Il Sydney Modern Project è un’operazione eccezionale nel suo genere perché trasforma l’edificio esistente della Art Gallery of New South Wales di Sydney, Australia, in un complesso museale dedicato all’arte e composto da due edifici - North Building e South Building - collegati da un giardino - Art Garden - che si affacciano sulla baia di Sydney e rappresentano il più grande sviluppo culturale per la città a partire dal progetto della Sydney Opera House di Jorn Utzon nel 1973. Il cuore del Sydney Modern Project è rappresentato dal nuovo edificio progettato da SANAA; un organismo che, in maniera complementare, si accosta all’edificio originale di stampo neoclassico dell’Art Gallery, raddoppiandone lo spazio espositivo. L’edificio di SANAA dialoga con il sito e con la sua topografia attraverso una sequenza di sette padiglioni che ruotano e si innestano gli uni negli altri, e che gradualmente scendono e si aprono sul porto di Sydney. I tre padiglioni espositivi rivestiti in pietra calcarea poggiano delicatamente al suolo e il loro profilo segue la naturale topografia del terreno. Un lungo muro curvo di terra battuta, realizzato con detriti e scarti locali, corre lungo il pendio che dal parco termina nel porto a Wooloomooloo. Il programma che compone il nuovo edificio prevede una galleria per la collezione di arte contemporanea, una galleria per esposizioni temporanee, il riuso di un serbatoio di carburante della Seconda Guerra Mondiale, spazi destinati alla ricerca nel campo dell’arte e all’istruzione, spazi polivalenti, negozi, luoghi per la ristorazione e numerosi servizi per i visitatori. Il progetto si sviluppa su quattro livelli, definendo una sequenza articolata di spazi, viste e paesaggi sempre differenti, che alternano l’uso di forme geometriche pure ed elementi curvilinei e morbidi. Ogni padiglione costruisce un rapporto diverso con il paesaggio circostante e con il mare, attraverso una serie di leggere rotazioni che evidenziano le diversità materiche di ciascun volume - vetro per gli spazi pubblici e pietra calcarea per gli spazi espositivi - e che inquadrano, di volta in volta, porzioni di paesaggio differenti attraverso le singole terrazze.

L’estensione dell’edificio originale ha permesso di migliorare l’accesso e la fruibilità dell’intero distretto culturale del lato orientale di Sydney e ha consentito di stabilire un nuovo e delicato rapporto tra la città, il parco e la baia. Integrato in modo organico con l’edificio, il nuovo progetto di landscape ha un’estensione di circa 3.000 metri quadrati, conserva alcuni alberi esistenti e inserisce numerose piante autoctone. L’obiettivo del progetto di SANAA è di soddisfare le aspettative e le necessità dei visitatori di un museo d’arte del XXI secolo e, quindi, di ripensare sia gli spazi che accolgono le mostre, sia il sistema di spazi pubblici che mettono in relazione i vari padiglioni. La separazione tra interno ed esterno si smaterializza gradualmente, gli spazi museali fluiscono liberamente negli spazi collettivi, la piazza e la successione di terrazze che si affacciano sul mare definiscono un’architettura che offre un’esperienza molteplice e che fonde arte e natura in ogni spazio del museo. La piazza di ingresso, Welcome Plaza, è caratterizzata dalla presenza di una tettoia in vetro - Canopy -, composta da 108 lastre curve di vetro fuso ritmate da un profilo ceramico, conduce al nuovo edificio e fornisce uno spazio coperto e pubblico ai visitatori e alla città. Le increspature riprendono le onde del porto, e proiettano sul pavimento ombre in continuo movimento che cambiano durante le ore del giorno. I corpi espositivi dell’Art Gallery, invece, si articolano su un movimento discensionale che dal piano terra conduce a tre livelli sottostanti, ciascuno dei quali dialoga con l’esterno attraverso terrazze a quote differenti - chiamate viewing terrace, stepped terrace, harbour terrace e sculpture garden - con l’idea di definire un percorso fluido tra arte, architettura e paesaggio circostante. Tra questi, un atrio interno di tre piani collega ciascun padiglione, definendone l’orientamento e anticipando al visitatore la circolazione all’interno del museo. La prima galleria che si incontra è la Yiribana Gallery che, grazie a una superficie di 1.300 metri quadrati e un’altezza di 5,5 metri, amplia del 40% lo spazio espositivo dell’edificio esistente. La seconda galleria, uno spazio libero da colonne di 1.160 metri quadrati per 5,5 metri di altezza, termina con un’ampia e spettacolare vetrata che inquadra la baia di Woolloomooloo. La terza e ultima galleria è il Tank, una spettacolare archeologia industriale risalente alla Seconda Guerra Mondiale, che lo studio SANAA ha deciso di inserire a completamento del percorso espositivo.

