordo dell'Autostrada, la nuova fabbrica è, tuttavia, sospesa tra la percezione cinematica della sua immagine, radunata nelle rigature sottolineate dalla vibrazione dell'involucro in cotto, e una localizzazione spaziale che si dispone in contiguità con l'eterogeneo paesaggio industriale. In questo senso Nardi compone una sintesi materica tutta giocata sulle variazioni della trama orizzontale dell'involucro.
Il sistema adottato consiste nel montaggio di elementi modulari in cotto su una struttura primaria metallica, opportunamente distanziata dalle superfici esistenti. L'impiego di un materiale, adoperato solitamente come rivestimento continuo di cortine murarie tradizionali, nella sua conformazione e nel principio dell'assemblaggio, trova un inedito risultato costruito sulla modulazione e la disposizione degli elementi. Le variazioni consentono una scrittura che differenzia le sottili partizioni architettoniche: il coronamento è definito dall'assemblaggio di elementi piani, così come i moduli angolari misurano, nel raddoppio delle dimensioni, il rinforzo materico delle discontinuità di superficie. Il progetto dispone gli elementi come una sorta di schermo unico, un diaframma avvolgente in cui si delineano i differenti gradi di intensità delle rigature dei profili lamellari dei moduli in cotto.
La sovrapposizione diventa, dunque, una procedura compositiva assolta dalla modulazione degli elementi, le cui variazioni rivelano le trasparenti geometrie sottese, ove le decise bucature marcate dall'acciaio corten e schermate dalle estrusioni metalliche delle tettoie si contrappongono alla linearità delle finestre a nastro, che tracciano tenui segnali di una estesa spazialità interna.

Testo di Anna Giovannelli
Estratto da Materia n. 39

Particolare dell'ingresso Vista d'arrivo Particolare della facciata Particolare degli elementi in cotto della facciata Pianta piano terra
Prospetti ovest e nord Sezioni longitudinale e trasversale Pianta della reception Sezione dell'ingresso Sezione della reception

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