Questa che stiamo per raccontare è una storia con un finale bello, ambientata nel sud dell’Italia, in Calabria. Una storia in controtendenza con lo stigma che colloca la regione nelle posizioni di coda sia nelle classifiche nazionali, sia in quelle europee relative alla qualità della vita e alla competitività economica. Eppure, la Calabria sta conoscendo un fermento progettuale finalizzato a riqualificare luoghi e aprire prospettive di valorizzazione del territorio.

La "città buona", buona per i suoi cittadini, non si misura sulla monumentalità dei suoi edifici, ma sulla qualità dei suoi spazi collettivi. In questo senso, il progetto di una piazza non è mai un fatto puramente geometrico, ma rappresenta il primo e fondante atto pubblico di un territorio che decide di prendersi cura di se stesso. Abilitare la rigenerazione urbana significa, prima di tutto, attivare le relazioni sociali. Lo spazio pubblico diventa così il termometro della democrazia e della condivisione: un luogo dove la forma dell'architettura incontra i desideri e le necessità dei cittadini, offrendo risposte concrete alla mixitè sociale e intergenerazionale.

In questa storia, tutto parte dal PINQuA, il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell'Abitare istituito per la prima volta nel 2019. Il programma ha poi preso vita con la Legge di Bilancio 2020. Promosso dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, il programma ha finanziato con 2,8 miliardi del PNRR, 159 progetti proposti per la maggior parte dai Comuni e dalle Città metropolitane. 15 milioni di finanziamento sono stati destinati a Corigliano Rossano, allocati in diversi interventi, distribuiti dal centro storico alle periferie: si è aperta una nuova fase di politiche e progetti di rigenerazione urbana con l’obiettivo di costruire comunità nei territori e nelle aree urbane più in crisi, attraverso la realizzazione di infrastrutture sociali.

Corigliano Rossano comprende gli ex comuni di Corigliano Calabro e Corigliano Rossano, due sistemi gemelli caratterizzati da una sequenza di ambienti: montano, mezza costa e costiero - Corigliano Calabro e Rossano sulle alture, Corigliano Scalo e Rossano Stazione nella zona pianeggiante e Lido Sant’Angelo e Schiavonea sul mare, un complesso caratterizzato da connessioni, spesso discontinue, tra i nuclei abitati. Una linea ferroviaria a mezza costa collega i due centri urbani intermedi; le direttrici carrabili mare-monti legano rispettivamente i tre poli e, a collegamento dei centri di mezza costa, è presente anche la strada statale 106.

Per il quartiere di Schiavonea, piazza santa Maria ad Nives rappresenta un luogo centrale in cui convergono la viabilità carrabile, aree verdi, elementi del patrimonio storico locale. Attorno a essa si raccolgono gli edifici più significativi del patrimonio edilizio locale come il palazzo delle Fiere (detto anche “Quadrato Compagna”), l’edificio Taverna, la Torre del Cupo, la chiesa parrocchiale, il Santuario di Santa Maria. Partendo da uno stato di fatto che trasferiva l’impressione di disordine, ingombro e degrado - pavimentazione disconnessa e usurata e traffico poco organizzato - il progetto ha realizzato una community hub che ha assunto a fulcro il Palazzo delle Fiere, trasformandosi in un luogo polifunzionale che ha riattribuito significato e riconoscibilità alla città.

La sostituzione della pavimentazione asfaltata esistente con un nuovo manto stradale, in continuità con la pavimentazione interna del Palazzo delle Fiere, ha realizzato una sorta di filo rosso che si prolunga fino all’Edificio Taverna. La distribuzione dell’arredo urbano e la riqualificazione dell’area a verde, attraverso la messa a dimora di specie arboree tipiche della macchia mediterranea, sono stati elementi essenziali della trasformazione dello spazio pubblico.
Più di 6.000 metri quadrati - che equivalgono alla dimensione di un grande supermercato di quartiere con area di parcheggio annessa - sono destinati a spazio pedonale; una superficie equivalente a un quarto di un campo da calcio (1.300 metri quadrati) accoglie il verde naturale. Questi sono stati gli elementi progettuali per ridisegnare la piazza, rendendola pedonale; le strade parallele al palazzo delle Fiere sono state anch’esse trattate con materiale minerale alternato ai marciapiedi in pietra. La piazza è diventata un sistema unico e completo, un luogo accessibile, confortevole, spazio di condivisione e accoglienza.