Il Tank è, infatti, uno spazio ipogeo di 2.200 metri quadrati, caratterizzato dalla totale assenza di luce e scandito da 125 colonne per 7 metri di altezza e definisce il livello più basso del museo. Originariamente un serbatoio di carburante utilizzato durante la Seconda Guerra Mondiale, il Tank è l’ultimo spazio espositivo dedicato a installazioni di arte audio-visive. Qui, il forte contrasto tra un ambiente introverso e scuro e la scala a chiocciola in cemento bianca, leggera e luminosa, disegnata da SANAA delinea un percorso lento, in discesa, che porta dalla luce al buio. La scala permette di osservare, da varie prospettive e punti di vista, lo spazio silenzioso, drammatico e introspettivo del Tank, mantenuto nel suo stato grezzo con tracce di petrolio, graffiti e minerali. Il complesso museale è il primo edificio pubblico in Australia a raggiungere i più elevati standard prestazionali e di sostenibilità, ottenendo una valutazione di 6 stelle da parte del Green Building Council. La direzione del museo è da tempo attenta alla sostenibilità dei suoi spazi e ha lavorato a stretto contatto con lo studio SANAA e con i consulenti del progetto per introdurre un sistema di pannelli solari e di raccolta dell’acqua piovana, per garantire la realizzazione di nuovi spazi collettivi e per integrare il nuovo edificio con il paesaggio circostante. Il Sydney Modern è un progetto capace di fondere soluzioni ad alta efficienza tecnologica ed energetica con il disegno di spazi fluidi, complessi e sorprendenti, dove le forme geometriche dei padiglioni espositivi dialogano con l’arte, la natura e il mare.

TRASPARENZA E PUREZZA NEGLI AMBIENTI ESPOSITIVI DEL SYDNEY MODERN 
I corpi espositivi del nuovo spazio museale progettato da SANAA si sviluppano attraverso un movimento discensionale che dal piano terra conduce a tre livelli sottostanti, ciascuno dei quali dialoga con l’esterno attraverso terrazze a quote differenti, denominate viewing terrace; stepped terrace; harbour terrace e sculpture garden. Il dettaglio di facciata, qui rappresentato, illustra la sequenza di spazi generata dai diversi padiglioni e racconta del rapporto tra le gallerie e le diverse terrazze. Lo spazio del foyer è generato dalla rotazione e disposizione dei padiglioni e definisce un atrio di sorprendente effetto perché collega visivamente il livello di ingresso con gli altri due piani sottostanti disvelando la distribuzione degli spazi interni al visitatore. La prima galleria che si incontra è uno spazio di 1.300 metri quadrati, alto 5,5 metri; la seconda è, invece, pensata come uno spazio completamente libero da colonne e con una superfici di 1.160 metri quadrati e 5,5 metri di altezza; il terzo e ultimo ambiente è il Tank, uno spazio ipogeo di 2.200 metri quadrati, caratterizzato dalla totale assenza di luce e scandito da 125 colonne per 7 metri di altezza. È uno spazio che presenta un marcato contrasto tra gli elementi murari di contenimento, che sono stati volutamente preservati nel loro stato originale, e la leggerezza, quasi immateriale, della scala a chiocciola in cemento bianco. Il nuovo edificio di SANAA completa il sistema museale esistente e si integra al contesto attraverso l’utilizzo di pietra calcarea, vetro e cemento. I padiglioni delle gallerie, realizzati con una struttura metallica, sono rivestiti esternamente in mattoni di pietra calcarea (5x5x8-15 cm), mentre internamente presentano una finitura in intonaco e una pavimentazione in cemento lucidato che conferiscono neutralità e purezza allo spazio espositivo. Le parti vetrate consentono un collegamento visivo immediato con il contesto circostante, sia esso il porto di Sydney, Woolloomooloo o il Royal Botanic Garden, costituendo una parte fondamentale del percorso museale e ponendo sempre il visitatore a contatto con lo spazio esterno, con il paesaggio e con il mare. Un muro, lungo 250 metri e spesso circa 30 centimetri in terra battuta, segue il profilo del sito e si sviluppa su due livelli, rafforzando il legame del nuovo edificio con la topografia e il paesaggio esistenti. Le superfici delle diverse terrazze sono caratterizzate dall’uso di materiali diversi e alternano la presenza di parti dedicate a essenze vegetali drenanti a percorsi in cemento pigmentato, che disegnano motivi fluidi e organici, e che sono accessibili direttamente dai diversi padiglioni.

Scheda progetto
International design competition announced: 2014
SANAA selected as design architect: 2015
Design period: 2014-2022
Art Gallery after expansion: 40,000 sqm (new and original building)
Exhibition space after expansion: 16,000 sqm (new and original building)
SANAA design team: Kazuyo Sejima, principal Ryue Nishizawa, principal Yumiko Yamada, partner Asano Yagi, project designer Soo Kim, designer Hiroaki Katagiri, designer
Designers: Takayuki Hasegawa, Riccardo Cannata, Enrico Armellin, Misha Mikhail Nemkov, Ichio Matsuzawa*, Hana Greer*
*Notes: Ex Staff
Executive architect: Architectus engineers
Structure: ARUP
Mechanical: Steensen Varming
Electrical: Steensen Varming
Fire: ARUP
Hydraulics: ARUP
Façade: Surface Design
Lighting: ARUP
Vertical transport: Steensen Varming
Security: ARUP
Landscape: GGN, McGregor and Coxall
Signage: SO
Shop design: Akin Atelier
Photos: Iwan Baan, Jenni Carter

Arketipo 163, Cultura, marzo 2023