Nuove opere – Abbiamo visitato la nuova sede italiana di Schüco, un progetto nel quale l’architettura diventa sintesi di ambizioni ed esigenze di sviluppo, di benessere e confort delle persone, di innovazione e tecnologia, di efficienza energetica.

Nel marzo 2008 Schüco, individua un fabbricato industriale da riqualificare nella zona industriale di Padova. Lo studio B+B Associati, degli architetti trevigiani Renato Bredariol e Marco Bonariol, riceve l'incarico di elaborare in pochi giorni un progetto di fattibilità che soddisfi il programma richiesto da Schüco.
L'idea, che coniuga un'architettura espressione di rigorosa ricerca compositiva con efficienza energetica, confort e sostenibilità, viene accolta con entusiasmo con due vincoli inderogabili: la data di consegna dell'immobile e il budget prefissato. Il proposito di recuperare un complesso industriale esistente, risalente all'inizio degli anni '90 insediato in un'area di oltre 31.000 mq, piuttosto che la realizzazione ex novo, oltre che essere un tema di estrema attualità nel dibattito architettonico contemporaneo, è stata una scelta della committenza, sensibile alle tematiche ambientali, per il valore aggiunto rappresentato dal fatto di non “consumare” territorio inedificato.
Le linee guida adottate nel progetto sono state:
- composizione planimetrica e prospettica dei nuovi volumi con quelli esistenti, loro rapporto, connessione e armonizzazione finalizzati ad una “lettura” unitaria dello stabilimento, ottimizzazione logistica/funzionale dello stabilimento, nonostante la complessità e l'articolazione che lo contraddistinguono;
- efficienza energetica del fabbricato e integrazione delle tecnologie per l'involucro edilizio e degli impianti Schüco che utilizzano fonti energetiche rinnovabili.
Il contesto con cui si è confrontato il progetto dell'intervento è la zona industriale di Padova, una delle maggiori del nord Italia, scandita da una piatta successione di fabbriche, in cui la qualità architettonica è pressoché assente, inserite in un reticolo viario anonimo nella sua regolarità.
L'assenza di elementi significativi di dialogo ha determinato scelte progettuali “introverse” in cui le varie parti costruite hanno il loro fulcro nello spazio verde ricavato tra il nuovo corpo direzionale/espositivo e il capannone esistente, schermato da un lungo muro curvo in calcestruzzo armato che si contrappone agli spazi espositivi a doppia altezza.
Il nucleo pensato pertanto è un vuoto, non un pieno, un'area verde, non un volume costruito.
Il progetto nasce dalla ricerca compositiva di forme e volumi rigorosi e essenziali, non delegando ai materiali ruoli risolutivi; il dinamismo di linee, percorsi e rapporti tra le parti persegue l'obiettivo di trasmettere un'immagine “viva” e in evoluzione dell'azienda, stabilendo sempre diversi rapporti visivi tra interno/esterno, tra interno/interno, tra luoghi di lavoro e spazi di pausa.
Due segni forti caratterizzano il progetto: il lungo e articolato percorso trasversale al primo piano, vera “spina dorsale” dell'edificio, parallelo al fronte est in cui si innestano e rapportano le varie parti e che si conclude in un bowindow che emerge dal fronte sud.
A questo asse si contrappone, intersecandolo, il lungo setto curvo in calcestruzzo armato facciavista che, allo stesso tempo, racchiude lo spazio verde, indirizza lo sguardo, scherma il capannone, diviene l'affaccio del ristorante aziendale e dell'ala ad uffici superiore.
Raggiunto il fronte principale, il setto in calcestruzzo si piega verso nord a formare un angolo acuto che, assieme alla pensilina triangolare a sbalzo, inquadra la facciata vetrata a due livelli del blocco uffici ristrutturato; un'ampia passerella vetrata collega questo volume con il nuovo corpo direzionale a tre piani rivestito in pannelli lignei che, sul fronte est, formano una cornice aggettante che racchiude la facciata a due livelli degli uffici dirigenziali.
Il nuovo blocco costruito è la somma di due volumi che si compenetrano, i cui slittamenti in pianta e in alzato determinano le doppie altezze della reception e delle showroom. Le linee che definiscono i volumi e i percorsi provocano tensioni visive e incrementano la fluidità delle connessioni tra le parti.
Il rivestimento in lamiera ondulata unifica i nuovi corpi con quelli esistenti con la sola eccezione dell'alto volume del nuovo magazzino automatizzato in colore grigio scuro.
Il luogo in cui lavora il team Schüco Italia da poche settimane, insomma, ha l’ambizione di diventare un esempio virtuoso di massimizzazione del comfort abitativo e del risparmio energetico. Con le parole del Direttore generale Brovazzo: “un luogo in cui tutto il team si senta a proprio agio e respiri la consapevolezza di appartenere a un' azienda che svolge un ruolo importante, in cui i visitatori, clienti e fornitori, possano immediatamente percepire la qualità di ciò che noi di Schüco cerchiamo di fare ogni giorno...la nostra nuova casa unisce idealmente la cultura latina e mediterranea, conviviale e creativa con la coscienza ambientale ormai diventata guida dell'architettura dei paesi nordici e, in particolare, della Germania”.
Un luogo in cui la bellezza viaggia parallelamente al comfort e all'efficienza energetica.





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Efficienza

scheda progetto

Luogo: Padova

Committente: Schüco International Italia s.r.l

Progettista: B+B Associati_Arch. Renato Bredariol, Arch. Marco Bonariol

Collaboratori: Boris Vendramin, Manuel Guadagnin, Martina Zanette, Francesco Zannier

Impresa di costruzione: CEV s.p.a.

Fotografo: Daniele Domenical

Tempi progetto: 2008

Tempi di realizzazione: 2009

Superficie costruita mq: 31.401

scheda azienda

Nome: Schüco International Italia Srl

Indirizzo: via del Progresso, 42

Città: Padova

Cap: 35127

Provincia: PD

Regione: Veneto

Telefono: 049 7392000

Fax: 049 7392202

e-mail: info@schueco.it

Web: www.schueco.it

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