Il festival dell'architettura di Parma
intervista a Carlo Quintelli
Tiziana Contri

   Dal 20 al 26 settembre, per un'intera settimana, la città di Parma è stata pervasa da eventi di alto livello, per qualità e quantità: infatti, lunedì 20 settembre ha aperto i battenti il primo Festival dell'Architettura italiano, dal titolo Eteroarchitettura.

   Sulla base del coordinamento di decine e decine di iniziative e del coinvolgimento di numerosi protagonisti, la prima edizione del Festival ha preso il via con il sostegno della Regione Emilia Romagna, della Provincia e del Comune di Parma, dell'Università degli Studi di Parma, Facoltà di Architettura, in collaborazione con ANCI, DARC, CITTAEMILIA, Villard, CSAC, Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico Demoetnoantropologico della Provincie di Parma e Piacenza, ed altri enti...

CQ: Abbiamo cercato di creare le condizioni per un elevato tasso di coinvolgimento. Non sono state organizzate soltanto mostre e conferenze e non abbiamo pensato solo agli architetti e ai progettisti. A questi, certamente, erano rivolti i 3 concorsi con la selezione e menzione dei progetti migliori. Si tratta del "Premio Architettura-Qualità Regione Emilia Romagna", del "Forum delle Città" e del Concorso "Under 33" sul tema dei luoghi della notte, che per il successo riscosso speriamo di portare avanti negli anni.

   Ma ci rivolgiamo anche agli appassionati di arte, fotografia, letteratura, musica, scultura, moda, teatro fino a toccare l'arte culinaria...

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