“A Corigliano Rossano, con la piazza Santa Maria ad Nives, abbiamo voluto dimostrare che la rigenerazione non deve appartenere solo alle grandi metropoli, ma deve abitare ogni scala e ogni contesto, soprattutto nel nostro sud. Restituire la piazza alla dimensione pedonale, ridefinirla attraverso la materia locale, la luce e il verde, significa fare dello spazio pubblico un’infrastruttura sociale e culturale. È l'architettura che smette di essere solo manufatto e diventa scenario di vita, di incontro e di comunità”, Alfonso Femia.

La pavimentazione è costituita da una successione di pietra chiara e pietra grigia disposte “a correre”, diverse per tessitura e finitura, con un disegno alternato per larghezze che, cometappeti, si sviluppano lungo la direzione della facciata dell’edificio. Gli allineamenti della pietra disegnano i limiti dei campi dei “tappeti” attraverso una finitura lucida continua sulla lunghezza, intervallati da elementi perpendicolari dello stesso tipo. L’asse di accesso all’edificio delle Fiere è lasciato libero e termina con un transetto che alterna lo spazio vegetale a una pavimentazione in ceramica bollettonata.

Una massa arborea densa filtra e porta ombra alla piazza nelle stagioni calde. Le piante monumentali di grandi dimensioni e quelle più piccole sono state ricollocate all’interno del transetto. Due i criteri di scelta: la condizione climatica e il carattere ornamentale che sono stati declinati sulla velocità di accrescimento, sull’habitus, ma anche sull’effetto paesaggistico, di arredo urbano, di resistenza all’inquinamento, sulle opportunità di gestione e manutenzione e, non da ultimo, sugli aspetti economico operativi. L’illuminazione è stata componente essenziale, non accessoria, del progetto di rigenerazione dell’area, composta da una successione di scene a basso impatto luminoso, ombre e riflessi che si relazionano con il costruito per riscoprire l’esistente e valorizzare il nuovo spazio.
“Nell’accezione di paesaggio come elemento democratico che appartiene a tutti gli individui, progettare le città significa progettare gli scenari della vita pubblica, creando una dimensione di “bellezza” che lo renda vivibile e fruibile: è stato questo il nostro impegno per la piazza di Schiavonea a Corigliano”, ha dichiarato Michelangelo Pugliese.
Scheda progetto
Progetto: piazza Santa Maria Ad Nives
Luogo: Corigliano Rossano, Cosenza
Committente: Comune di Corigliano Rossano
Progetto architettonico e paesaggistico: Alfonso Femia / Atelier(s) Alfonso Femia con Michelangelo Pugliese (architetto paesaggista) e Giorgio Cofone
Architetto: Alfonso Femia
Coordinamento: Simonetta Cenci / Atelier(s) Alfonso Femia
Direzione Lavori, CSP e CSE: Michelangelo Pugliese
Responsabile di progetto: Carola Picasso / Atelier(s) Alfonso Femia
Gruppo di progettazione: Simonetta Cenci, Alfonso Femia, Carola Picasso, Gloria Cilauro, Basha Sikkander, Enrico Martino, Sara Massa, Silvia Perego
Collaboratori: Alessio Castellino, Francesca Costantino Scirocco
Superficie: 6.000 m2
Costo: 1.085.000 €
Inizio lavori: 2025
Inaugurazione: 2026





