Nel Vieux-Québec, all’interno del distretto storico riconosciuto dall’UNESCO, Saia Barbarese Topouzanov Architectes e Delort et Brochu architectes hanno trasformato la Caserne Dalhousie in La Caserne – scène jeune public, nuova sede del teatro per l’infanzia e l’adolescenza Les Gros Becs. Il progetto interviene su un complesso stratificato, formato dall’ex caserma dei pompieri del 1912 progettata da Georges-Élzéar-Émile Tanguay, dall’ampliamento realizzato nel 1996 per Ex Machina e da una nuova estensione destinata ad accogliere una sala teatrale da 350 posti, spazi di lettura, ambienti amministrativi e una sala multifunzionale.
L’intervento conserva e integra le strutture esistenti, riusa parte dei materiali dell’edificio di Ex Machina e costruisce una sequenza di spazi interni in cui luce, colore, legno, metallo e superfici riflettenti accompagnano il percorso verso la sala teatrale.
La trasformazione della Caserne Dalhousie lavora su un equilibrio delicato: inserire un nuovo programma pubblico e performativo in un edificio fortemente riconoscibile, senza ridurne il ruolo urbano e senza mimetizzare l’intervento contemporaneo. La torre dell’ex caserma resta il principale riferimento visivo, mentre i nuovi volumi, sobri e cartesiani, costruiscono uno sfondo controllato che ne rafforza la presenza nel paesaggio del Vieux-Port, in rapporto con il Musée de la Civilisation, il Parc des Canotiers e il fiume San Lorenzo.
L’operazione, vincitrice nel 2019 del concorso per la ricollocazione del Théâtre Les Gros Becs nella Caserne Dalhousie, affronta il tema del riuso come processo compositivo e non solo come strategia conservativa. La nuova istituzione teatrale occupa infatti un complesso che ha già attraversato più cicli di vita: caserma dei pompieri, poi laboratorio artistico di Robert Lepage con Ex Machina, oggi luogo stabile per la scena giovane pubblico. Nel 2026 il progetto è stato inoltre inserito tra i finalisti dei Prix d’excellence en architecture dell’Ordre des architectes du Québec.
Il dispositivo principale del progetto è una breccia che attraversa gli edifici conservati da rue Dalhousie a rue Bell. Questo taglio diventa foyer, connette i due ingressi e distingue i flussi: il pubblico generale accede da Dalhousie, mentre i gruppi scolastici arrivano da Bell, in una condizione più adatta alla gestione degli autobus. La soglia principale è segnalata da una porta in vetro blu affiancata alle porte lignee originariamente destinate ai mezzi dei pompieri; lo stesso colore ricompare nella pavimentazione interna, introducendo un riferimento al fiume e alla sua prossimità fisica e simbolica.
Al centro del foyer di Le Caserne, una scala aperta organizza il movimento verticale e avvia la sequenza verso la sala teatrale, la sala di lettura e la sala multifunzionale. La salita è costruita come un’esperienza progressiva: attraverso il lanterneau vetrato che corona la scala, la torre della caserma torna a comparire all’interno dell’edificio, trasformandosi da elemento urbano esterno a presenza integrata nel percorso. La sala di lettura, collocata al secondo piano del corpo storico, sfrutta le alte aperture della caserma, mentre al terzo piano le lucarne della mansarda a ovest portano luce indiretta al foyer della sala multifunzionale. Una piccola terrazza triangolare, a servizio degli uffici, apre infine lo sguardo verso il San Lorenzo.
La ricerca sulle atmosfere interne è uno degli aspetti più significativi dell’intervento, soprattutto perché il progetto si rivolge a un pubblico giovane senza ricorrere a un linguaggio didascalico. I materiali storici diventano il punto di partenza per una traduzione contemporanea: il grigio della pietra del piano terra è ripreso dai rivestimenti in acciaio inox a specchio, che moltiplicano la percezione del foyer e riflettono sia il movimento delle persone sia il legno della sala teatrale; il laterizio aranciato del secondo livello trova un’eco in finiture metalliche color rame; il legno della mansarda è richiamato da toni dorati e dai rivestimenti lignei del foyer della sala multifunzionale. La sala principale, cuore del progetto, rielabora il tema dell’involucro esterno attraverso quattro diverse tonalità di legno, costruendo un ambiente caldo e misurato, adatto alla fruizione teatrale e alla prossimità con gli spettatori più giovani.
La dimensione tecnica e ambientale dell’intervento si concentra soprattutto sulla circolarità. Il nuovo teatro integra, restaura e riattiva la caserma del 1912 e l’edificio di Ex Machina del 1996, valorizzando le strutture esistenti in calcestruzzo e acciaio e riducendo la necessità di nuove demolizioni. Parte del rivestimento in granito nero dell’ex edificio teatrale di Robert Lepage viene riciclata, mentre la nuova pelle vetrata lavora sulla durabilità e sulle prestazioni energetiche grazie a sistemi di fissaggio con tagli termici. In questo senso, La Caserne non si limita a sovrapporre un nuovo volume a un edificio storico, ma riorganizza ciò che già esiste, rendendo leggibile la stratificazione architettonica come parte attiva del progetto.
Il risultato è un’architettura istituzionale che non separa il tema patrimoniale da quello dell’uso quotidiano.
Scheda breve
client: La Caserne – scène jeune public
opening date: 4 novembre 2025
construction budget: 24,672,000 $
structural/civil: NCK Inc.
mechanical/electrical: Dupras Ledoux Inc.
scenography: Trizart Alliance
acoustics: Bouthillette Parizeau
project management: WSP
general contractor: Les Constructions Béland & Lapointe
photo credits: James Brittain, Vladimir Topouzanov per Photo_02
riconoscimenti: vincitore del concorso 2019 per la ricollocazione del Théâtre Les Gros Becs nella Caserne Dalhousie; finalista ai Prix d’excellence en architecture 2026 dell’Ordre des architectes du Québec





