L’École Polytechnique di Parigi-Saclay si modernizza costantemente adeguando il campus agli standard internazionali e rendendolo esemplare in termini di sostenibilità e attrattività anche in vista del raggiungimento dell’obiettivo di neutralità carbonica prefisso entro il 2050.

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Si inserisce in questa visione a lungo termine il concorso, vinto da un team di progettazione multidisciplinare, per un nuovo edificio didattico a Palaiseau, indetto nel 2015 e inaugurato nel dicembre 2023, che prevedeva la nuova collocazione di sette importanti scuole di ingegneria denominate Bâtiment d’Enseignements Mutualisés - BEM - nell’Île-de-France. Il programma ha visto la progettazione di spazi tradizionali e di didattica condivisa distribuiti su circa 10.000 mq di superficie, su un altopiano che dal 1976 ospita l’École Polytechnique. Il concept del progetto ha inteso favorire una serie di spazi informali e trasparenti, per abbattere le barriere dell’interazione.

©Sergio Grazia

Cuore dell’edificio l’ampio atrio di 1.000 mq, aperto su 4 livelli, che distribuisce alle aule. L’edificio ospita 1.470 studenti, possiede un grande anfiteatro da 250 posti e tre più piccoli da 80 posti ciascuno, 50 aule, spazi didattici tradizionali, aule per la didattica a distanza e per le videoconferenze, spazi di lavoro collaborativo e project room per favorire interattività e utilizzo di strumentazioni digitali. All’interno dell’atrio le scale sono sospese e interconnesse, partono dal piano terra e raggiungono i piani superiori; piattaforme traforate (circa 1.900 mq per livello) offrono la possibilità di raggiungere le aule seguendo percorsi diversi. L’atrio è inondato di luce naturale, punteggiato al suo intorno da aceri e tigli e connotato da spazi che fungono da “anfiteatri spontanei”. La grande facciata principale trasparente è caratterizzata da un brise soleil, un origami in acciaio lungo 101 metri che protegge la facciata ovest dall’irradiazione diretta. Dal punto di vista tecnologico l’apertura automatizzata della grande facciata permette la ventilazione e il raffrescamento naturale dell’edificio, sistemi di climatizzazione artificiali sono previsti solo per gli anfiteatri.

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Il comfort idrotermico è garantito da una sonda che orienta l’apertura delle lamelle in facciata in base a parametri di umidità e temperature di progetto. L’intreccio di passerelle e scale costituiscono “maschere solari” a protezione del volume interno. La conformazione dell’edificio e il massetto riscaldato nell’atrio favoriscono la riduzione d’uso dei radiatori presenti nelle aule. In continuità visiva e strutturale tra gli interni e gli esterni, bianche colonne in tubolari circolari d’acciaio si sviluppano dal suolo alla sommità, fungendo da vertice dove si congiungono i reticoli della copertura. I connettivi tra i vari livelli, realizzati in carpenteria metallica, risultano sospesi nel vuoto contribuendo a restituire un senso di permeabilità e trasparenza a chi li percorre. Dalla sua posizione sopraelevata il BEM domina l’area di Saclay, dialoga con leggerezza con le superfici circostanti, tra cui un grande parco pubblico di futura realizzazione.

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Scheda progetto
Committente: École Polytechnique, Institut Mines-Télécom, ENSTA ParisTech, ENSAE ParisTech, AgroParisTech, IOGS
Project manager: EPAURIF
Progetto architettonico: Sou Fujimoto Architects (mandatario), Nicolas Laisné Architectes, OXO Architectes - Manal Rachdi, Dimitri Roussel
Progetto strutturale: EGIS Bâtiment
Impresa: NGE
Costruttori metallici e facciate: Fayat Metal, ACML, Bardot, Castel
Courtesy of Fondazione Promozione Acciaio