Testo di Stefano Bernuzzi

EAMES BY VITRA
Fino al 28 settembre 2007
Milano
   Testo di Stefano Bernuzzi

Eames & Vitra rappresenta uno di quei binomi inscindibili che hanno
profondamente segnato la reciproca avventura professionale nonché la storia del
design. La collaborazione tra la coppia di architetti, designers, registi e
fotografi americani e l'azienda svizzera è durata per circa quarant'anni e, in
altre forme forme che superano la produzione di prodotti tuttora in catalogo,
continua ancora oggi. Vitra infatti dal 2005 ha istituito la Fondazione Eames e
ha organizzato la grande mostra itinerante "L'opera di Charles e Ray Eames" che
ha toccato Milano nel 2002.
Negli stessi spazi della Triennale che ospitarono
quella importante monografica, torna oggi una piccola ma significativa mostra
che incentra tutta l'attenzione sul rapporto Eames-Vitra, iniziato nel 1953 con
la prima visita negli Stati Uniti di Willi Fehlbaum e il primo incontro con
Charles e Ray. Un rapporto che si basa sulla condivisione della medesima
filosofia di proporre un design semplice, lineare, basato su poche forme e
materiali e soprattutto che arrivi direttamente all'utilizzatore finale. Secondo
quest'idea sono nati prodotti come Aluminum Chair e il Soft Pad Group, la Eames
Plastic Chair o la Lounge Chair, il Plywood Group e il Wire Chair Group,
Suddivisa in cinque blocchi monotematici legati ai materiali ed esposti in
altrettanti contenitori, l'esposizione ripercorre l'evoluzione di questi
prodotti evidenziandone le caratteristiche tecniche e costruttive, grazie anche
all'apporto di fotografie e filmati d'archivio. Ogni serie legata a un sing!olo
materiale - alluminio, acciaio, legno, plastica - a suo modo ha esercitato una
decisa influenza sulla storia del design, sul piano formale o produttivo, basti
pensare alle decine di passaggi necessari per produrre la Lounge Chair (1956),
che la rendono più vicina ad essere un prodotto artigianale, o a La Chaise
(1948), icona del design organico che permette un'infinita possibilità di sedute
ma che sembra essere uscita da una fantasia di Dalì. E ancora l'appendiabiti
Hang it all (1953) disegnato appositamente per i bambini con le caratteristiche
sfere colorate che richiamano l'iconografia dell'atomo o gli Stools (1960)
realizzati per il Rockfeller Center come se fossero i pedoni degli
scacchi.
Significativo per capire l'approccio degli Eames verso il design è
un oggetto che apparentemente ha poco a che vedere con questa disciplina, il
Plywood Elephant del 1945, una seduta-gioco per bambini dall'elaboratissimo
processo produttivo bastato sulla piegatura del legno multistrato, dalla valenza
più scultorea e artigianale, ma che non è mai uscito di produzione e che
quest'anno viene ri-editato in occasione del centesimo anniversario della
nascita di Charles Eames. L'originalità del contributo dato da Charles e Ray al
design del XX secolo è tale che non sorprendono i numerosi tentativi di plagio
dei loro progetti e questa mostra, a suo modo "aziendalista", vuole rimarcare
proprio questo gap tra originali e copie. Come sottotiolo o corollario sarebbero
state bene queste parole di Eames Demetrios, nipote di Charles: "Se non è Vitra
non è Eames. Punto."

Eames by Vitra
Triennale di Milano
Fino al 28 Settembre 2007
Orario:
10.30 - 20.30, chiuso lunedì
www.triennale.it

Wire Chair, 1951
Plywood Elephant, 1945 La Chaise, 1948 Lounge Chair & Ottoman, 1956 Hang it all, 1953 Stool, 1960

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