Nel punto in cui il centro storico di Bolzano incontra la stazione ferroviaria, un'area oggi al centro della trasformazione urbana della città, Park Associati firma La Casa della Mobilità, che riunisce sotto un unico tetto la sede del Dipartimento Infrastrutture e Mobilità, la Ripartizione Mobilità e la STA - Strutture di Trasporto Alto Adige spa.

Il progetto, vincitore di una procedura concorsuale internazionale, interpreta la realizzazione di un nuovo edificio direzionale come occasione per consolidare un comparto in evoluzione, contribuendo alla definizione di un nuovo fronte urbano e di una rinnovata relazione tra infrastrutture, spazio pubblico e città.

L’intervento sostituisce un edificio preesistente non più compatibile con gli standard funzionali e strutturali contemporanei. Al suo posto sorge un volume compatto che ospita circa 6.000 metri quadrati fuori terra e 2.000 interrati, sviluppato su otto livelli emergenti e due piani ipogei. La posizione del lotto, affacciato su una rotatoria e caratterizzato dalla presenza di edifici e infrastrutture eterogenei, ha richiesto un attento lavoro di ricucitura urbana. Il volume definisce un nuovo margine costruito, modellandosi sui lati per generare nuove relazioni con il contesto. Un arretramento del prospetto crea una piccola piazza pubblica che accompagna l’accesso da via Raiffeisen, ampliando lo spazio pedonale e rendendo riconoscibile il punto di ingresso.

La scelta di concentrare il programma in una forma compatta consente di massimizzare la superficie utile e, al tempo stesso, di ottimizzare le prestazioni energetiche dell’involucro. Da questa esigenza funzionale prende forma un’architettura capace di esprimere anche la duplice identità dell’edificio: sede istituzionale e luogo dedicato alla mobilità. Il volume si rastrema progressivamente verso l’alto, richiamando in chiave contemporanea l’archetipo della casa. Un gesto che conferisce riconoscibilità al progetto e che contribuisce a migliorare il rapporto con il traffico veicolare e con gli edifici residenziali circostanti.

I livelli inferiori ospitano diversi uffici e uno spazio intermedio che incoraggia lo scambio tra competenze diverse con aree dedicate alla pausa e alla socialità e contribuisce alla costruzione di una comunità di lavoro unitaria.

Al piano terra si concentrano alcuni spazi comuni in diretto rapporto con il fronte urbano, rafforzando il legame visivo tra le attività dell’ente e la città. Questi spazi sono organizzati attorno a una hall a doppia altezza dal design contemporaneo, concepita come spazio di rappresentanza. L’affaccio del primo livello sulla hall mette in relazione diretta alcuni dei settori di STA con gli spazi comuni dell’edificio.

Ogni settore dispone di uffici direzionali e di spazi dedicati ai team di lavoro, organizzati secondo moduli ricorrenti che hanno guidato sia il layout degli ambienti sia il disegno della facciata.

La facciata, in alluminio, interpreta il dialogo tra innovazione tecnologica e riferimenti al contesto locale. Un modulo regolare, derivato direttamente dall’organizzazione interna degli uffici, scandisce il prospetto attraverso elementi verticali che reinterpretano il disegno delle tradizionali scandole presenti nell’architettura alpina e in alcuni edifici storici della città. Il ritmo della facciata nasce così dalla struttura stessa degli ambienti di lavoro, trasformando un principio organizzativo in un elemento identitario dell’edificio. Le scandole non svolgono soltanto una funzione compositiva: integrano infatti una tecnologia fotovoltaica che consente alla facciata di produrre energia, trasformando l’involucro in una superficie attiva.

La struttura in legno, prevista fin dalle richieste del bando, rappresenta un ulteriore elemento identitario del progetto. Gli ambienti sono stati progettati senza controsoffitti per lasciare visibile la struttura portante e valorizzarne le qualità materiche. Il sistema impiantistico, leggero e facilmente manutenibile, si integra con questa scelta, contribuendo alla flessibilità e alla durabilità dell’edificio nel tempo.

Il tema energetico costituisce uno degli aspetti centrali del progetto. In un territorio caratterizzato da forti escursioni climatiche stagionali, l’edificio è concepito come un organismo capace di garantire elevate prestazioni durante tutto l’anno. La combinazione tra involucro altamente performante, sistemi impiantistici efficienti e produzione energetica integrata contribuisce a ridurre i consumi operativi e apre alla possibilità di condividere eventuali eccedenze energetiche con le infrastrutture per il trasporto pubblico adiacenti.

Anche il progetto del paesaggio partecipa alla costruzione di un ecosistema urbano più resiliente. Le superfici esterne privilegiano soluzioni drenanti, mentre gran parte delle alberature esistenti viene preservata e integrata con nuove piantumazioni. Gli spazi aperti si articolano tra la piazza d’ingresso, l’area esterna sulla rotonda e una zona più raccolta sul retro dell’edificio.

La Casa della Mobilità propone una riflessione sul ruolo contemporaneo degli edifici direzionali: infrastrutture capaci di produrre energia, generare sinergie e contribuire attivamente alla costruzione di una città più connessa ed efficiente.

Scheda progetto
Progetto: La casa della Mobilità
Luogo: Bolzano
Committente: STA - Strutture Trasporto Alto Adige spa
Progettista: Park Associati
Founding partner: Michele Rossi, Filippo Pagliani
Project director: Marco Siciliano
Project leader: Elena Ghetti
Architetto: Daniele Ferrari
Interior designer: Elizaveta Ukhabina
Facade specialist: Enrico Sterle
Landscape designer: Irene Ricciardi
Model maker: Federica Arici
Graphic designer: Caterina Aquili
Visualizations: Stefano Venegoni, Carmine Renalto, Asiia Garipova
Area: 8.231 mq
Procedura certificazioni energetiche: CasaClima