| Testo di Luciano Cannas
Le sollecitazioni meccaniche connesse all'attività produttiva e in particolare ai movimenti di materiali e prodotti, costituiscono un forte impatto sulle superfici dei pavimenti. I materiali scelti dovranno avere ottime caratteristiche meccaniche, stabilità chimica e resistere all'azione aggressiva dell'ambiente circostante. Nella valutazione si dovrà anche tenere conto della durabilità e della resistenza all'usura. Nei pavimenti in calcestruzzo armato si dovranno inserire giuntidi dilatazione ravvicinati in modo tale che le variazioni dimensionali dovute alle sollecitazioni abbiano un necessario sfogo.
Per ciò che riguarda il rivestimento protettivo, le proprietà sono in relazione del tipo di resina e degli obiettivi da seguire. Si possono avere resine di rivestimento a impregnazione e resine riportate. La Norma UNI 8298 definiscono i parametri di riferimento per il comportamento del rivestimento dovuto all'azione dei fattori di degrado. Mentre la classificazione e a terminologia delle pavimentazioni fanno riferimento alle Norma UNI 8297 che distingue i rivestimenti, incorporati per impregnazione al supporto, dai rivestimenti riportati. I supporti sono costituiti in genere da massetti cementizi livellati che si devono presentare livellati, rifiniti, rigidi e stagionati (28 giorni di maturazione), senza fessurazioni e umidità di risalita che causano il distacco del rivestimento resinoso.
Con le resine ad impregnazione si ha il consolidamento dello strato di supporto che ha la funzione di proteggere dalla polvere la pavimentazione. L'impregnazione delle resine viene effettuato a rullo, a pennello, o a spruzzo e penetra per assorbimento dai 0,5 ai 2 mm: questa operazione permette un'agevole pulizia e impedisce la formazione di polvere. L'applicazione semplice antipolvere satura la porosità del supporto a differenza dell'applicazione indurente che crea uno strato continuo.
Le resine di rivestimento riportate invece garantiscono prestazioni più elevate. Queste pavimentazioni sono realizzate attraverso l'applicazione di un primer sul supporto e da uno strato di resina che forma un film continuo di grande resistenza. I prodotti si differenziano per colori, modi di applicazione, spessore, nelle tipologie a film, autolivellanti, spatolati. Le resine a film hanno uno spessore ridotto, sono composti da pigmenti, resine e cariche applicati a spruzzo, pennello, rullo. Hanno una funzione impermeabilizzante, resistono al traffico pedonale e ai composti chimici aggressivi. Le resine autolivellanti sono rivestimenti del supporto con formulati resinosi colorati che si livellano in fase di indurimento che permette di avere come risultato di uno strato piano, regolare e continuo. Lo spessore è superiore a 1 mm. Sono applicati dopo un manto di primer miscelando legante e induritore. I rivestimenti spatolati sono costituiti da applicazioni sul supporto di malte resinose colorate con un elevato numero di cariche che permettono la formazione di strati maggiori di 3 mm fino a 10 mm in relazione al tipo di granulometria. Il prodotto viene applicato con una spatola metallica e rifinito con frattazzatrice meccanica.
Fonte testo: A. Boeri, Sistemi di Prefabbricazione, Ed. Hoepli 2001, Milano |
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