©Enrico Cano, Emdem Cemal, Meltem Sari

La nuova sede dell’Istanbul Modern sostituisce quella precedente nella stessa posizione, diventando ponte tra la città antica, il Bosforo, il Tophane Park e il Galataport. L’edificio di cinque piani (tre fuori terra e due interrati) si colloca in uno spazio pubblico aperto, affacciato sul mare, fungendo da filtro tra lungomare e traffico urbano. Il volume, semplice nelle forme, richiama un tempio greco, con crepidoma rialzato (basamento su gradini), pianta a maglia quadrata di 8,4 m con 6×13 colonne (esastilo e periptero), mentre i vestiboli di ingresso anteriori e posteriori (pronaos e opistodomos) incorniciano l’atrio (naos) centrale interamente trasparente, come rivela la sezione longitudinale. Lo spazio che si crea, aperto ma coperto, invita all’ingresso ed è caratterizzato da colonne lisce che rievocano l’ordine dorico, mentre i controventi in acciaio assumono anche funzione decorativa, in linea con la vocazione high-tech dei progettisti.

©Enrico Cano, Emdem Cemal, Meltem Sari

All’interno, la hall centrale realizzata in carpenteria metallica ospita la distribuzione verticale, culminando in un rooftop panoramico. Qui, la canopy metallica copre solo parte del tetto, lasciando spazio a uno specchio d’acqua che richiama il tema navale caro a Piano, visibile anche nei ballatoi, nelle pensiline e nella facciata in lamiera. L’Istanbul Modern è quindi un’architettura discreta che si distingue per semplicità e leggerezza. La struttura metallica essenziale, l’attacco a terra trasparente e il rivestimento in lamiere a doppia curvatura - che richiama le squame di un pesce e le onde - smaterializzano l’edificio con un involucro leggero e uno specchio d’acqua che riflette il cielo.

©Enrico Cano, Emdem Cemal, Meltem Sari

PROGETTAZIONE ANTISISMICA
L’edificio è progettato per resistere a potenziali terremoti di forte entità. Strutturalmente, i piani alti presentano pilastri squadrati e solai massivi sostenuti con elementi in acciaio elastici, che garantiscono alta duttilità e dissipazione sismica. I telai presentano controventi centrali in profili tubolari circolari; in caso di terremoti di forte intensità gli elementi dissipativi si deformano sotto i carichi di compressione, trasformandosi in cerniere plastiche. Questo approccio, noto come “capacity design”, consente di prevedere e controllare danni strutturali entro limiti di tolleranza molto rigidi, data l’altissima sismicità del luogo. I rinforzi in prossimità di pareti vetrate o divisorie sono concepiti in modo da deformarsi lungo gli assi verticali, evitando possibili ribaltamenti e crolli. Per mitigare l’impatto visivo delle strutture di dissipazione è stato progettato un rivestimento che racchiude i dispositivi e presenta la stessa sezione trasversale del tubolare di rinforzo. L’accurato studio del tema sismico si nota anche nell’interrato di due piani, che ospita funzioni di magazzino e parcheggi, dove le fondazioni sono state poste su uno strato di roccia consistente. Questa soluzione sotterranea, inoltre, permette di liberare lo spazio pubblico esterno dalle auto.

©Enrico Cano, Emdem Cemal, Meltem Sari

Nelle scelte urbanistiche risalta l’attenzione al contesto e la vocazione umanista del progetto, che associa la sostenibilità umana a quella energetica. Comfort e sostenibilità sono garantiti dalla progettazione passiva, che protegge i vetri tripli dall’irraggiamento diretto, mentre le fonti di energia rinnovabile utilizzate sono il sole per il fotovoltaico (che copre 7% del fabbisogno), e il mare, quale accumulo termico e fluido per la climatizzazione a portata d’aria variabile (VAV), come sostituto dei refrigeratori ad aria, riducendo così consumo idrico e impronta di carbonio. Infine, anche lo specchio d’acqua in copertura funge da serbatoio termico, trasformando il tetto in cold roof, e contribuendo alla certificazione LEED Gold raggiunta dal complesso.

©Enrico Cano, Emdem Cemal, Meltem Sari

In carpenteria metallica sono anche i 500 metri di passerelle e scale esterne, aventi non solo funzione di vie di fuga e accessi per la manutenzione ma anche di spazi pubblici in occasione di particolari eventi. Queste strutture si integrano nel look “industrial” del progetto generale e ospitano anche l’illuminazione notturna del Museo.

©Enrico Cano, Emdem Cemal, Meltem Sari

Scheda progetto
Committente: Istanbul Museum of Modern Art
Progetto architettonico: Renzo Piano Building Workshop in collaborazione con Arup Türkiye
Team di progetto: E. Baglietto, F. Giacobello (partner and associate in charge), R. Dunphy con M. Cecchetto, E. Doyduk, M. Tokarnia, R. Wong e M. Yildirim; B. Pignatti, A. Pizzolato, C. Zaccaria (CGI); M. Abidos, F. Cappellini, D. Lange, F. Terranova (models)
Progetto strutturale, impiantistico e illuminotecnico: Arup Türkiye
Consulenti al progetto: JML, 2x4, R. Uysalkan
Project management: MCS Mühendis
General contractor: Yapi Merkezi

Courtesy of Fondazione Promozione Acciaio
Text: Marco Cucuzza

IMMAGINI: RPBW, Arup (disegni); Enrico Cano, Emdem Cemal, Meltem Sari (fotografie)