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Per apparecchi di illuminazione si intende il contenitore di una o più sorgenti luminose che comprende tutto ciò che è necessario per fissarle, proteggerle e connetterle alla rete elettrica. Gli apparecchi illuminanti hanno il compito di modificare, in relazione alle specifiche esigenze, le caratteristiche di flusso luminoso e di luminanza delle lampade da assi accolte e il loro rendimento è determinato dal rapporto tra il flusso luminoso che esce dall'apparecchio illuminante e il flusso emesso dalla lampada. Gli apparecchi luminosi vengono suddivisi in cinque gruppi, in relazione alla distribuzione del flusso luminoso nello spazio al di sopra e al di sotto del piano orizzontale passante per il centro dell'apparecchio.
Una lampada inserita in un apparecchio di illuminazione dà luogo a una ripartizione della luce che è diversa in relazione alla lampada e all'apparecchio illuminante, oltre che dalle proprietà ottiche di alcuni materiali (*). Gli elementi di controllo per convogliare e schermare la luce costituiscono le parti attive degli apparecchi d'illuminazione. Essi sono: - riflettori, che consentono di proiettare al di fuori dell'apparecchio due fasci di luce sovrapposti, provenienti l'uno direttamente dalla lampada, l'altro riflesso da una superficie a sezione circolare, parabolica, ellittica..., denominata appunto riflettore. - rifrattori, che si impiegano quando il solo riflettore non è sufficiente per controllare il flusso in corrispondenza della superficie di emissione. - diffusori, attraverso i quali si può aumentare la dimensione apparente della sorgente in modo da ridurre la luminanza della lampada. - schermi, che possono essere interni oppure esterni all'apparecchio d'illuminazione. Si identificano con deflettori, lamelle, nidi d'ape, alette o latro e fungono da recuperatori di flusso o da dispositivi antiabbagliamento. - filtri, sono impiegati per ottenere luce colorata, o per filtrare le componenti pettrali nocive quandi si illuminano materiali deteriorabili. - lenti, con le quali è possibile concentrare, diffondere o sagomarel'impronta luminosa e conseguentemente modificare il solido fotometrico uscente dall'apparecchio. Nella costruzione degli apparecchi illuminanti le superfici riflettenti sono impiegate tutte le volte che occorre intercettare una parte del flusso luminoso della lampada e concentrarlo in una direzione diversa da quella di emissione. Normalmente le superfici riflettenti sono a sezione circolare, ellittica o parabolica. Per le superfici riflettenti degli apparecchi illuminanti si ricorre generalmente al vetro argentato, all'alluminio trattato, alla lamiera di ferro smaltata o verniciata
(*) FATTORE DI TRASMISSIONE t (%)
| materiale |
 t(%) |
| vetro chiaro |
80-90 |
| vetro smerigliato |
70-85 |
| vetro opalino |
20-60 |
| plastica acrilica chiara |
80-90 |
| plastica acrilica opalina |
20-60 |
| alabastro |
20-50 |
| marmo |
5-30 |
                                                                                                                                                                               Â
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