Progettate a Dakar dallo studio Hardel Le Bihan Architectes, fondato da Mathurin Hardel e Cyrille Le Bihan, insieme all’architetto e artista senegalese Alioune Ba dello studio Alun Be, le residenze studentesche per il campus dell’Università Cheikh Anta Diop costituiscono la prima unità completata di un programma abitativo distribuito tra il campus UCAD e la Cité Claudel. L’intervento, commissionato da AMSA Realty SA con REDMAN per la gestione del progetto, risponde alla crescente domanda di alloggi universitari in un contesto che rappresenta uno degli ultimi polmoni verdi della capitale senegalese. I primi due edifici del Settore A, entrati in funzione nel giugno 2024, accolgono circa 750 studenti.
L’impianto architettonico è organizzato secondo una morfologia compatta e di altezza contenuta, coerente con il tessuto esistente del campus. Ciascun edificio si sviluppa su quattro livelli ed è composto da due ali parallele disposte ai lati di un percorso centrale aperto, concepito come un giardino interno. La distribuzione non è quindi risolta attraverso corridoi chiusi, ma mediante rampe, scale esterne, passerelle e ballatoi protetti dal sole e dalla pioggia, che assumono il carattere di spazi collettivi intermedi e favoriscono la circolazione dell’aria. Ai piani superiori, alcune sale studio sospese collegano le due ali e si affacciano sui giardini della pioggia, mentre il piano terra ospita lavanderie, sale comuni, servizi di portineria e locali commerciali connessi alla vita quotidiana del campus.
La configurazione planimetrica deriva direttamente dall’analisi climatica sviluppata con Elioth by Egis. L’orientamento degli edifici intercetta i venti prevalenti, provenienti da nord-est durante la stagione secca e da nord-ovest nel periodo dei monsoni, canalizzandoli attraverso il vuoto centrale e le distribuzioni aperte. La strategia bioclimatica si fonda su tre principi complementari: limitazione degli apporti solari, inerzia termica dell’involucro e ventilazione naturale, con particolare attenzione al raffrescamento notturno. Aggetti di copertura, sovracoperture ventilate, ballatoi ombreggiati e doppie pareti riducono il surriscaldamento senza compromettere l’ingresso della luce naturale.
Le camere, dimensionate per otto studenti, presentano un interpiano di 3,95 m e sono dotate di dieci aperture, tra finestre scorrevoli e sopraluce collocati in quota, che incrementano il movimento dell’aria e favoriscono la dispersione notturna del calore. Una grande vetrata fissa in vetro retinato, posta accanto alla porta, illumina la parte più interna dell’ambiente. Le finestre principali sono arretrate rispetto ai moucharabieh in laterizio, che proteggono dall’irraggiamento diretto, garantiscono la privacy e consentono di mantenere aperte le aperture anche nelle ore più calde. Nello spazio compreso tra le due pelli dell’involucro trovano posto anche i cavi per stendere il bucato, sottraendolo alla vista e integrando un’abitudine quotidiana all’interno del sistema architettonico.
La struttura portante è costituita da un telaio in calcestruzzo armato con pilastri, travi e solai pieni, scelto come sistema modulare capace di assorbire variazioni distributive e tipologiche all’interno di una matrice costruttiva costante. La ripetizione della campata e degli elementi strutturali ha permesso di adattare gli edifici alle modifiche intervenute durante il lungo processo realizzativo, conservando l’impostazione originaria del progetto. I tamponamenti sono realizzati in mattoni di argilla pieni, mentre elementi traforati dello stesso materiale formano i moucharabieh; il laterizio è impiegato anche nelle pavimentazioni, costruendo una continuità materica tra facciate, percorsi e spazi comuni.
L’impiego del mattone è legato allo sviluppo di una filiera produttiva locale. Il progetto, inizialmente studiato anche attraverso soluzioni in terra, ha portato AMSA Realty ad acquisire nel 2016 la fornace Sofamac di Diass, a circa un’ora e mezza da Dakar, con l’obiettivo di sostenere la produzione senegalese di laterizi in argilla e ridurre la dipendenza da materiali importati. La scelta costruttiva assume così un valore ambientale ed economico, oltre a definire il carattere cromatico degli edifici.
I claustra sono stati sviluppati da Hardel Le Bihan Architectes in collaborazione con Alioune Ba a partire da combinazioni di cerchi, triangoli e quadrati. I motivi geometrici richiamano differenti sistemi simbolici e tradizioni culturali dell’Africa occidentale, dalla medicina Akan all’astrologia Dogon e alla cultura Mandingo, senza tradursi in una decorazione applicata. La trama risponde innanzitutto a esigenze climatiche e funzionali, ma introduce una variazione ritmica capace di interrompere la serialità delle lunghe facciate. Come osserva Alioune Ba, «con il team Hardel Le Bihan abbiamo colto l’architettura come un’opportunità per rivelare su larga scala la ricchezza dei modi di vita degli abitanti della subregione».
Il paesaggio completa il dispositivo bioclimatico. Corti piantumate, fasce ombreggiate e giardini della pioggia favoriscono l’infiltrazione diretta delle acque meteoriche, riducono le superfici impermeabili e contribuiscono a contenere l’effetto isola di calore. La vegetazione, selezionata a partire da specie locali, definisce spazi informali per lo studio e la socialità, mentre alcuni grandi massi preesistenti sono conservati come testimonianza della geologia del sito. Architettura e paesaggio costruiscono così un sistema unitario, nel quale il comfort ambientale deriva prevalentemente dalla forma, dall’orientamento e dalle proprietà dei materiali.
Il progetto ha ricevuto la menzione speciale della giuria al Prix AMO 2024 ed è risultato Jury Winner agli Architizer A+Awards 2026 nella categoria Built - Sustainable Multi-Unit Residential Building.
Scheda progetto
architects: Hardel Le Bihan Architectes, Alun Be
location: Cheikh Anta Diop University, Dakar, Senegal
client: AMSA Realty SA
client
project manager: REDMAN
project leaders: Sara Impera, Clément Bertin, Davide Galli
landscape architect: Niez Studio
structural engineering: EVP
environmental and climatic engineering: Elioth by Egis
area: 120,000 m² complessivi, Settore A 6,200 m²
cost: € 25 milioni
completion: primi due edifici completati nel 2024
awards: Prix AMO 2024, menzione speciale della giuria; Architizer A+Awards 2026, Jury Winner, Sustainable Multi-Unit Residential Building






