Nel cuore di Philadelphia, lungo il Benjamin Franklin Parkway, Calder Gardens si configura come un dispositivo spaziale complesso in cui architettura, paesaggio e arte si intrecciano in un’unica esperienza. Il progetto, firmato da Herzog & de Meuron con il paesaggista Piet Oudolf, nasce per accogliere e reinterpretare l’opera di Alexander Calder, superando la tradizionale idea di museo a favore di un ambiente dinamico e contemplativo allo stesso tempo.
L’intervento si sviluppa su un lotto di circa 7.300 metri quadrati e si articola come una sequenza coreografata di spazi che accompagna il visitatore da una dimensione urbana a una più raccolta e introspettiva. L’edificio si inserisce nel paesaggio con un approccio volutamente discreto: la facciata nord è rivestita in metallo riflettente, capace di dissolvere i confini tra costruito e natura, mentre quella sud richiama la semplicità materica delle architetture vernacolari care allo stesso Calder.
Più che un oggetto architettonico autonomo, Calder Gardens si configura come un “giardino con edificio”, un sistema in cui spazi interni ed esterni si alternano e si contaminano. Il percorso espositivo si sviluppa prevalentemente al di sotto del piano di campagna, articolandosi in una successione di gallerie illuminate naturalmente, che inquadrano tanto le opere quanto i giardini circostanti. Grandi superfici vetrate stabiliscono una continuità visiva costante, trasformando il paesaggio in una vera e propria estensione dello spazio espositivo.
Il progetto del paesaggio, curato da Piet Oudolf, gioca un ruolo centrale nella definizione dell’identità del complesso. I giardini, organizzati in diverse aree tematiche, ospitano oltre 37.000 piante e più di 250 varietà, dando vita a un sistema naturalistico che evolve nel corso delle stagioni. L’approccio privilegia una vegetazione perenne e spontanea, capace di generare una percezione dinamica e non predeterminata dello spazio, in contrasto con i modelli più tradizionali di giardino formale.
La relazione tra architettura e paesaggio è concepita come un continuum: elementi come il Sunken Garden o il Vestige Garden penetrano all’interno dell’edificio, mentre le gallerie si aprono verso l’esterno, dissolvendo ogni gerarchia tra interno ed esterno. Questo dialogo è ulteriormente rafforzato dalla scelta dei materiali: calcestruzzo in diverse finiture, legno e acciaio definiscono spazi essenziali, pensati per amplificare la presenza delle opere senza sovrastarle.
Dal punto di vista ambientale, il progetto integra strategie sostenibili sia a scala edilizia sia paesaggistica: oltre la metà del volume è interrato, contribuendo al controllo termico, mentre il sistema vegetale favorisce la riduzione dell’effetto isola di calore e promuove la biodiversità urbana.
Calder Gardens si propone così come un’esperienza spaziale in cui arte, architettura e natura si fondono in un unico racconto, restituendo al visitatore una dimensione di fruizione lenta e immersiva. Più che un museo, un paesaggio abitato dall’arte, capace di mutare nel tempo e di ridefinire continuamente il rapporto tra opera, spazio e percezione.
Scheda progetto
Progetto:
Calder Gardens
Luogo:
Philadelphia, USA
Committente
: Calder Foundation, New York
Progetto architettonico: Herzog & de Meuron
Partner
: Jacques Herzog, Pierre de Meuron, Jason Frantzen
Architetto associato:
Ballinger (Philadelphia)
Progetto del paesaggio:
Piet Oudolf
Ingegneria:
Guy Nordenson and Associates con Ballinger; Alfieri; Pennoni
Impresa: L.F. Driscoll / BFW Group
Superficie:
area circa 7.300 m²; edificio circa 1.670 m²
Certificazione:
LEED Silver (in corso)
Completamento:
2025
Crediti immagini e disegni
Fotografie:
Tom Powel Imaging
Iwan Baan
Fotografie storiche:
Herbert Gehr
Herbert Matter
Disegni architettonici
: Jacques Herzog
Disegni paesaggistici
: Piet Oudolf
Artwork
© Calder Foundation, New York / Artists Rights Society (ARS), New York





