Le curve fotometriche

La curva fotometrica rappresenta graficamente come una sorgente luminosa emette luce nello spazio. Vale a dire in che direzione emette la luce e con quale intensità. A qualsiasi oggetto luminoso può essere associata una curva fotometrica, sia esso una semplice lampadina, un apparecchio illuminante o uno schermo che riflette della luce. La curva fotometria di un apparecchio d'illuminazione consente di prevedere il suo impatto sull'ambiente circostante. Per costruire una curva fotometrica è necessario misurare l'intensità luminosa. In sostanza è necessario "vedere" con quale intensità la nostra sorgente emette luce in una determinata direzione. È come se girassimo attorno all'apparecchio e, a diverse angolazioni, misurassimo l'intensità della luce emessa.
I lumen rappresentano la quantità di luce emessa da una sorgente luminosa ed è chiamata tecnicamente flusso luminoso. Questo parametro permette di svincolare le curve fotometriche dal tipo di lampada utilizzata con un apparecchio e dalla sua potenza, infatti esprimendo le quantità in lumen (precisamente 1000 lumen), il globo emetterà comunque la luce con diverse intensità (al variare della potenza e della lampada) ma sempre nel medesimo modo: tanta luce sopra, poca luce sotto. I valori dei diagrammi sono espressi in candele per 1000 lumen e si riferiscono ad una lampada di tipo normalizzato. In sede di progetto é possibile utilizzare una lampada con un valore di flusso scelto dall'utente ed adattare di conseguenza i valori del diagramma. Si definisce solido fotometrico la rappresentazione tridimensionale delle intensità luminose emesse da una sorgente (puntiforme) nello spazio. Intersecando il solido con dei piani si ottengono le curve fotometriche.
Questi piani possono essere fatti ruotare attorno ad un asse per esplorare ogni punto del solido fotometrico. Le norme CIE definiscono la modalità di rotazione dei piani a seconda dell'asse fissato per la rotazione.