Gli apparecchi di illuminazione

Gli apparecchi illuminanti svolgono tre funzioni principali: controllano il flusso luminoso della lampada e lo dirigono nelle direzioni desiderate;  evitano l'abbagliamento, schermando completamente la lampada nella direzione di osservazione e riducendo la sua luminanza a un valore tollerabile; proteggono le lampade da danneggiamenti di carattere meccanico o chimico, garantiscono la sicurezza elettrica funzionale e quella contro i contatti accidentali (scosse elettriche). A seconda della distribuzione del flusso luminoso, gli apparecchi illuminanti vengono suddivisi in cinque gruppi, che realizzano i seguenti tipi di illuminazione: diretta, semi-diretta, mista, semiindiretta, indiretta.
Il rendimento ottico di un apparecchio d'illuminazione è determinato dal rapporto tra il flusso luminoso che esce dall'apparecchio illuminante e il flusso emesso dalla o dalle lampade funzionanti senza apparecchio. La suddivisione degli apparecchi illuminanti con riferimento alla loro sicurezza avviene secondo tipi e classi di protezione. Questi tipi e classi sono in corso di definizione sia in sede internazionale sia in sede nazionale. Gli elementi di controllo impiegati per convogliare e schermare la luce costituiscono le parti attive
degli apparecchi d'illuminazione. Essi sono:
- riflettori, che consentono di proiettare al di fuori dell'apparecchio due fasci di luce sovrapposti, provenienti l'uno direttamente dalla lampada, l'altro riflesso da una superficie a sezione circolare, parabolica, ellittica, iperbolica ecc., denominata appunto riflettore. Il più delle volte essi realizzanole ripartizioni desiderate senza ricorrere all'impiego di altri elementi di controllo;
- rifrattori, che si impiegano quando il solo riflettore non è sufficiente per controllare il flusso incorrispondenza della superficie di emissione. Essi sfruttano un fenomeno che va sotto il nome di "riflessione totale interna" e consistono generalmente in coppe o pannelli lisci da una parte e dotatidi prismi conici o piramidali sull'altra;
- diffusori, attraverso i quali si può aumentare la dimensione apparente della sorgente in modo da ridurre la luminanza della lampada. Essi sono costruiti con vetro opale o plastiche opportunamente trattate (ad esempio polistirene, acrilico): talvolta sono realizzati con carta pergamenata o con stoffe;
- schermi, che possono essere interni oppure esterni all'apparecchio d'illuminazione. Essi si identificano con deflettori, lamelle, nidi d'ape, alette o altro e fungono da recuperatori di flusso o da dispositivi antiabbagliamento;
- filtri, impiegati in alcune applicazioni particolari, possono essere in vetro oppure in plastica, colorati oppure anti-UV/IR. Sono impiegati per ottenere luce colorata o per filtrare le componenti spettrali nocive quando si illuminano materiali deteriorabili;
- lenti, con le quali è possibile concentrare, diffondere o sagomare l'impronta luminosa e conseguentemente modificare il solido fotometrico uscente dall'apparecchio.
Nella costruzione degli apparecchi illuminanti le superfici riflettenti sono impiegate tutte le volte che occorre intercettare una parte del flusso luminoso della lampada ed a concentrarlo in una direzione diversa da quella di emissione. Il loro campo di impiego è perciò molto vasto andando dalle comuni apparecchiature per lampade ad incandescenza e fluorescenti, ai riflettori e ai proiettori veri e propri con le più moderne lampade a scarica in vapori metallici. Per le superfici riflettenti degli apparecchi illuminanti si ricorre generalmente ai seguenti materiali: vetro argentato; alluminio trattato; lamiera di ferro smaltata o verniciata. 

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