Il progetto di recupero dell'ex Convento di Santa Chiara che comprende la realizzazione del nuovo Centro Socio Riabilitativo Residenziale “Dopo di Noi” è stato sviluppato dallo studio Stefano Boeri Interiors, fondato dall'arch. Stefano Boeri e dall'arch. Giorgio Donà, in collaborazione con l'ing. Paolo Milani e con un qualificato gruppo di professionisti locali. L'arch. Pier Giorgio Armani ha curato gli aspetti architettonici e di restauro del complesso storico, l'ing. Silvio Carini la componente strutturale, l'arch. Isabella Tampellini gli aspetti urbanistici e procedurali, mentre gli ing. Maurizio Fornasari e Gennaro Schiano Lo Moriello hanno seguito rispettivamente la progettazione degli impianti di climatizzazione e degli impianti elettrici.

Il progetto di recupero dell’ex Convento di Santa Chiara interpreta il complesso storico come un sistema integrato di architetture, spazi aperti e paesaggio. L’intervento prevede il restauro degli edifici esistenti, destinati ad alloggi per studenti, nel rispetto delle caratteristiche storico-architettoniche originarie e in accordo con la Soprintendenza. Le volumetrie storiche vengono recuperate e rifunzionalizzate, valorizzando portici, chiostri e percorsi coperti. Un nuovo edificio ospiterà il Centro Socio-Riabilitativo Residenziale per il “Dopo di Noi”, integrato nel contesto attraverso una reinterpretazione contemporanea dei linguaggi esistenti. Il progetto pone il verde al centro della composizione, attraverso giardini pensili, terrazze e cortili tematici interconnessi. Gli spazi aperti diventano luoghi di relazione, cultura e inclusione sociale, accessibili sia agli utenti sia alla cittadinanza. Lo storico chiostro centrale assume il ruolo di fulcro aggregativo per eventi e attività collettive. Il nuovo Giardino Terapeutico e la Terrazza Comune ampliano le superfici fruibili dedicate al benessere e alla socialità. L’intervento ricuce le diverse stratificazioni storiche del complesso, generando un equilibrio tra memoria, contemporaneità e nuove funzioni urbane.

Con la posa della prima pietra prende ufficialmente avvio la fase di realizzazione dell'Arena Santa Chiara, un nuovo auditorium, a cielo aperto, per la cultura e gli eventi della Fondazione di Piacenza e Vigevano, progettato da Stefano Boeri Interiors.
Pensata come un teatro all'aperto contemporaneo e flessibile, l'arena sarà destinata ad accogliere spettacoli, concerti, rappresentazioni, incontri pubblici e attività culturali, diventando un nuovo punto di riferimento per la vita sociale e culturale della città.

Il progetto nasce da un lavoro di lettura e valorizzazione delle preesistenze storiche rinvenute nell'area. Le antiche fondazioni diventano infatti il fulcro generatore dell'intervento architettonico: elementi integrati nel disegno complessivo dello spazio, capaci di instaurare un dialogo continuo tra memoria e contemporaneità.

L'impianto progettuale si articola attraverso una suddivisione, tramite il disegno della pavimentazione, in tre ambiti principali: il sistema delle gradonate per il pubblico, l'area scenica e una superficie piana, riservata al pubblico, posta alla quota del palco. Questa configurazione consente di accogliere differenti modalità di fruizione e risponde alla natura versatile dello spazio, permettendo l'adattamento a eventi di diversa scala e tipologia, dalle rappresentazioni teatrali alle conferenze, dalle performance artistiche agli appuntamenti pubblici.

Le gradonate costituiscono il principale elemento dell'arena e accolgono circa 200 posti a sedere. Ai loro lati si sviluppano i percorsi di accesso che conducono il visitatore all'interno dello spazio scenico. Scale, percorsi e sedute si fondono così in un unico dispositivo architettonico, capace di organizzare i flussi e al tempo stesso di costruire una forte relazione percettiva tra il pubblico, il palco e le tracce storiche presenti nell'area.

La pedana scenica, posta in diretta continuità con il sistema delle gradonate, si configura come il fulcro dell'arena: un piano essenziale che definisce il luogo della rappresentazione e favorisce una condizione di prossimità e dialogo tra artisti e spettatori.

Un ruolo importante è stato dato anche all’aspetto illuminotecnico per la restituzione delle nuove scenografie luminose. L'illuminazione diventa uno strumento di valorizzazione spaziale, capace di esaltare le qualità materiche del luogo, mettere in risalto le tracce storiche presenti e creare atmosfere differenti in funzione degli eventi ospitati.

A completamento dell'arena, il progetto include una serie di spazi di supporto destinati al backstage, ai servizi tecnici e alle attività funzionali necessarie alla gestione degli eventi. Tali ambienti sono stati sviluppati con particolare attenzione all'ottimizzazione delle superfici disponibili, garantendo efficienza operativa, comfort e piena integrazione con il contesto architettonico esistente.

L'Arena Santa Chiara rappresenta così un intervento che coniuga conservazione del patrimonio, qualità architettonica e vocazione pubblica, restituendo alla città un nuovo spazio culturale capace di attivare relazioni, esperienze e occasioni di incontro nel cuore del complesso storico rigenerato.