Lo studio internazionale IDOM ha sviluppato prototipi di scuole per il Paraguay, all’interno di una riflessione più ampia sul ruolo dell’architettura educativa come infrastruttura culturale, capace di incidere non solo sulle modalità dell’apprendimento, ma anche sul rapporto tra comunità, ambiente e identità locale. Il progetto nasce come modello ripetibile e adattabile, pensato per rispondere a contesti territoriali differenti senza rinunciare a una forte coerenza spaziale e concettuale.
L’impianto architettonico prende le distanze dalla tipologia scolastica tradizionale, fondata su aule chiuse e sistemi distributivi lineari, per proporre un’organizzazione a campus, composta da volumi autonomi ma strettamente interconnessi. Gli spazi non sono gerarchizzati secondo una rigida separazione funzionale, ma costruiscono una sequenza continua di ambienti per l’apprendimento formale e informale, dove il confine tra interno ed esterno risulta volutamente poroso. In questo scenario, il movimento, l’incontro e il gioco diventano parte integrante dell’esperienza educativa.
Il progetto assume come riferimento l’architettura vernacolare paraguayana, in particolare il principio della kuláta jovái, tipico della casa rurale: una struttura fatta di corpi separati, collegati da spazi intermedi coperti, ventilati e ombreggiati. Questo modello non viene reinterpretato in chiave nostalgica, ma tradotto in una grammatica architettonica contemporanea, capace di rispondere alle esigenze climatiche, pedagogiche e sociali del presente. Le zone di passaggio, i patii e i percorsi coperti diventano spazi attivi, luoghi di relazione e di apprendimento diffuso.
Il campus scolastico richiama inoltre la logica insediativa dei primi villaggi guaraní, nei quali l’architettura si configurava come una costellazione di elementi immersi nel paesaggio. La scuola assume così il carattere di una “mini-città dell’apprendimento”, in cui il paesaggio non è semplice sfondo, ma parte strutturante del progetto. Attraversare lo spazio, spostarsi tra i volumi, abitare i vuoti e le aree verdi contribuisce a costruire una consapevolezza territoriale e un senso di appartenenza che rafforza il legame tra studenti, comunità e luogo.
Dal punto di vista ambientale, la sostenibilità è affrontata come principio fondativo dell’architettura, piuttosto che come insieme di soluzioni aggiuntive. Il progetto integra strategie passive derivate dalla tradizione costruttiva locale: ventilazione incrociata, camini solari, schermature orizzontali e coperture in laterizio e ghiaia per limitare l’irraggiamento diretto. A queste si affiancano sistemi di raccolta delle acque piovane, circuiti d’ombra vegetali e, in base al contesto, l’utilizzo di pozzi provenzali per il raffrescamento naturale degli ambienti.
Anche la flessibilità d’uso è parte integrante della strategia progettuale. Gli spazi non sono vincolati a funzioni rigide o a orari prestabiliti, ma possono essere riconfigurati nel tempo, favorendo un utilizzo intensivo e condiviso delle risorse. Arredi mobili, aree esterne attrezzate e ambienti di diversa scala permettono di accogliere attività individuali, collettive e intergenerazionali, superando l’idea di apprendimento statico e unidirezionale.
Il risultato è un’architettura che non si limita a ospitare l’educazione, ma la interpreta e la rende visibile nello spazio. Una scuola che educa anche attraverso la sua forma, il suo rapporto con il clima e il paesaggio, la sua capacità di generare relazioni. Un modello che, pur radicato nella cultura costruttiva paraguayana, propone una visione contemporanea e aperta dell’architettura scolastica, intesa come dispositivo sociale, ambientale e pedagogico, capace di evolvere insieme alla comunità che la abita.
Scheda progetto
Localizzazione: Paraguay (Villa Hayes, San Estanislao, Boquerón, San Juan)
Cliente: Parque Tecnológico Itaipú / Ministerio de Obras Públicas del Paraguay
Studio: IDOM
Direzione di progetto: Manuel Andrades Castro
Team di progetto: Guillermo Fernández Villar, Hernán González González, Alexis Fernández Oyarzo, Isidora Bastías Carreño, Isidora Arancibia Carrasco
Paesaggio: Isabel Alguacil Villanúa, Belén Terreros de la Peña
Project management: Patricio Salinas Baeza, Alberto Martín González
Strutture: Carlos Castañón
Sostenibilità: Antonio Villanueva Peñalver, Ramón Gutiérrez Fernández-Cuervo
Visualizzazioni: Luft Images
Superficie: Superficie costruita: 3.200 m², Superficie del lotto: 10.000 m²
Periodo di progetto: 4 mesi, Novembre 2024 – Febbraio 2025





