L'11 e il 12 novembre ARCHITECT@WORK torna all'Allianz MiCo di Milano. Un appuntamento pensato per architetti, interior designer e professionisti della progettazione, tra prodotti selezionati, seminari accreditati, installazioni e ricerca sui materiali.

Ingresso gratuito previa registrazione on-line

Chi lavora nella progettazione si confronta ogni giorno con una quantità crescente di informazioni. Nuovi materiali, tecnologie, soluzioni costruttive, normative, strumenti digitali. Restare aggiornati è necessario, ma trovare il tempo per approfondire ciò che conta davvero è spesso più complicato.
È anche per questo che ARCHITECT@WORK continua a ritagliarsi uno spazio particolare nel panorama degli eventi dedicati all'architettura.

L'11 e il 12 novembre 2026 la manifestazione torna all'Allianz MiCo di Milano, mantenendo un'impostazione che punta sulla selezione e sulla qualità dei contenuti. Le aziende partecipanti presentano infatti innovazioni valutate da una commissione tecnica indipendente, consentendo ai visitatori di concentrarsi su una panoramica ragionata di prodotti, materiali e soluzioni applicative.

Per chi progetta, la visita diventa così un'occasione per osservare da vicino ciò che sta emergendo nel settore, confrontarsi direttamente con produttori e aziende e approfondire temi che spesso arrivano negli studi professionali soltanto attraverso cataloghi, campionature o presentazioni online.

Accanto all'area espositiva trova spazio il programma culturale dell'evento, dedicato alle trasformazioni che stanno interessando il mondo dell'architettura e del design contemporaneo.

PROGRAMMA DEI TALK

Mercoledì 11 novembre
Ore 13:30
Talk organizzato da Fondazione dell'Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Milano

Ore 15:00
Arch. Gianfranco Tedeschi, Partner di Politecnica
Arch. e Ing. Micaela Goldoni, Partner di Politecnica
in dialogo con 
Arch. Maria Di Benedetto, Esperta in rigenerazione e restauro dei monumenti
Governare la complessità. Il ruolo della progettazione integrata nella rifunzionalizzazione di complessi storici
Intervenire su un complesso storico significa confrontarsi con una stratificazione di vincoli - conservativi, strutturali, impiantistici, normativi - che devono essere governati simultaneamente fin dalle prime fasi del progetto. È in questa capacità che la progettazione integrata ed il cantiere digitale esprimono il loro valore più concreto, permettendo di progettare il futuro prima di costruire: i software e le tecnologie digitali aiutano a prevedere costi, usura dei materiali e impatto ambientale prima ancora di posare il primo mattone. Politecnica porta al talk due storie di successo di seconda vita degli edifici: il primo polo di Recovery Art presso l'ex Caserma Montezemolo di Palmanova (patrimonio UNESCO) e Ars District, la cittadella della cultura sull'ex Arsenale Austriaco di Verona (oltre 27.000 m²). Due contesti accomunati dalla stessa sfida: come trasformare vecchie strutture industriali o storiche senza demolire nulla, facendo coesistere tutela, adeguamento strutturale, sicurezza impiantistica e flessibilità d'uso in un disegno unitario? I progetti diventano il terreno su cui discutere di dialogo con la Soprintendenza, qualità architettonica e rigenerazione al servizio della comunità.

Ore 16:30
Arch. Vittorio Grassi, Founder Vittorio Grassi Architects
in dialogo con
Mirko Tironi, Co-founder & Co-CEO di LUMI Asset Management
Reinterpretare la memoria, progettare il futuro. Gli uffici Genertel a Trieste
Ogni edificio esistente rappresenta un patrimonio di energia, memoria e identità. Il compito dell'architettura e dello sviluppo immobiliare non è sostituirlo, ma dare una seconda vita agli edifici valorizzando ciò che già esiste. Il progetto Genertel nelle ex Distillerie Stock di Trieste dimostra, nel dialogo tra l'Architetto e la società di gestione e sviluppo immobiliare, che la qualità contemporanea nasce dall'equilibrio tra conservazione e innovazione. L'intervento mostra come trasformare un vecchio spazio industriale in uffici moderni e spettacolari senza demolire nulla: il progetto integra spazi trasformabili e soluzioni d'interior senza pareti fisse, in grado di rispondere alla richiesta di flessibilità del lavoro contemporaneo attraverso pareti mobili e arredi multifunzionali. Al contempo, il dialogo tra conservazione e innovazione si riflette negli involucri e nelle superfici intelligenti capaci di migliorare il comfort indoor e l'efficienza energetica, dimostrando che preservare il carattere di un luogo significa renderlo pronto ad accogliere il futuro.

