Casa Curva, Giullermo Hevia García, Catalina Poblete, Cile

©Fondazione Promozione Acciaio

La permeabilità visiva totale del fronte della residenza, in uno spazio a 360° isolato nel verde, ha un precedente tipologico nella Farnsworth House di Mies Van der Rohe, il cui ripensamento in chiave “curva” è di stringente attualità. Sembra infatti accogliere i recenti orientamenti dell’architettura contemporanea che ammoniscono l’umano a non farsi tiranneggiare dall’angolo retto. I progettisti, affrontando una sfida del loro tempo, scelgono quella che Le Corbusier avrebbe chiamato “la solution facile” decidendo di trasformare lo scatolare piatto in un paesaggio variabile, introducendo l’elemento “tempo di percorrenza del visitatore” nel progetto. Si decide anche per il piano unico per evitare la classica soluzione: zona giorno al primo livello, notte al secondo.

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La casa curva asseconda il paesaggio effettuando una piegatura che si percepisce diacronicamente attraverso una curvatura a 45°: la regia dello sguardo crea un incedere panoramico dell’abitante rispetto all’ambiente circostante. Obiettivo: stabilire relazioni con i luoghi che vanno oltre l’orizzonte del parallelepipedo e allo stesso tempo rompere la monotonia stereometrica del solido di de Saint-Venant, pur mantenendo la dimensione della continuità.

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La planimetria prevede una parte pubblica, più vicina all’accesso veicolare, e una parte privata, più riservata. Gli spazi dello stare, soggiorno, sala da pranzo e cucina, sono stati collocati lungo la curva, dotata di due terrazze: una interna, coperta all’estremità, che funge da focolare e area barbecue, una aperta ed esterna, tangente al soggiorno, che funge da area prendisole. La parte privata organizza in sequenza le camere con bagno. La ventilazione incrociata e la luce solare diretta dal corridoio pubblico esposto a nord consentono di mantenere il microclima interno fresco e temperato.

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Dal punto di vista strutturale la sezione è unica, si ripete e si organizza seguendo il diagramma planimetrico curvilineo. Tutti gli elementi strutturali sono stati lasciati a vista, un esoscheletro in acciaio in profili a doppio T che corre lungo tutto il perimetro e ospita i rivestimenti a secco. Tutti gli elementi in acciaio sono stati realizzati in officina e assemblati in loco, con i più elevati standard di qualità e precisione, con il vantaggio di richiedere una manutenzione minima nel tempo. Il genius loci dei progetti infrastrutturali locali (ponti, passerelle pedonali, ferrovie e imbarcazioni), rimanda a una vera e propria “infrastruttura domestica”.

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Scheda progetto
Committente: privato
Progettista: Guillermo Hevia García + Catalina Poblete
Collaboratore al progetto: Felipe Droppelmann
Progetto strutturale: Enzo Valladares
Costruttore metallico: Estructuras Delgado