Nella città contemporanea il cemento e il calcestruzzo non sono soltanto materia costruttiva, ma una forma di linguaggio. Si esprimono nelle geometrie che orientano lo spazio urbano, nelle superfici che trattengono la luce, nei segni lasciati dal tempo e dall’uso quotidiano, nei vuoti e nei pieni che definiscono il ritmo della vita collettiva. Sono un linguaggio silenzioso che attraversa le architetture e le infrastrutture, costruisce connessioni tra funzione ed esperienza, tra struttura e percezione. È da questa visione che nasce la terza edizione del concorso fotografico #Scaladigrigi, promosso da Federbeton, la Federazione che rappresenta il settore del cemento e del calcestruzzo, e IIC L’Industria Italiana del Cemento, la rivista che dal 1929 racconta il cemento attraverso le opere.
Si apre l’edizione di quest’anno dedicata ai Linguaggi Urbani, che esplora il rapporto tra brutalismo, forma ed emozione, valorizzando la capacità del cemento e del calcestruzzo di sostenere, proteggere, connettere e organizzare lo spazio urbano. In questa prospettiva, i materiali diventano essi stessi linguaggio e il brutalismo si afferma come il mezzo capace di ascoltarlo e interpretarlo.
Attraverso i propri scatti, fotografi, professionisti e semplici appassionati sono chiamati a riconoscere il momento in cui il cemento diventa linguaggio vivo, non solo nelle grandi infrastrutture o nelle architetture iconiche, ma anche nei dettagli quotidiani, nelle superfici segnate dal tempo, nelle strutture che orientano e definiscono l’esperienza urbana.
La partecipazione è gratuita e fino al 15 settembre 2026 i partecipanti potranno inviare le proprie fotografie tramite il portale scaladigrigi.federbeton.it. Le opere presentate saranno valutate da una giuria di esperti del mondo dell’architettura, della fotografia e della filiera delle costruzioni.
Tutte le foto saranno valorizzate all’interno della gallery del sito scaladigrigi.federbeton.it, mentre le tre immagini più meritevoli, selezionate dalla giuria, saranno premiate con fotocamere Leica.
Per questa edizione 2026, alla giuria delle edizioni precedenti (Lorenzo Colombo - coordinatore della Commissione Comunicazione di Federbeton, Tullia Iori - Direttrice Scientifica della rivista IIC, Lorenzo Marini - artista e creativo nonché Presidente di Lorenzo Marini Group, Susanna Tradati - Founding Partner dello Studio Nemesi) si aggiungeranno anche Roberto Conte (fotografo di architettura) e Tiziano Demuro (artista visivo).
"Federbeton presenta la terza edizione di #scaladigrigi, il concorso fotografico che invita a raccontare il cemento e il calcestruzzo come espressioni di un autentico linguaggio urbano e di design. Intitolata 'Linguaggi Urbani', questa edizione esplora il rapporto tra brutalismo, forma ed emozione: un modo originale di interpretare e utilizzare i materiali che fanno parte della nostra quotidianità - dagli edifici alle infrastrutture - e che, attraverso la visione di architetti e designer, diventano strumenti capaci di dare forma e identità contemporanea alle città", dichiara il Coordinatore Commissione Comunicazione Federbeton, Lorenzo Colombo.
"Il brutalismo, pur essendosi sviluppato tra gli anni ’60 e ’70, sta vivendo oggi una fase di forte riscoperta a livello globale - un fenomeno non circoscritto all’Europa o agli Stati Uniti ma che coinvolge anche il sud America e l’Asia - anche grazie a nuove letture visive come quelle promosse dal concorso fotografico #scaladigrigi. Questo rinnovato interesse è legato alla profonda onestà strutturale e materica di questo linguaggio architettonico, un'estetica che intercetta in modo diretto e autentico il nostro tempo e che trova nella fotografia uno strumento privilegiato di interpretazione e comprensione", commenta il fotografo Roberto Conte.
"La fotografia è un modo di attraversare lo spazio, una forma di prossimità con ciò che si osserva. Nell’architettura mi piace osservare ciò che rimane sospeso tra materia e percezione. Materiali, come cemento e calcestruzzo, sono testimoni di innovazioni che hanno segnato intere epoche storiche. Fotografare significa prendere posizione davanti a ciò che si guarda e ogni immagine diventa un dispositivo di comunicazione che rende visibile ciò che normalmente sfugge allo sguardo quotidiano", aggiunge l’artista visivo Tiziano Demuro.





