Pavimento sopraelevato

Autore testo e disegno: Enrico Francesconi, Mirko Giorgetti

Il pavimento sopraelevato spostabile, montato a secco, nasce principalmente dall'esigenza di uno spazio ispezionabile per il passaggio degli impianti, ricavato nell'intercapedine tra il solaio portante e il piano di calpestio.
Viene generalmente utilizzato negli uffici, nei Centri Elaborazione Dati e in tutti gli ambienti dove sia presente una notevole quantità di impiantistica (soprattutto di tipo elettrico) poiché permette, in fase di progettazione e al momento di successive modifiche, la quasi totale svincolazione dei sistemi impiantistici dalle strutture murarie verticali e orizzontali.
I pavimenti sopraelevati sopportabili trovano applicazione negli edifici di nuova costruzione, dove gli ambienti interni sono progettati tenendo conto delle misure standard degli elementi base; nondimeno vengono utilizzati nelle ristrutturazioni, poiché consentono di introdurre tutti gli impianti necessari in un edificio senza indebolire le strutture preesistenti (generalmente progettate senza la necessità di ampio spazio per le reti tecniche).
I pavimenti sopraelevati sono generalmente costituiti da supporti verticali regolabili (piedini) che poggiano sul piano di posa (solaio portante e soprastante strato di livellamento), struttura di sostegno dei pannelli-pavimento e pannelli-pavimento stessi. I piedini sono realizzati in materiale metallico e hanno un'altezza variabile compresa tra un minimo di 15 cm ed un massimo di 1,00 m.
La struttura di sostegno è formata da travi modulari che consentono di realizzare un reticolo a maglie quadrate (60x60, 75x75 cm) o rettangolari (100x75 cm). A volte questa maglia non è presente: i pannelli-pavimento sono autoportanti e poggiano direttamente sui piedini.
Il pannello-pavimento, dello spessore medio di 30-40 mm, è generalmente composto da tre strati: il rivestimento superficiale usurabile (piano di calpestio), realizzabile in quasi tutti i materiali; l'anima portante, generalmente realizzata in conglomerato di legno e resine ad alta densità e ignifugato; un rivestimento inferiore che assicuri l'indeformabilità dei pannelli, in laminato melaminico, acciaio zincato o lamiera zincata.

Per esterni
Le pavimentazioni sopraelevate in esterno trovano applicazione soprattutto per il rivestimento di coperture piane (tetti piani, terrazze) come protezione delle guaine di tenuta, che rimangono così sempre ispezionabili.
Il sistema si compone di pannelli-pavimento e di piedini in materiale plastico. I pannelli-pavimento possono essere manufatti monolitici in conglomerato di cemento, oppure elementi misti caratterizzati da una finitura superiore in materiale ceramico inglobata in una microsoletta armata.
I piedini in materiale plastico (polipropilene) possono essere dei semplici dischi di un certo spessore fisso, oppure dei supporti ad altezza regolabile (vista la loro limitata altezza non sono previste traverse di irrigidimento). Posizionati ai quattro angoli dei pannelli-pavimento, poggiano su feltri di protezione dell'elemento di tenuta.

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