approfondimento – Lo studio della cupola di San Pietro presentato alla Casa dell'architettura di Roma lo scorso 6 aprile, si pone come esempio eccellente di monitoraggio strutturale interdisciplinare, nonché come corretta metodologia di conservazione del valore di un monumento storico.

"Due sono gli aspetti fondamentali della metodologia di indagine adottata: da un lato una ricerca archivistica estremamente analitica, per estrarre le informazioni direttamente dai documenti originali; dall'altro un minuzioso lavoro di analisi diretta del monumento, per confermare, correggere o smentire le ipotesi formulate in sede archivistica. Per quanto riguarda la costruzione dellaportiana, ad esempio, questo ha permesso l'individuazione e la conferma della posa di 7 cerchi di ferro (5 nelle calotte e 2 nella lanterna) e di 48 catene ad essi collegate nonché di 64 sprangoni nei costoloni." Così ha introdotto il suo studio l'architetto Marta Carusi, autrice dei lavori. L'aspetto fondamentale del suo lavoro è basato sull'integrazione di tre elementi distinti: la trascrizione e studio dei documenti di cantiere per conoscere struttura dellaportiana; la raccolta e analisi dei dati prodotti nei 400 anni circa di vita della cupola per attualizzare la struttura ad oggi; il rilievo dell'attuale quadro fessurativo e degrado del monumento. Diversi studiosi nel tempo hanno letto le fonti storiche legate alla Cupola del Michelangelo, ma per la prima volta si è cercato di valutare l'attendibilità dei manoscritti testando sul campo, anche attraverso analisi strumentali, (svolte in collaborazione con il Laboratorio SGM) le ipotesi formulate sulla base dei documenti archivistici.

"E' stato rinvenuto il quadro fessurativo del 1680, il cui confronto con quello vanvitelliano del 1743 permette di comprendere il comportamento che la cupola ebbe durante il terremoto del 1703…Si sono riportate alla luce 26 straordinarie composizioni fotografiche risalenti al 1857, che documentano il quadro fessurativo dei contrafforti del tamburo; grazie a queste è stato possibile affermare che non tutti i disegni attribuiti al lavoro di Vanvitelli sulla cupola sono, in realtà, di Vanvitelli e della cupola." Questi dati citati dall'architetto Carusi mettono in luce come, durante la sua vita, il monumento sia stato sempre monitorato. A partire dalla fine del '700, il controllo assunse una veste più scientifica e iniziò un'attenta valutazione di tutti gli elementi, che cominciarono ad essere registrati in schede particolareggiate. Un documento risalente al 1794 è particolarmente significativo. Suddiviso in 220 tabelle, la fonte registra puntigliosamente ogni evento. Nel 1817 venne ripreso l'aggiornamento di queste tabelle ed oggi i dati sono stati trascritti digitalmente creando così una sorta di "fascicolo del fabbricato" con l'auspicio che questo possa essere periodicamente aggiornato e accompagni la famosa cupola negli anni a venire affinché il suo valore sia preservato intatto in futuro.

"La conoscenza approfondita del nostro patrimonio edilizio storico, ci consente di acquisire la consapevolezza di ciò che abbiamo di fronte e di individuare la strada per evitare di "perdere" questa ricchezza e contemporaneamente di farne emergere il "valore"… Questo auspica Marta Carusi, invitando a porre l'accento sulla necessità che lavori come questo non restino riservati a monumenti eccellenti, ma riguardino tutto il nostro panorama edilizio storico.

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