nuove opere – Harmonia_57 nasce con l'intenzione di unire arte e ambiente per la ricerca di una pelle vivente che crei un microcosmo capace di inserirsi nel tessuto urbano con elementi naturali e artificiali.

Sao Paolo del Brasile è una città multietnica di diciannove milioni di abitanti, tanto caotica e disorganizzata quanto vitale nelle strade e ricca per le sue architetture e il suo paesaggio.

Vila Madalena è un quartiere bohémien del distretto di Alto de Pinheiros , posizionato nella parte ovest della città e abitato da studenti, dove si concentrano bar, club, atelier, gallerie e boutique. In questa parte di tessuto urbano gli edifici, i muri, le strade e le gallerie si prestano a ospitare una grande varietà di espressioni creative e nuove forme d'arte sperimentale. Funziona come un grande palcoscenico all'aperto, dove gli artisti hanno a disposizione una porzione di città per trasmettere le proprie esperienze creative che imprimono sui muri, sugli edifici o sulla superficie delle strade.

In questo contesto, nel 2008 lo Studio Triptyque ha realizzato un Atelier per Artisti, un edificio di tre piani sito in Harmony Street dal nome Harmonia_57. Questa particolare struttura è stata venduta dal primo proprietario ad una casa di moda, che ne ha fatto oggi la sede del proprio flagship store.

L'edificio riprende principalmente il concetto di "Architettura Live" concepita come un grande organismo vivo e pulsante, visibile dall'involucro che lo avvolge che ripropone un ecosistema idrico e vegetale efficiente. Un ambiente organizzato fin nei dettagli, che si concilia con la ricca vegetazione che circonda molte architetture di Sao Paolo ma, diversamente da una serra, costituisce un ecosistema progettato intorno ad una facciata che diventa la struttura principale.

La "pelle" vegetale superficiale dell'edificio è realizzata in cemento, vermiculite e sabbia e disseminata di larghi pori ricavati con un piccolo stampo. Qui sono collocate specie vegetali della foresta pluviale atlantica, africane e indiane, che sopportano variazioni termiche e situazioni di umidità estreme e formano un ecosistema efficiente, dove alcune essenze fanno ombra e altre creano l'acqua necessaria.

Un sistema di tubazioni esterne, dotate di spruzzatori con nebulizzatore, provvede all'irrigazione del manto naturale che cresce sulle superfici della facciata rendendola, col tempo, invisibile. Tubazioni verniciate di giallo, pompe elettriche, sistema di trattamento idrico e un serbatoio sul tetto sono gli elementi che ricoprono l'intera struttura.

La copertura è rivestita da un manto verde che genera aria fresca e buone condizioni termiche all'interno, rendendo superfluo il sistema di condizionamento. Essa è composta da uno strato di argilla espansa, scorie di metallo depurato, legno, plastica e terra utile per un primo filtraggio dell'acqua che viene raccolta e conservata in tre pozzi interrati. Da qui è incanalata nei serbatoi utili alle esigenze idriche dell'edificio e al monitoraggio del livello dell'acqua sotterranea, spesso causa di allagamenti. Anche la copertura è dotata di erogatori che spruzzano una leggera nebbia che avvolge l'intero edificio in un'atmosfera particolare. Un sensore programmato elettronicamente regola tempi, frequenza e relativa sospensione dell'irrigazione in caso di pioggia; una pompa elettrica controlla l'emissione intermittente di un fertilizzante.

Quest'architettura stupisce per la sua particolarità, per l'inserimento nel contesto urbano e per le modalità di assemblaggio dei diversi materiali non ricercati ma poveri. L'edificio sembra essere il risultato di una perfetta sinergia fra la ricerca stilistica e la sperimentazione di nuove e semplici tecnologie.

Harmonia_57 nasce con l'intenzione di unire arte e ambiente per la ricerca di una pelle vivente che crei un microcosmo capace di inserirsi nel tessuto urbano con elementi naturali e artificiali. Un'architettura che ha chiaramente l'intenzione di non rimanere anonima nel tessuto urbano, ma allo stesso tempo determinare il minor impatto ambientale una volta realizzata.

L'Atelier è come un corpo vivente, respira, trasuda e si trasforma nel tempo. L'obiettivo dei Triptyque era proprio quello di rendere visibile le diverse fasi della sua evoluzione superficiale, determinata del processo naturale di crescita della vegetazione. La complessità dell'esterno contrasta con la semplicità degli ambienti interni che hanno invece un aspetto chiaro e luminoso. Alcune passerelle di metallo rivestite di legno collegano i due blocchi dell'edificio attraversandone la corte interna. Il volume prospiciente la strada è a sbalzo su pilastri, mentre quello sul retro è un solido interrotto da finestre di varia misura con sporti in calcestruzzo. La facciata su strada presenta persiane formate da sottili listelli di eucalipto ad apertura elettronica che lasciano intravedere le pareti bianche degli spazi interni. Un'entrata laterale incorniciata da setti in calcestruzzo si collega ad una rampa per le auto. Le terrazze al primo e all'ultimo piano conducono al tetto ricoperto di vegetazione, collegato a ogni livello del fabbricato con scale che assicurano un facile sistema di circolazione.

Al fine di creare un dialogo tra la strada e l'edificio, le terrazze sono distribuite su ogni piano dando vita ad un gioco di analisi visiva tra i due volumi; tra questi si apre una piazza interna come luogo d'incontro. Come un organismo vivente anche le ampie finestre si aprono verso l'esterno mostrando la dinamicità della struttura. Il gioco cromatico dei diversi materiali supporta la complessità dell'edificio. Superfici costruite in cemento armato a vista o rivestite di legno e travi di acciaio si mescolano a essenze arboree verdi, gialle e rosse e alla presenza di piccoli esseri viventi che trovano il loro habitat naturale all'interno delle pareti forate. La luce che penetra nelle ampie aperture vetrate è filtrata da una serie di elementi di legno lasciati a grezzo con funzione di brise-soleil.

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