Il nuovo quartier generale di Prysmian Group si situa in un’area di evidente e noto retaggio industriale. L’edificio progettato da Maurizio Varratta riesce a coniugare con efficacia questa eredità del passato con i principi aziendali che rendono il nuovo headquarters un virtuoso esempio di luogo lavorativo piacevole e innovativo. L’area era già occupata da un edificio, che viene però demolito nel 2011 per far spazio a questo nuovo insediamento che occupa lo stesso volume. Non c’è in questo modo incremento nel consumo di suolo; viene inoltre conservata e riqualificata la torre di filatura originaria, insieme alla parte di edificio relativa denominata Energy House, che ospita ora infermeria, ufficio postale e altri spazi di servizio. L’edificio, che ospita 700 dipendenti, è costituito da quattro stecche principali, orientate lungo l’asse est-ovest e parallele tra di loro. Questi volumi principali, che ospitano gli spazi ufficio, sono intervallati da due stecche più corte, configurate come grandi serre: si tratta di spazi a tripla altezza, contenenti aree specificamente disegnate come spazi di interazione e distribuzione agli edifici uffici. Le serre rappresentano l’elemento caratterizzante dell’intervento, in grado di trasformare esigenze relative all’organizzazione dell’edificio, al comfort degli utenti e all’efficienza energetica in un’occasione progettuale. Questi spazi infatti ospitano una varietà di funzioni che sono generalmente ritenute meno interessanti, disegnando un paesaggio che modula l’illuminazione interna. In questo spazio sono posizionati i corpi scala e ascensori, oltre che il distributivo orizzontale, che consentono l’accesso alle zone dedicate agli uffici. Il complesso è articolato su tre piani fuori terra; le stecche principali sono occupate da spazi flessibili e open-space, intervallati da sale più riservate, per un totale di 650 postazioni lavorative. La profondità delle stecche è limitata, consentendo l’illuminazione naturale degli ambienti; la scelta di posizionare il corridoio di distribuzione al centro della stecca rispetta questo principio. La circolazione tra le stecche avviene attraverso due grandi corridoi perpendicolari a esse, ove sono collocati i servizi e i sistemi distributivi verticali (in corrispondenza delle serre), rendendo i percorsi chiari e facilmente individuabili. La struttura distributiva è conservata anche ai piani superiori; la stecca centrale è circondata inoltre da un ballatoio che affaccia sulle serre interne. Un quinto edificio più piccolo, collocato sul fronte nordest, ideale prolungamento di uno dei due corridoi orizzontali, ospita attività legate a convegni, comunicazione e formazione. Il foyer, strutturato come una serra, fa da filtro e connessione tra gli spazi lavorativi e il piccolo auditorium, che può ospitare 184 persone. Il blocco è organizzato su tre livelli; oltre alla sala auditorium a doppia altezza, nei piani superiori ospita sale riunioni. La sala principale è inclinata e interamente rivestita con pannelli MDF impiallacciato legno; il soffitto presenta ottime caratteristiche acustiche grazie all’utilizzo di pannellature riflettenti e perforate sospese da cavi in acciaio, a inclinazione variabile, in MDF impiallacciato legno.

La scelta dei materiali è coerente per l’intero complesso: la struttura è realizzata interamente in acciaio con la sola eccezione dei locali servizi in calcestruzzo armato, che fungono anche da controventi. Tutti i blocchi hanno una volumetria semplice, scandita dalla copertura a capriata, di memoria industriale. Si tratta però di una reinterpretazione in chiave high tech del tradizionale edificio manifatturiero. Le falde orientate a nord consentono l’ingresso di luce naturale negli spazi interni; quelle orientate a sud presentano schermature mobili di alluminio per regolare abbagliamento e radiazione. La qualità del livello luminoso interno è ulteriormente controllata da tende meccaniche a rullo interne, presenti su entrambe le falde. Le chiusure verticali rispecchiano il concetto di leggerezza e alta tecnologia; sono infatti composte da parti trasparenti in facciata continua, schermate da frangisole in alluminio, tende esterne e tende interne. Le parti opache invece sono costituite da pannellature modulari di alluminio verniciato a polvere. Anche le chiusure verticali mantengono un linguaggio coerente su tutte le esposizioni, intervallando alluminio e vetro, ma divengono più o meno aperte assecondando il livello della radiazione luminosa: in questo modo, i prospetti esposti a sud e la hall di ingresso sono schermati dalle stesse lamelle in alluminio utilizzate per la copertura. I prospetti di chiusura delle stecche più corte delle serre invece prevedono l’utilizzo di tende esterne e interne. Il sistema strutturale è stato concepito in continuità con i principi compositivi: le strutture in elevazione sono realizzate in carpenteria metallica, ripetendo la maglia strutturale e mantenendo grandi luci libere. La scelta della tipologia di impalcato si è rivolta a solai alveolari prefabbricati precompressi posizionati in spessore di trave, per una luce libera superiore a 12 m. Setti e vani tecnici realizzati in c.a. controventano l’intero impianto strutturale, insieme alle facciate est e ovest delle stecche uffici, realizzate anch’esse di calcestruzzo armato e prevalentemente cieche.

