Sinagoga e Centro dell'eredità ebraica Cymbalista  

Località: Tel Aviv, Campus universitario
Committente: Paulette e Norbert Cembalista
Progettista: Mario Botta
Collaboratori: Marco Bovini, Maurizio Pelli
Lighting design: Dante Solcà
Datazione progetto: 1996
Datazione ultimazione lavori: 1998
Superficie: 2720 mq
Superficie costruita: 760 mq
Superficie totale dell'edificio: 660 mq
Volume:7325 mc
Struttura: cemento armato
Facciata: blocchi di pietra di Prun
 
L'espressione ebraica per indicare la sinagoga è "bet hakeneset", casa delle adunanze, centro delle riunioni e condivisione dell'intera comunità; rappresenta il luogo deputato, non tanto alla celebrazione liturgica, quanto alla lettura e al commento delle sacre scritture, uno "spazio vuoto" funzionale all'incontro uomo- Dio. La necessità di preservare la propria identità culturale costituisce il sentimento prioritario di un popolo in perenne pellegrinaggio, tale necessità si antepone alla volontà di costruire un oggetto simbolico, un simulacro capace di esorcizzare le proprie paure, di catalizzare e fissare tradizioni architettoniche legate ad un preciso luogo. Nella costruzione della sinagoga, la cui origine storica è probabilmente fatta risalire alla distruzione del primo Tempio (516 a E.V) si dimostra cioè l'esigenza, non solo di realizzare uno spazio organizzato per la preghiera e le relazioni sociali, ma anche di mostrare la volontà di un agire aperto e permeabile rispetto al patrimonio di culture circostanti da cui vengono tratti senza indugi elementi formali, stilistici e costruttivi. All'interno di questo scenario, pur espresso schematicamente attraverso una sintesi estrema, deve essere letto il progetto per la nuova sinagoga del campus universitario di Tel Aviv. Localizzata in un angolo della grande piazza verde, a sua volta posta centralmente rispetto all'intero insediamento dove si concentrano le attrezzature collettive del Campus, la nuova struttura si offre come uno dei "servizi" per gli studenti.
I committenti, due privati: Paulette e Norbert Cymbalista, di origine Svizzera, desiderano fortemente formulare un programma di lavoro che coinvolga l'intera comunità; scelgono per la prestigiosa realizzazione Mario Botta, di cui condividono probabilmente l'esuberante energia costruttiva. Il risultato, come in ogni felice collaborazione tra committenza e progettista, produce un oggetto architettonico di indubbio valore simbolico, ed evocativo.
Le proporzioni di questo "tempio monumentale", la sua ricchezza formale, l'impianto fortemente caratterizzato, tendono a definire l'aspetto più solido della religione, il riscatto dalle mille fughe, l'affermazione del simbolo, dell'appartenenza, la fine di un esilio secolare. L'impostazione progettuale è, prima che architettura, la soluzione al problema dell'identificazione di un luogo e della sua riconoscibilità, ciò avviene mediante la costruzione di due torri conoidali aventi un diametro di circa 17 metri, identiche sia per forma sia per dimensione, in modo da caratterizzare le fronti principali in maniera determinante, rispondendo al contempo all'impostazione distributiva generale. La pianta a piano terra è caratterizza da due diverse aule di forma quadrata, poste simmetricamente rispetto ai due distinti ingressi: uno per accedere all'aula a disposizione degli Ebrei ortodossi di Israele, l'altro per l'aula destinata ai liberali. L'ingresso nord conduce alla sinagoga, quello a sud , direttamente all'auditorium; entrambi gli spazi si impostano su di un basamento parallelepipedo dove si accentrano tutti i servizi: una sorta di grande stilobate alto un piano da cui emergono i due volumi scultorei la cui forma è determinata dalla trasformazione del quadrato di base in un cerchio; la sezione che ne deriva è del tutto inusitata, poiché tende ad aprirsi verso l'alto, consentendo così il passaggio della luce naturale all'interno delle aule sacre. Questo progetto  risponde criticamente all'imperante volontà massificatrice di togliere identità allo spazio religioso, attraverso un 'valore poetico' proprio dell'architettura.

Tratto da Area n°47 Novembre/Dicembre 1999, pagg 75-83, Federico Motta Editore

Spaccato assonometrico Planimetria generale Vista interna Vista esterna Vista d'arrivo
Vista interna

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