spazi polifunzionali – Bergamo. A Ranica il nuovo Centro Culturale Roberto Gritti, progettato da DAP Studio e Paola Giaconia cerca di instaurare un nuovo rapporto all'interno del discontinuo tessuto urbano.

Il grande impatto visivo è ciò che si coglie maggiormente avvicinandosi per la prima volta il nuovo Centro Culturale nato nella cittadina bergamasca. Una "piastra mono-materica" che stacca completamente dall'esistente urbano circostante; un volume che introduce nuove regole in un apparato cittadino, governato fino ad ora da logiche di espansione da un lato e dal vecchio impianto di tipo medievale dall'altro, senza un vero e proprio punto di incontro tra di esse. La nuova realizzazione si pone inoltre su due piani differenti: il primo - a scala maggiore - si relaziona con il territorio che da Bergamo sale fino alle valli; il secondo è dedicato alla ricerca di una relazione fisica e funzionale che si possa instaurare con il tessuto storico del paese, cercando di rendere il Centro "un catalizzatore della vita urbana", spiegano i progettisti, "da un lato laboratorio di formazione e informazione, dall'altro nuova piazza per incontrarsi, per comunicare, consolidare nei cittadini un senso di appartenenza al proprio territorio".

Il progetto
Il nuovo edificio vive di una dualità che si esprime anche dal punto di vista puramente architettonico: due livelli distinti, piano terra e primo piano, sia dal punto di vista delle forme che dei contenuti. Il livello zero - che dialoga con il piano stradale - è creato come spazio di accoglienza dei flussi pedonali che solcano l'area urbana, presentandosi come un volume "aperto", trasparente e in grado di accogliere i visitatori. Concepito come una piazza urbana, il piano terra offre la possibilità ai passanti, di relazionarsi con le attività che si svolgono all'interno, creando così una possibilità di fusione dei due ambiti ed amplificando il concetto di "netta distinzione tra il pieno e il vuoto", spiegano i progettisti, "aprendo l'edificio pubblico alla vita della città e quindi accogliendo i flussi di attraversamento pedonali che penetrano fin dentro la massa edilizia, sollevata dal suolo". Il volume soprastante, è sorretto completamente da quello al piano terreno e si presenta come un segnale urbano, un "front building" che cerca di nascondere il suo contenuto, dandone solo una lieve percezione grazie all'utilizzo di pannelli in policarbonato alveolare, che produce quel particolare effetto semi-opaco. Il parallelepipedo presenta in realtà un'organizzata complessità al suo interno, con l'apertura di alcune corti che permettono l'entrata di aria e luce naturale; lo spazio è principalmente distribuito in due sotto-volumi, uno dedicato alla biblioteca civica, e l'altro all'auditorium e a spazi multiuso. Anche le funzioni interne sono disposte secondo uno schema "urbano" che cerca di individuare momenti comuni e percorsi che si dividono su una doppia altezza e che dialogano con il patio centrale.


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scheda progetto

Luogo: Ranica, Bergamo

Committente: Comune di Ranica

Progettista: DAP Studio/Elena sacco - Paolo Danelli, arch. Paola Giaconia

Collaboratori: Pasquale Gallo, Alessia Mosci, Laura Tagliabue, Paolo Vimercati

Progetto strutture: ing Davide Arrigoni

Impresa di costruzione: Edil Emmeti srl - Bergamo

Impianti di riscaldamento e ventilazione: Milanoprogetti S.p.A.

Tempi progetto: 2005-2006

Tempi di realizzazione: 2007-2010

Superficie costruita mq: 1810

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