L’8 novembre Listening porta due estratti del Quatuor pour la fin du Temps (1941) di Olivier Messiaen nel rifugio antiaereo situato sotto lo Studio storico di Piero Portaluppi. Saranno eseguite Abîme des oiseaux e Louange à l’Éternité de Jésus, in un’esperienza intima d’ascolto che mette in relazione suono, tempo, spazio e corpo.

L’esecuzione di Intermède, quarto movimento del Quatuor, nello Studio storico, segna il passaggio tra l’esperienza raccolta del bunker e il successivo talk, concepiti come momenti complementari di un unico percorso in cui la performance musicale si apre al confronto e alla condivisione dei saperi.
Con Listening, Studio Portaluppi inaugura C’est l’heure de bien faire, un programma culturale che esplora l’architettura come esperienza sensoriale. La performance parte da una concezione dell’ascolto come esperienza attiva. La prossimità tra pubblico e musicisti, l’acustica dello spazio e la propagazione delle vibrazioni avvicinano l’ascolto alla materia stessa del suono. I musicisti entrano in relazione con lo spazio, adattando e modulando la propria interpretazione in risposta alle sue caratteristiche acustiche.

In una prospettiva fenomenologica, ascoltare diventa così un esercizio di attenzione e una forma di percezione attraverso cui conoscere lo spazio con il corpo, modificando la nostra relazione con l’architettura. Al centro della ricerca di Listening vi è la figura di Olivier Messiaen: compositore, pianista, organista, ornitologo e pedagogo, il cui universo creativo attraversa musica, natura, spiritualità, colore e sistemi ritmici complessi. Il canto degli uccelli diventa materiale musicale; le armonie sono associate a precise combinazioni di colori; il ritmo diventa strumento per mettere in discussione la percezione lineare del tempo. Pur essendo profondamente radicato nella tradizione della musica classica, il suo lavoro ha contribuito alla formazione di protagonisti della musica concreta ed elettronica, facendo di Messiaen un importante ponte tra tradizione e sperimentazione musicale.

Il Quatuor pour la fin du Temps, una delle opere più significative della musica da camera del Novecento, fu composto da Messiaen durante la sua prigionia nello Stalag VIII-A, nei pressi di Görlitz, dove venne eseguito per la prima volta nel gennaio del 1941, con il compositore al pianoforte. Nel bunker, i due movimenti, il terzo, Abîme des oiseaux, per clarinetto solo, e il quinto, Louange à l’Éternité de Jésus, per violoncello e pianoforte, costruiscono un loop dall’abisso all’eternità, dalla finitezza del tempo alla sua dissoluzione. «L’Abisso è il Tempo», scrive Messiaen; gli uccelli ne sono invece «il contrario», espressione del desiderio di luce, stelle, arcobaleni e canto. Dall’abisso si passa così alla Louange à l’Éternité de Jésus, dove il tempo sembra dilatarsi. Ispirato all’Apocalisse di San Giovanni e all’annuncio dell’Angelo - «Non vi sarà più Tempo» - il Quatuor interroga il tempo tanto nella sua dimensione spirituale quanto nella sua costruzione musicale.

Messiaen ne sovverte la concezione convenzionale attraverso strutture ritmiche particolari, tra cui i cosiddetti «ritmi non retrogradabili», palindromi costruiti in modo da rimanere identici se percorsi nelle due direzioni. Un’installazione di luci, curata dal regista teatrale Fabrizio Visconti insieme al lighting designer Guido Bianchi, accompagna la performance evocando le associazioni cromatiche che Messiaen stesso descriveva in relazione alle armonie della propria musica.
Alle ore 18.00, nella sala riunioni dello Studio storico, l’esecuzione di Intermède, quarto movimento del Quatuor, per violino, clarinetto e violoncello, apre il talk Progettare l’invisibile, concepito come una tavola rotonda informale in cui musicisti, progettisti ed esperti del suono si confrontano con il pubblico. Le suggestioni generate dalla musica diventano il punto di partenza per un dialogo tra discipline diverse, intorno a uno dei temi fondanti della ricerca di Studio Portaluppi: la capacità di sintonizzarsi con gli elementi invisibili dello spazio per amplificare la percezione sensoriale ed emotiva, riducendo la dipendenza dal linguaggio convenzionale e aumentando l’interazione personale.

Moderato da Julia Koropoulos, l’incontro vedrà la partecipazione di Elena Lasala, pianista; Luca Ciammarughi, pianista, musicologo e conduttore radiofonico; Filippo Taidelli, fondatore di Filippo Taidelli Architecture; e Giorgio Caimi, Direttore Tecnico e responsabile Open Lab di Caimi Brevetti. La conversazione prenderà avvio dal linguaggio musicale di Messiaen e dall’esperienza nel bunker, per esplorare la prospettiva di chi interpreta la sua musica, l’atto creativo in condizioni di costrizione e le relazioni tra suono e spazio costruito. Le parole dello stesso Messiaen entrano inoltre nel progetto attraverso una produzione grafica testuale e visivo con art direction di Biffipol.

PROGRAMMA
Olivier Messiaen Estratti dal Quatuor pour la fin du Temps (1941)
BUNKER | Ore 17.00 e 17.30 Musica da camera Due sessione di ascolto | durata circa 20 minuti ciascuna
Abîme des oiseaux Selene Framarin, clarinetto
Louange à l’Éternité de Jésus Martina Rudic, violoncello Elena Lasala, pianoforte
STUDIO STORICO | Ore 18.00 Musica da camera | durata circa 2 minuti
Intermède Selene Framarin, clarinetto Alexia Tiberghien, violino Martina Rudic, violoncello
TALK | A seguire Progettare l’invisibile