SPAZI FILTRO DI QUALITÀ
Lo spazio interno intermedio creato dalle serre è stato definito in delicato contrasto con lo spazio destinato agli uffici. Il progettista si è avvalso del supporto di DEGW, azienda che si occupa di spazi di lavoro, per distinguere la zona rigorosa degli uffici da quella più informale e colorata delle serre. L’utilizzo del colore è esaltato anche dall’illuminazione naturale proveniente dalla copertura. La scelta dei materiali riflette questo principio progettuale; in entrambi i casi si tratta di materiali minimali e high tech, quali alluminio anodizzato, acciaio inossidabile, vetro e metacrilato per le partizioni, ma nelle serre si riscontra la presenza di rivestimenti in legno massello che svolgono anche una funzione fonoassorbente. Vasche d’acqua con vegetazione galleggiante (quali i giacinti d’acqua) e idroponica creano giochi di luce e riflessioni; le aree per coffee break sono delimitate da sottili partizioni trasparenti, per non interrompere la continuità del paesaggio interno.
La pavimentazione in legno crea un ambiente informale e accogliente, che può essere flessibilmente adattato e popolato da pannelli informativi, espositori, aree per riunioni multimediali, aree relax. L’utilizzo di pannelli fonoassorbenti garantisce una ulteriore qualità dello spazio. Anche le scale e gli ascensori sono elementi leggeri e trasparenti, realizzati in vetro e acciaio. Si è mantenuta una continuità anche con la vegetazione esterna: le aree verdi sono state conservate e potenziate con alberi a foglia caduca che si adattano alle stagioni. L’utilizzo di asfalto drenante di colore chiaro riduce ulteriormente l’impatto dell’intervento sull’intorno.

SOLUZIONI LEGGERE E AMBIENTE CONTROLLATO
La scelta di materiali e soluzioni combinate efficacemente tra loro ha consentito al progettista di realizzare un edificio elegante e funzionale. La massiccia presenza di parti trasparenti, infatti, è combinata con diverse tipologie di schermature, migliorando la performance termica dell’involucro e controllando il livello luminoso interno. La copertura a capriata, composta da camera di ventilazione con listelli di legno, isolanti in bra di legno a diversa densità e rivestita da zinco titanio, è valorizzata dall’utilizzo di lamelle frangisole motorizzate apribili elettricamente controllate da un rilevatore solare, installate su di una struttura in alluminio estruso fissata alla struttura principale in acciaio. Le chiusure verticali prevedono l’utilizzo combinato di tende a rullo per il controllo dell’abbagliamento interno e di frangisole in alluminio estruso all’esterno per controllare la radiazione solare. Le chiusure verticali trasparenti sono strutturate come una facciata continua, costituita da montanti e traversi di alluminio estruso, a cellule pre-assemblate e messe in opera su staffe in lega d’alluminio vincolate ai solai. Le parti trasparenti sono costituiti da vetrocamere a taglio termico, mentre le parti opache sono realizzate in alcune aree da pannelli modulari di alluminio verniciato, e in altre da griglie di alluminio e lamelle di alluminio. Le centrali impiantistiche principali sono posizionate all’interno dell’Energy House, mentre le sottocentrali sono collocate nei sottotetti. La climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria sono garantite interamente dal teleriscaldamento urbano; l’impianto negli uffici è costituito da pannelli radianti a soffitto, mentre nelle serre è prevista una diffusione d’aria a pavimento, insieme a pannelli radianti a pavimento a piano terra e sui ballatoi. La ventilazione naturale è stata ottimizzata grazie a un sistema di controllo delle aperture poste in copertura. La scelta del progettista di predisporre la maggior parte di elementi pre-assemblati ha consentito di avere un cantiere pulito ed efficiente e l’utilizzo di elementi modulari ha trasformato la fase di installazione in una sorta di meccano, consentendo allo stesso tempo di raggiungere la certificazione LEED Platinum.

 

Scheda progetto
Progettista e art direction: Maurizio Varratta Architetto
Committente: Prysmian Group
Periodo di costruzione: 2014 – 2017
Area totale: 20,800 m2
Costo: 40.000.000 €
Localizzazione: Milano, Italy
Progetto strutturale: S.C.E. Project
Progetto impiantistico e certificazione LEED: Manens – TiFS
Sicurezza Antincendio: GAE Engineering srl
Superficie serre: 1.370 m2
Superficie lotto: 22.300 m2
Impresa generale: Italiana Costruzioni
Impianti elettrici e speciali: Milani Giovanni & C.
Impianti meccanici: Tagliabue
Verde normale e idroponico e relativo impianto irrigazione: Nuova Melegori
Vasche acqua: Carnini Irrigazione
Pavimentazioni interne di grès: Marazzi Group
Pavimentazioni esterne di cemento drenante: Calcestruzzi
Pavimentazioni esterne di resina: Prima Pavimenti
Controsoffitti: Prometal
Serramenti: ISA
Coperture e rivestimenti di zinco-titanio: Zintek
Illuminazione: iGuzzini Illuminazione
Photos: S.L. Vallardi, P.S. Carlini, Prysmian

Arketipo 120, Luoghi di Lavoro, maggio 2018