Giovedì 12 novembre
Ore 13:30
Talk organizzato da Fondazione dell'Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Milano

Ore 15:00
Arch. Ico Migliore Co-founder Migliore+Servetto
in dialogo con
Matteo Morandi Presidente Fondazione Morandi 
Non basta che funzioni! What Makes a Project Matter?
Tutti noi sappiamo progettare il corpo di un edificio: struttura, involucro, dettagli, prestazioni. Ma cosa trasforma un progetto corretto in un progetto significativo? Con questo intervento Ico Migliore prova a rispondere a una domanda in apparenza semplice: un progetto ha solo un corpo o ha anche un'anima? Attraverso alcuni casi studio dello studio, tra cui la Fondazione Morandi, l’incontro esplora un design che integra funzione, narrazione, identità ed emozione. La risposta all'evoluzione dei comportamenti passa attraverso la progettazione di spazi trasformabili senza pareti fisse: pareti mobili, arredi multifunzionali e pareti attrezzate capaci di mutare il volto di una stanza e di adattarsi a funzioni liquide (dalla casa-ufficio ai contesti espositivi e culturali). Dal museo allo spazio pubblico, dal wayfinding alla rigenerazione urbana, emerge un approccio in cui architettura e interior design non rispondono soltanto a esigenze tecniche, ma diventano strumenti per orientare, coinvolgere, tessere relazioni e rendere un progetto davvero memorabile.

Ore 16:30
Arch. Alessandro Scandurra, Founder Scandurra Studio
in dialogo con 
Hans Martin Pohl, Presidente Pohl Immobilien
Architettura delle possibilità. Il valore dell’architettura si misura in ciò che permette di accadere
L'architettura non è solo la forma degli edifici, ma soprattutto lo spazio delle opportunità che sa generare: il suo vero valore si misura in ciò che permette di accadere. A partire da questa visione, il talk presenta il caso studio di The Blooming District, l'intervento di rigenerazione urbana che sta dando una seconda vita agli ex magazzini di Brescia, trasformandoli senza demolire in un nuovo sistema integrato di funzioni tra studentato, hotel e residenze. Un percorso raccontato insieme ad Hans Martin Pohl (Pohl Immobilien), committente del progetto, per approfondire le scelte progettuali e tecnologiche alla base dell'intervento: dall'adozione di involucri intelligenti e facciate dinamiche con materiali da rivestimento di nuova generazione capaci di reagire alla luce e alla temperatura per massimizzare il risparmio energetico, all'impiego del cantiere digitale per prevedere usura, costi e impatto ambientale prima della costruzione. Un confronto su come visione comune e tecnologia danno nuova vita e valore futuro alla città.

Tutti i seminari consentono di acquisire crediti formativi professionali, offrendo un ulteriore motivo per dedicare qualche ora alla visita.

ll tema scelto per l'edizione 2026 è SPAZIO VIVO, una riflessione sul carattere sempre più dinamico degli ambienti contemporanei. Spazi che cambiano nel tempo, reagiscono ai comportamenti delle persone, dialogano con il contesto e richiedono un approccio progettuale capace di confrontarsi con questa continua trasformazione. Da questa premessa prende forma anche Action & Reaction, la mostra curata da Baolab che esplora il comportamento dei materiali contemporanei. Il percorso mette in evidenza superfici e tecnologie in grado di interagire con le condizioni ambientali e di contribuire in modo attivo alle prestazioni e alla qualità dello spazio, offrendo uno sguardo su alcune delle direzioni più interessanti della ricerca materica.

La stessa idea di trasformazione attraversa il lavoro di Raffaele Salvoldi, protagonista del progetto artistico dell'edizione 2026. Le sue installazioni, costruite attraverso complessi equilibri di elementi assemblati senza fissaggi permanenti, nascono come strutture temporanee destinate a modificarsi nel tempo. Un approccio che dialoga naturalmente con il tema della manifestazione e con una visione dello spazio inteso come organismo in continua evoluzione.

Ma ARCHITECT@WORK è anche un momento di incontro per una comunità professionale che raramente ha occasioni per fermarsi e confrontarsi lontano dalle scadenze quotidiane. Tra una conferenza e una visita agli espositori, nelle aree lounge e lungo il percorso espositivo, le conversazioni finiscono spesso per spostarsi dai prodotti ai progetti, dai dettagli costruttivi ai problemi comuni che attraversano la professione.

È probabilmente questo uno degli aspetti che molti visitatori apprezzano maggiormente: la possibilità di dedicare qualche ora non soltanto a ciò che stanno progettando oggi, ma anche a ciò che progetteranno domani.

L'accesso all'evento e a tutte le attività è gratuito previa registrazione.
L'appuntamento è l'11 e il 12 novembre 2026 all'Allianz MiCo di Milano.