"La sfida era progettare uno spazio che rispondesse alle esigenze della produzione contemporanea senza rinunciare alla possibilità di raccontarla": nelle parole di Germán Fuenmayor, founding partner di Piuarch, è sintetizzato il principio che guida l’ampliamento dello stabilimento Leone 1857 a Collegno, alle porte di Torino: una nuova architettura produttiva di 6.170 m² che accoglie le linee dedicate al cioccolato e, allo stesso tempo, trasforma la manifattura in un percorso accessibile ai visitatori. Realizzato in continuità con il complesso esistente, il progetto costruisce un rapporto diretto tra produzione, spazio espositivo e territorio, dando forma alla Fabbrica della Felicità.
L’intervento nasce da un concorso a inviti del 2019, indicato dallo stesso studio tra i primi premi ottenuti, e accompagna una nuova fase dello sviluppo dell’azienda piemontese, trasferitasi nello stabilimento di Collegno nel 2006. La fabbrica non viene interpretata come un organismo chiuso, riservato esclusivamente alla produzione, ma come un luogo nel quale i processi industriali possono essere osservati e compresi. Trasparenze, corti interne e variazioni di quota costruiscono una sequenza di relazioni visive che mette costantemente in comunicazione chi lavora, chi visita e il paesaggio.
L’organizzazione planimetrica risponde innanzitutto alle necessità del ciclo produttivo. Il nuovo volume è articolato in tre campate longitudinali: quella centrale ospita le linee per la lavorazione del cioccolato, mentre le due laterali accolgono magazzini, locali tecnici e distribuzione. Il layout razionale permette di ordinare i flussi e, parallelamente, di sovrapporre al funzionamento industriale un secondo sistema di percorrenze destinato al pubblico, senza trasformare lo spazio produttivo in una semplice scenografia.
Anche la copertura parte da un elemento tipico dell’edificio industriale. La sequenza di falde inclinate e lucernari rilegge lo shed non come citazione formale, ma come dispositivo ambientale: la luce zenitale entra in profondità negli ambienti di lavoro, affiancandosi alle ampie superfici vetrate e agli affacci verso la corte verde interna. La qualità dello spazio di produzione diventa quindi parte integrante dell’architettura, con ambienti ariosi nei quali illuminazione naturale e relazione con l’esterno contribuiscono al comfort dei lavoratori.
È però nella sovrapposizione tra ciclo produttivo e percorso pubblico che il progetto assume la propria specificità. L’ingresso conduce a una lobby a tutta altezza che riunisce reception, caffetteria e area vendita, affacciandosi su un giardino interno. Da qui prende avvio una grande rampa elicoidale che funziona contemporaneamente come elemento distributivo e dispositivo narrativo. Salendo, il visitatore viene progressivamente portato alla quota del percorso espositivo, che attraversa l’edificio costeggiando le linee produttive e alternando spazi polifunzionali, ambienti esperienziali e punti di osservazione sulla manifattura.
"L’architettura diventa così il mezzo attraverso cui la manifattura si rende visibile, trasformando la visita in un’esperienza diretta del lavoro, della materia e della cultura produttiva di Leone", prosegue Germán Fuenmayor. Il museum design e i contenuti, curati da Luca Molinari Studio con il set design di Studio Paolo Monzeglio, si inseriscono infatti in un percorso nel quale l’allestimento non sostituisce l’osservazione del processo reale. Variazioni di quota, aperture e superfici trasparenti permettono di seguire le lavorazioni da differenti punti di vista e di leggere la fabbrica come parte dell’esperienza espositiva.
La sequenza termina nell’arena, uno spazio a gradoni collocato nel punto di connessione visiva tra il nuovo intervento e lo stabilimento precedente. Da una parte lo sguardo raggiunge la corte piantumata e la nuova produzione del cioccolato, dall’altra torna verso gli ambienti nei quali continuano a essere realizzate le Pastiglie Leone. Nuovo ed esistente rimangono così riconoscibili, ma vengono riuniti all’interno di un racconto unitario.
Lo stesso principio informa il disegno del fronte principale, pensato da Piuarch per ricomporre in un’unica facciata il nuovo ampliamento e gli edifici preesistenti. Il riferimento all’architettura industriale piemontese passa soprattutto attraverso la materia. Un rivestimento ceramico ventilato si articola in due registri: nella parte superiore la terracotta naturale rimanda al laterizio degli edifici produttivi di fine Ottocento, mentre alla base elementi smaltati policromi introducono i colori associati all’identità di Leone e alle confezioni delle sue pastiglie.
La variazione cromatica non costituisce tuttavia una semplice applicazione grafica del marchio all’edificio. La composizione è concepita come un sipario che progressivamente lascia emergere il mondo produttivo interno, mentre le vetrate costruiscono una relazione più diretta tra involucro e attività. La facciata diventa in questo modo un elemento di mediazione tra memoria manifatturiera e trasformazione contemporanea dello stabilimento.
Alla realizzazione dell’involucro partecipano Aliva per la facciata ventilata e Ceràmica Cumella per il rivestimento in gres, mentre le strutture prefabbricate sono state fornite da Moretti Prefabbricati. Il progetto strutturale e quello impiantistico sono curati da Politecnica; Franco Brugo e Paola Zavattaro Architetti firmano invece il progetto del paesaggio. L’intervento, realizzato dall’impresa Cogefa, ha ottenuto la certificazione LEED Gold.
Le strategie ambientali sono integrate nella configurazione stessa dell’edificio: illuminazione naturale degli spazi produttivi, efficienza energetica, attenzione alla qualità degli ambienti interni e incremento delle superfici verdi concorrono alla costruzione di un organismo pensato per adattarsi nel tempo alle evoluzioni della produzione. Leone presenta infatti la nuova fabbrica come un sistema che integra attività produttive, museo esperienziale, shop, caffetteria e spazi di accoglienza, facendo della visita un ulteriore livello funzionale dell’insediamento industriale.
Scheda progetto
Architettura: Piuarch
Strutture: Politecnica
Impianti: Politecnica
Progetto del paesaggio: Franco Brugo e Paola Zavattaro Architetti
Museum design and content: Luca Molinari Studio
Set design: Studio Paolo Monzeglio
Impresa: Cogefa
Facciata ventilata: Aliva
Rivestimento in gres della facciata: Ceràmica Cumella
Strutture prefabbricate: Moretti Prefabbricati
Certificazione: LEED Gold
Fotografie: © Andrea Martiradonna






