d'Architettura 23
L'ampliamento della GNAM
a cura di Tiziana
Contri

Intervista a Roger Diener

TC - Relativamente al concorso bandito nel
1998 dalla GNAM e vinto dalla D&D, si è acceso un forte dibattito, non tanto
in merito al progetto vincitore, quanto piuttosto all'abbattimento dell'ala
Cosenza. Cosa pensa di quest'opera?

RD - Innanzitutto,
l'ampliamento della GNAM, progettato da Luigi Cosenza nel 1965, non è mai stato
completato ed è stato abbandonato e lasciato degradare: se lo si visita, sembra
di attraversare delle rovine. Poi, la cosa che emerge chiaramente è che quel
progetto e quegli spazi non sono in grado di soddisfare le esigenze del museo.
Sicuramente non quelle odierne, ma credo neanche quelle della GNAM all'epoca
della sua parziale realizzazione, altrimenti il lavoro sarebbe stato completato.
I motivi sono svariati e di diversa natura. Prima cosa, il rapporto che l'ala
Cosenza instaura con l'edificio preesistente di Bazzani è rimasto irrisolto.
Inoltre, l'ampliamento è stato organizzato su diversi livelli: è una soluzione,
questa, che rende assai difficile, per non dire impossibile, sfruttarne gli
spazi per adibirlo a museo...

Intervista a Maristella Casciato

TC - Dal 2002, lei è presidente di
Do.Co.Mo.Mo. International, associazione che si occupa della documentazione e
della conservazione delle architetture del Movimento Moderno, che cosa pensa a
proposito dell'abbattimento dell'ala Cosenza?

MC -
Innanzitutto vorrei precisare che esprimo la mia opinione a titolo personale,
essendomi dedicata, da più di 15 anni, allo studio del valore monumentale
dell'architettura moderna, sia nel caso italiano, sia a livello internazionale.
Do.Co.Mo.Mo. Italia non ha preso posizione su questa vicenda, in quanto aveva
già manifestato la sua posizione, prima che scoppiassero le polemiche, ritenendo
che fosse urgente dirigere le energie di diverse istituzioni, pubbliche e
private, verso un approfondito lavoro di catalogazione documentaria delle opere
di Luigi Cosenza, soprattutto del suo lavoro nell'area napoletana, vera culla
delle sue architetture, che esprimono appieno la complessità e il valore
professionale di questo protagonista del movimento moderno italiano.

Aggiungerei che forse, in questo senso, avrebbe diritto di priorità una
ricerca sulla fabbrica dell'Olivetti a Pozzuoli (in parte già elaborata da
alcuni valenti, giovani storici dell'architettura), che meriterebbe di essere
vincolata e restaurata in modo esemplare, per il suo essere "monumento"...


Intervista a Francesco Garofalo

FG
- L'esigenza principale era ed è quella di rendere la GNAM adeguata alle moderne
esigenze museografiche: nel corso dei quarant'anni che ci separano dal progetto
di ampliamento affidato all'architetto napoletano Luigi Cosenza (1905 - 1984),
le cose sono cambiate. E forse, se mi è concesso, alcune soluzioni progettuali
si erano da subito rivelate inadatte alla situazione della Galleria, o
quantomeno poco flessibili. Basti un esempio: le pareti dell'ala Cosenza, che
hanno un'altezza variabile tra i 2,40 metri e i 3,60 metri, sono assolutamente
insufficienti per esporre opere più grandi di fotografie e disegni. E pensare
che proprio agli artisti degli anni Sessanta si deve il cambiamento del formato!
e dove mettere le loro installazioni?! La scelta era motivata dalla volontà del
progettista di realizzare un'architettura orizzontale per inserirsi nel verde in
maniera "mimetica", quasi un padiglione nel parco. Il rapporto interno/esterno,
fortemente cercato anche con l'espediente del distacco dall'edificio di Cesare
Bazzani, non è riuscito: dalle finestre a nastro della parete a sud non entra
luce, proprio per la presenza del corpo di fabbrica della prima metà del
Novecento.
Oggi, la direzione della Galleria sente forte la necessità di
riorganizzarsi in modo moderno e funzionale e per farlo la Soprintendenza ha
scelto il concorso, uno strumento di confronto e riflessione poco usato in
Italia, ma certamente adeguato a selezionare un progetto in grado di risolvere
un intreccio di funzioni molto specifiche, che vanno dagli spazi per le
esposizioni temporanee ai depositi, dai laboratori agli uffici della
Soprintendenza, dalle sale per collezioni di studio al gabinetto di grafica
all'auditorium polivalente...

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