Progetto di corte con torre a
Ratisbona

Maria Grazia Eccheli e Riccardo Campagnola

Il progetto sceglie di coinvolgere nelle destina zioni richieste dal bando
anche quelle ospitate negli edifici confinanti (uno Jugendzentrum ed un piccolo
teatro) e, da ultimo ma decisivo, il cieco fronte posteriore di una casa
d'abitazione.
Nel progetto, la corte è definita da logge sovrapposte che
s'innalzano su di un alto basamento.
La loro forma - senza serramenti, in
una forse impossibile evocazione della diagrammatica immediatezza costruttiva di
noti disegni dell'Architektonische Lehrbuch schinkeliano - si presenta integra
soltanto in corrispondenza della nuova scuola; essa tuttavia sembra quasi
prevedere le modificazioni imposte dal variare delle destinazioni. Al progetto
non rimane che preservare al non-finito della corte una ancor riconoscibile
tensione al suo impossibile compimento: pur scontando il destino d'incompletezza
di molti corti di Regensburg, ne vorrebbe tuttavia evitare ogni aspetto
narrativo e "caratteristico".
La soluzione analitica dei fronti esterni è
soprattutto una risposta alle diverse attese dei luoghi che si sono venuti a
creare allorché un "vuoto urbano" ha ampliato a dismisura gli esigui vicoli
(l'Im Drießl e lo Scheugässchen) che originariamente delineavano il lotto.

Quel vuoto, in cui si vanifica la stretta consequenzialità dello Strassenbau
medioevale, possiede tuttavia l'inaspettato pregio di rendere leggibile e
didascalica, quasi vera e propria sezione della città antica, la complessa
struttura urbana.

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