Oggi l’ex fabbrica delle Officine Reggiane è un hub europeo per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico, in grado di creare un ecosistema urbano sostenibile dove l’acciaio, onnipresente nel progetto di riqualificazione, segna un collegamento tra il passato, il presente e il futuro, restituendo piena funzionalità e sicurezza a un complesso che rappresenta un modello di rigenerazione strutturale e architettonica.

Il progetto di riqualificazione ha riguardato diversi lotti realizzati tra il 2020 e il 2024 e anche l’intervento sul Capannone 15 rispetta la memoria storica dando nuova vita alle strutture esistenti in acciaio, caratterizzate da geometrie pulite ed essenziali, le cui maestose capriate vengono illuminate con luce naturale e da shed in copertura in una sorta di “cattedrale moderna”. Il risultato è quello di un intervento in pieno stile contemporaneo, che punta a rendere la funzione anche forma, esaltando l’ossatura portante come elemento distintivo dell’edificio per coniugare bellezza, praticità e identità e in grado di restituire alla città un patrimonio architettonico e culturale con nuove prospettive. Per valorizzare la dimensione davvero importante (15.000 mq) del Capannone 15 senza cadere nella ripetitività, è stato scelto di utilizzare due approcci distinti.

Il blocco 15A (a sud) è stato conservato e valorizzato attraverso il recupero dello scheletro originario in acciaio, lasciando la struttura a vista - come in un wireframe - per ospitare un parco interno, che culmina nel nuovo incubatore di start-up. Il blocco 15C (a nord), invece, presenta un telaio in cemento armato consolidato attraverso l’innesto di elementi metallici e una nuova copertura in acciaio che restituisce la geometria originaria degli shed, i quali illuminano con luce naturale tre comparti distinti, destinati ai diversi dipartimenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Nel dettaglio, il blocco nord ha visto la realizzazione di una nuova copertura metallica da 100 tonnellate, composta da capriate con catene inferiori che riprendono fedelmente la sagoma originale sia in pianta (quadrata) che in sezione (con le campate a falde monodirezionali). Le murature perimetrali sono state consolidate con 60 tonnellate di carpenteria metallica, collegate alla nuova struttura interna per prevenire il ribaltamento e presentano un’architettura moderna, in pieno stile industrial, basata sull’essenzialità delle forme. Una scenografica scala laterale in carpenteria metallica, poggiata su un iconico pilastro a V, sottolinea l’essenzialità unita alla funzionalità del progetto.

Nel blocco sud, invece, tutti i tamponamenti sono stati rimossi, lasciando la struttura a vista e trasformando lo spazio in un patio interno a cielo aperto che permette di collegare fisicamente e simbolicamente i diversi ambiti del Parco Innovazione con giardini ed aree verdi, di cui le Officine erano sprovviste. Questo approccio ha permesso di preservare la memoria storica dell’edificio, rispettando gli schemi statici originari e aprendo la strada a futuri usi innovativi, come la produzione di energia solare, grazie alla predisposizione della struttura per carichi aggiuntivi.

In questo spazio metafisico, al confine con l’edificio 15C, “galleggia” il nuovo edificio dell’incubatore, sospeso tra le campate del capannone: una struttura appesa che lascia libero il piano terra a una piazza pubblica coperta. L’edificio in elevazione impiega 120 tonnellate di carpenteria metallica, con profili HEA, HEB, IPE, profili cavi tubolari e travature reticolari tipo Warren, in continuità sia con la tradizione industriale - che prevede campate libere negli spazi interni -, che con gli altri capannoni che ospitano altre funzioni. Dal punto di vista architettonico, l’incubatore è rivestito in policarbonato semitrasparente, che consente di percepire l’ossatura perimetrale in acciaio dall’esterno, rendendo la struttura parte integrante della composizione architettonica. La sua forma richiama nuovamente le grandi travi-carroponti delle officine che un tempo movimentavano fino a 30 tonnellate di componenti meccaniche.

In definitiva, il progetto non si limita alla riqualificazione edilizia, ma estende la sua portata alla rigenerazione urbana, con un forte focus sullo spazio pubblico e sulla continuità tra le forme utilizzando la struttura in carpenteria metallica come denominatore comune tra i vari interventi, frutto della virtuosa collaborazione tra i progettisti architettonici e strutturali.
Scheda progetto
Committente: STU Reggiane spa
Progetto architettonico: Zamboni Associati Architettura con Cairepro
Team: Andrea Zamboni, Maurizio Zamboni, Alessandro Molesini, Daniela Conti, Giulia Iotti, Omar Ben Hamed
Progetto strutturale, impiantistico, DL: Cairepro
Team: Alberto Calza (strutture), Salvatore Sestito (strutture), Aniello Tafuro (DL), Ardilio Magotti (DL)
Progetto infrastrutturale: Zamboni Associati Architettura
Progetto paesaggistico: Studio Silva con Zamboni Associati Architettura
Imprese: Impresa Allodi srl, Siro Marin, ETS srls
Courtesy of: Fondazione Promozione Acciaio





