Circuiti di distribuzione

Autore testo: Manuela Ena

Criteri di dimensionamento
Si definisce circuito ciascuna parte dell'impianto utilizzatore avente unica alimentazione protetta contro le sovracorrenti da uno specifico dispositivo di protezione.
Il numero dei circuiti di un impianto utilizzatore è uguale a quello degli interruttori automatici divisionali installati nel quadro elettrico o nella centralina. Ogni circuito e ogni tratto di circuito facente parte della rete di distribuzione interna deve essere dimensionato in modo da poter convogliare la corrente d'impiego (lB) ad esso pertinente.
La corrente lB pertinente ai circuiti terminali è assunta pari alla corrente nominale dell'apparecchio utilizzatore allacciato.
La corrente lB pertinente ai circuiti dorsali o principali va calcolata tenendo conto della contemporaneità di funzionamento degli utilizzatori serviti.
Per garantire l'integrità e la durata di ciascun tronco di circuito la portata in regime permanente dei conduttori (lZ) non deve essere inferiore alla corrente d'impiego lB.
 
Suddivisione, protezione dei circuiti
Gli impianti utilizzatori più semplici e ritenuti sufficienti per unità abitative fino a 40 mq possono essere costituiti da:
un unico circuito per punti luce e prese di corrente da 10°;
un circuito per prese da 16A.
In genere occorrono più circuiti, determinati in base ai criteri fondamentali che seguono.
 
Suddivisione per gruppi funzionali
Ogni circuito alimenta un gruppo funzionalmente omogeneo (prese, centri luce, grossi elettrodomestici, centrale termica, ecc.).
Nel caso di abitazioni con superficie compresa tra 40 e 150 mq è consigliabile prevedere almeno:
due circuiti per punti luce e prese di corrente da 10°;
un circuito per le prese da 16A.
Oltre i 150 mq è opportuno aumentare proporzionalmente i circuiti relativi.
 
Suddivisione per zone
Ogni circuito alimenta gli utilizzatori ubicati in una zona (ufficio A, ufficio B, servizi, magazzino, ecc.).
 
Suddivisione per gruppi di potenza
Ogni circuito alimenta un gruppo di utilizzatori che comporta correnti d'impiego di intensità conveniente al fine dello sfruttamento ottimale del rame installato.
Per gli utilizzatori con potenza superiore a 3,6 kW occorre prevedere distinte linee di alimentazione.
Ogni circuito deve essere protetto alla sua origine (centralino o quadro) da cortocircuito e, se soggetto, anche da sovraccarico.
La protezione da cortocircuito si ottiene scegliendo interruttori automatici con potere d'interruzione non inferiore alla corrente presunta di corto circuito valutata al centralino.
La protezione dal sovraccarico si ottiene scegliendo interruttori automatici magnetotermici con corrente nominale non superiore alla portata massima in regime permanente della linea protetta.
 
Esempi di distribuzione
Ciascun tipo di impianto ha un sistema ottimale di distribuzione da valutare con i criteri esposti precedentemente.
Negli impianti degli edifici residenziali la distribuzione avviene su 2, 3, 4 circuiti a seconda della potenza impegnata (quest'ultima dipende dalla superficie abitativa).
E' importante chiarire che le reti di distribuzione sono caratterizzate quasi sempre da bassi coefficienti di contemporaneità e di utilizzazione, per cui la potenza realmente transitante nel centralino è bassa e di conseguenza non ci sono problemi di temperatura. Tutto ciò consente la miniaturizzazione dei centralini con possibilità di distribuzione anche su 6÷8 circuiti.
 
Colonne montanti
Nel caso di edificio con più appartamenti le colonne montanti fanno parte dell'impianto utilizzatore e devono essere distinte e separate per ciascun utente. Ciò significa che la posa deve essere effettuata in distinte tubazioni ed in distinte scatole rompitratta o in un unico condotto con cavi multipolari sotto guaina ed ininterrotti dal locale contatori all'utente.
Le colonne montanti vanno protette all'ingresso nell'unità immobiliare dal sovraccarico e dal cortocircuito. La corrente di cortocircuito all'ingresso dell'unità immobiliare può essere valutata conoscendo la corrente di cortocircuito IccO ai contatori. In mancanza di dati, escluso il caso di cabina ubicata nello stesso edificio, il potere di interruzione può essere presunto in 4500A per montanti monofase e a 6000A per montanti trifase.
 
Dimensionamento dei montanti in funzione della potenza installata
Le sezioni determinate in base alle correnti di impiego corrispondenti ad ogni singola potenza installata, devono essere verificate ai fini della caduta di tensione.
 
Bibliografia:
G. Bellato, Impianti elettrici negli edifici civili, Consted S.r.l. Edizioni Tecniche, Milano, 1993.
V. Gieri, Organizzazione e costruzione, Il sole 24 ore S.p.a. Pirola, Milano, 1999.
V. Carrescia, Fondamenti di sicurezza elettrica, Hoepli, 1984.

Schema di distribuzione

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